Purtroppo Giorgia Villa non ce la fa. La ginnasta di Ponte San Pietro, perno della Nazionale di Artistica femminile, medaglia di bronzo a squadre ai Mondiali di Stoccarda del 2019, non prenderà parte alle Olimpiadi di Tokyo, a causa di un trauma discorsivo alla caviglia del piede sinistro, occorsole nell’ultima diagonale al corpo libero dei campionati italiani di Napoli, sabato 10 luglio. E così, a soli sei giorni dalla partenza per il Giappone, malgrado la vittoria, proprio al Pala Vesuvio, del terzo titolo assoluto all around, il secondo consecutivo, la diciottenne bergamasca vede sfumare l’obiettivo olimpico. “Ha sentito un dolore sullo stacco della rondata flic flac doppio salto raccolto dell’ultima diagonale acrobatica – ha spiegato il Direttore Tecnico GAF Enrico Casella che ha cresciuto Giorgia al Pala Algeco di Brescia fin dai suoi primi passi ginnici – La risonanza ieri ha parlato chiaro e ci ha tolto le ultime speranze di recupero. Adesso faremo una visita con il prof. Zattoni per programmare il suo completo recupero in vista dei Mondiali di Kitakyūshū, ad ottobre”. Davvero una disdetta per colei che doveva essere la più giovane della delegazione della ginnastica nel Sol Levante. L’agente del Gruppo Fiamme Oro della Polizia di Stato aveva vissuto il quadriennio come una predestinata: da junior, nel 2018, aveva vinto il concorso generale individuale di categoria agli Europei multidisciplinari di Glasgow, in Scozia, oltre al titolo di squadra, per poi consacrarsi a livello planetario con tre ori, di cui uno nel completo, e un argento agli Youth Olympic Games di Buenos Aires, portando il tricolore nella cerimonia di chiusura. L’incidente alla Villa rappresenta una tegola pesante per l’Italdonne, composta dalle altre tre fate – Martina Maggio e le gemelle Asia e Alice D’Amato – a meno di due settimane dall’esordio al volteggio, nella prima delle cinque sessioni femminili di ammissione, sulle pedane dell’Ariake Gymnastics Centre di Tokyo. Al posto di Giorgia Villa dovra entrare nel quartetto di squadra Vanessa Ferrari, che è stata tra le prime, appena saputo l’esito degli esami diagnostici, a consolare la compagna della Brixia, portando ad esempio la sua carriera fatta di cadute e risalite ed augurandole di arrivare a Parigi nel 2024. Il caporal maggiore dell’Esercito, qualificatasi in Coppa del Mondo, il 26 giugno scorso a Doha, in Qatar, lascerà dunque il suo pass individuale alla seconda classificata del torneo FIG al corpo libero, la toscana Lara Mori, allenata presso la palestra della Giglio di Montevarchi da Stefania Bucci. Per l’altro caporal maggiore della Cecchignola si tratta del coronamento di un sogno, rimandato prima di quattro anni, dopo l’esclusione per scelta tecnica nel 2016 a Rio de Janeiro, e poi di altri dodici mesi, con il rinvio a giugno del 2021 della gara di Doha a causa del Coronavirus. La quasi 23enne – compirà gli anni proprio il giorno dopo le qualifiche olimpiche – dopo l’argento giovanile a squadre nella rassegna continentale del 2012, ha collezionato tre ori ai Giochi del Mediterraneo, un argento alla trave e uno storico bronzo a squadre alle Universiadi partenopee del 2019, oltre a due titoli italiani al corpo libero, il suo attrezzo di punta. “Non potevo immaginare regalo più bello – ha commentato a caldo la Mori appena raggiunta dalla notizia – Una vigilia di compleanno meravigliosa che vivrò in maniera speciale insieme a Martina Maggio, nata il mio stesso giorno. Ci tengo a dire però che non era questo il modo in cui volevo essere scelta, mi dispiace tantissimo, infatti, per la Villa. Ci alleniamo tutte per lo stesso motivo, e vederlo sfumare proprio all’ultimo è una sensazione orribile. Ci sono passata e quindi posso dirle, non mollare Giorgia, mancano solo tre anni, in fondo, alle prossime Olimpiadi, sei giovane e avrai modo e tempo di tornare più forte di prima. In questo Vanessa è un esempio per noi tutte. L’esercizio? Parte da 5.6 oppure da 5.7 se aggiungeremo il Johnson con un giro. Mi sento pronta e credo di averlo dimostrato sia a Doha sia a Napoli. E’ a posto anche la trave e credo che gareggerò in entrambe le specialità, con l’obiettivo primario di fare del mio meglio. Poi, con la routine pulita, se arriverà una finale, magari al corpo libero e sulle note dei Queen, mi basterà per sentirmi una regina”.

Foto di: Simone Ferraro/FGI

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