L’Arrampicata Sportiva italiana si ferma alle qualificazioni. Ieri Ludovico Fossali e Michael Piccolruaz, oggi Laura Rogora non ce l’hanno fatta ad entrare negli otto finalisti che domani e dopodomani si giocheranno una medaglia alle Olimpiadi di Tokyo.

L’arrampicata sportiva è una disciplina spettacolare, ma la formula della combinata e l’assenza di pubblico hanno mortificato, forse più di altre esordienti a Tokyo, lo spettacolo e le aspettative.

Così le qualificazioni di ieri (uomini) e oggi (donne) hanno offerto oltre 5 ore di noia. Vi sono stati anche momenti interessanti, ma in generale si è trattato di uno spettacolo poco coinvolgente, per la difficoltà di comprendere chi effettivamente stesse in testa (colpa anche della formula della combinata) e seguire il racconto.

Dal punto di vista tecnico non ci sono stati grandi stravolgimenti e passano in finale sicuramente i migliori climbers in circolazione, con anche qualche sorpresa. Le nazioni leader si sono fatte trovare pronte: Francia, Giappone, Austria, Stati Uniti e, per quanto riguarda il settore donne, Slovenia, portando un atleta in finale.

L’Italia manca l’appuntamento, ma era nelle previsioni. Si sperava qualche cosa di più con Laura Rogora ma, nella realtà, l’unico che aveva concrete chance di entrare in finale era Ludovico Fossali, ex campione del mondo della speed che avrebbe potuto, grazie ad un complesso sistema di calcolo della combinata, farcela se avesse vinto nella sua disciplina. Purtroppo, invece, il modenese ha bucato proprio la prima delle tre prove e ha poi chiuso nelle ultime posizioni.

In generale i nostri atleti si sono ben comportati e merita un applauso la Federazione italiana (FASI) che ha operato in questo quadriennio come se fosse una federazione olimpica nonostante fosse solo una disciplina sportiva associata, quindi con un budget ridotto rispetto, con pochi mezzi e uomini a disposizione.

Come ha ricordato il Direttore Tecnico Davide Manzoni al via delle Olimpiadi, questo appuntamento rappresenta un punto di partenza e non di arrivo, nella speranza che già dal prossimo anno il CONI riconosca definitivamente la Federazione a tutti gli effetti e che a Parigi si possa arrivare con risorse e uomini in grado di assicurare il salto di qualità.

Qualificati per le finali

UOMINI
1. Mickael Mawem (FRA)
2. Tomoa Narasaki (JPN)
3. Colin Duffy (USA)
4. Jakob Schubert (AUT)
5. Adam Ondra (CZE)
6. Alberto Ginés López (ESP)
7. Bassa Mawem (FRA)
8. Nathaniel Coleman (USA)

DONNE
1. Janja Garnbret (SLO)
2. Chaehyun Seo (KOR)
3. Miho Nonaka (JPN)
4. Akiyo Noguchi (JPN)
5. Brooke Raboutou (USA)
6. Jessica Pilz (Austria)
7. Aleksandra Miroslaw (POL)
8. Anouck Jaubert (FRA)

foto © Leo Zhukov/IFSC

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