Arti MarzialiTokyo 2020 - Tra Busà e Aghayev vince il Karate... e l'italiano

Tokyo 2020 – Tra Busà e Aghayev vince il Karate… e l’italiano

Spettacolo e grandi emozioni per il karate che ha fatto il suo esordio alle Olimpiadi nelle due versioni kata e kumite, culminando un percorso iniziato 20 anni fa.

C’è, in questa Olimpiade ricca di medaglie per l’Italia, anche un oro per l’esordiente karate kumite. L’ha colta Luigi Busà nella categoria 75 kg, superando il finale l’azero Aghayev in un confronto epico sia per i contenuti tecnici che emotivi.

La validità di un torneo si evince dal valore dei partecipanti. La finale di oggi ha proposto sul tatami i due più forti interpreti della specialità per un duello che avrebbe dovuto definitivamente sancire le gerarchie.

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In realtà in Busà aveva già superato Aghayev nelle qualifiche ma l’azero, di tre anni più anziano, rappresenta la leggenda vivente di questo sport, con titoli 5 mondiali e 12 continentali oltre ad una manciata di altre medaglie.

Luigi a Tokyo ha messo in mostra una precisione di combattimento, senza lasciare spazio allo spettacolo, colpendo il necessario e controllando gli avversari. Ha superato tutte le fasi del torneo apparentemente con il minimo sforzo e il vantaggio minimo. In realtà dimostrando una solidità di combattimento che anche contro Aghayev gli ha permesso di accumulare un punto di vantaggio e portarlo fino alla fine.

Non è stata una finale semplice ma, come era giusto attendersi, ricca di pathos. Da una parte tecnica e esperienza, dall’altra la rapidità e la forza. I due, amici nella vita e sportivamente parlando, se le sono anche “date”, forzando quelle che sono le regole di questo sport, in cui il colpo deve essere controllato e non offendere. Invece prima un diretto dell’azero ha stordito l’italiano. L’arbitro ha quindi annullato il colpo e richiamato Aghayev. Dopo qualche secondo un calcio dell’italiano ha mandato al tappeto l’avversario, che è ricorso anche al medico per riprendersi. Nulla di grave ed anche in questo caso l’arbitro ha richiamato l’italiano e annullato il colpo.

La vittoria di Busà premia un atleta che è comparso sulla scena internazionale nel 2006 e da allora è salito su tutti i gradini del podio sia a livello mondiale che europeo. Non può vantare un palmares come quello di Aghayev, ma i due mondiali che ha conquistato (2006 e 2012)  sono stati vinti proprio a scapito dell’azero. Adesso si mette al collo la medaglia olimpica, regalando all’Italia la 37^ di questi Giochi, la 9^ d’oro.

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Redazione
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