Tom Boonen alla ricerca del record di Roubaix per chiudere in bellezza

Il belga ha vinto per quattro volte la corsa francese e spera di salire ancora sul podio prima di appendere la bici al chiodo.

Tom Boonen alla ricerca del record di Roubaix per chiudere in bellezza

Ventinove settori di pavé, per un totale di 55 chilometri. I più lunghi, Quiévy to Saint-Python e Hornaing to Wandignies, di 3,7 chilometri, rispettivamente dopo 100 chilometri dal via e 174, quando ne mancheranno ancora 80 all’arrivo. Duecentocinquantasei chilometri di freddo, fango, vento, polvere… Arenberg, Carrefour de l’Arbre e Mons-en-Pévèle.

Là dove non arriva il clima ancora rigido di questo spicchio di Francia arrivano le pietre, sconnesse, appuntite, irsute e infide. Singoli monumenti che insieme compongono un mosaico più complesso e affascinante: la Parigi Roubaix. Monumento essa stessa alla essenza umana, in bilico tra fatica e fortuna. Non sarà facile, non è mai facile, per nessuno, che si chiami Peter Sagan o Greg Van Avermaet, Tom Boonen o l’ultimo dei gregari.

Al via, per la sua ultima gara in carriera, il velocista belga Tom Boonen, vincitore di quattro edizioni della Parigi-Roubaix, che si è confidato ai microfoni di Eurosport: “Questa corsa a mio parere è la più bella al mondo. E’ un pezzo di storia unico e va preservata. E’ l’unica corsa che termina in un’arena: all’ultimo chilometro senti il rumore che aumenta. E’ qualcosa di speciale, unico nel ciclismo. Voglio arrivare sul podio. Spero di farcela, di salutare tutti e svegliarmi il giorno dopo come una persona comune, non più da ciclista professionista. Sarà strano, ma credo di essere pronto.”

In carriera ha già vinto quattro volte la corsa delle pietre. Un record, che divide con Roger De Vlaeminck. Al Fiandre di domenica Tom è stato messo out da un incidente meccanico proprio nel momento decisivo. Ma ha mostrato di avere la condizione dei giorni migliori. Se la sfortuna smetterà di perseguitarlo, riteniamo sia lui il favorito. Perché la storia ci dice che la Roubaix strizza l’occhio ai belgi (55 volte in 114 edizioni) ed ama concedersi più volte allo stesso ciclista. Per Sagan e Van Avermaet, mai vincitori, c’è ancora tempo.

Dopo la Regina delle Classiche, che segna la conclusione delle Classiche del Pavè, a partire dal 16 aprile Eurosport darà invece spazio all’intensa settimana delle Classiche delle Ardenne, con Amstel Gold Race (16 aprile), Freccia Vallone (19 aprile) e Liegi-Bastogne-Liegi (23 aprile) in rapida successione.

Diretta su RAI tre dalle ore 15,00 e su Eurosport dalle 11.

Antonio Ungaro

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