L’Inseguimento italiano torna sul tetto del mondo. Oggi, nella terza batteria del primo turno di qualificazione (valida per l’accesso in finale) Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan stampano il nuovo record del mondo: 3’42″307, che vale la finale per l’oro e soprattutto rimargina una ferita che il nostro ciclismo portava avanti da tempo. Era dal 1996 infatti che eravamo usciti dai radar mondiali. In quell’anno il quartetto allestito da Sandro Callari aveva sfiorato il limite dei 4′ ai mondiali di Manchester. Poi eravamo scivolati nel dimenticatoio della specialità, dal quale siamo emersi solo cinque anni fa. Proprio a Rio mancammo la finale per il bronzo per pochi centesimi, dopo essere approdati in Brasile con il ripescaggio.

Quella gara ha voluto ricordare Marco Villa, oggi subito dopo lo stratosferico record dell’Italia: “Avevo caricato la tensione dei ragazzi soprattutto sugli ultimi 5 giri. Non ci sono commenti, il tempo realizzato parla da solo: stratosferico. Pensavo ci fossero 5 o 6 team su questi tempi. Invece c’è molto stress e gli incidenti lo dimostrano. L’attesa di 5 anni ha generato tensioni extra. Il nostro percorso è iniziato a Rio, quando mancammo la finale per una manciata di centesimi.. La nostra partenza è iniziata lì.

Sono dei ragazzi fantastici, che hanno costruito qualcosa di importante, superando anche momenti difficili. Adesso guardiamo a domani: sappiamo che ci sarà bisogno di un’altra grande prova, ma siamo abituati e consapevoli dei nostri valori”.

Il lavoro degli azzurri non è ancora concluso. Domani, alle ore 11:06 (ora italiana, diretta RAI2 e Discovery) scenderà nuovamente in pista per l’oro. Si troverà di fronte l’avversario più logico, quella Danimarca favorita della vigilia, ex detentrice del record del mondo, e che oggi ha combinato un mezzo disastro nella quarta batteria del primo turno. Contrapposta alla Gran Bretagna, dopo 3000 metri il primo componente del trenino danese ha travolto l’ultimo componente del terzetto britannico, in evidente difficoltà ma regolarmente in gara. Sono finiti per le terre entrambi e la gara è finita in quel momento. Data l’eccezionalità dell’evento, non previsto dal regolamento, la Giuria ha deciso di cristallizzare il risultato al momento della caduta: Danimarca quindi in finale per l’oro.

Il quartetto dell’inseguimento femminile oggi ha nuovamente limitato il record italiano, portandolo a 4’10″063. Solo cinque anni a fa a Rio questo tempo avrebbe significato oro. Oggi invece Letizia Paternoster, Elisa Balsamo, Rachele Barbieri e Vittoria Guazzini hanno dovuto lottare per un sesto posto finale, in un torneo, quello femminile, che ha messo in mostra una Germania incontenibile, in grado di abbassare il record mondiale ogni volta che è scesa in pista. Il trenino tedesco in finale ha battuto la Gran Bretagna e corso in 4’04″242. (foto FCI/Bettini)

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