Con il turno di Pasqua il FIDE Candidates Tournament 2026 è arrivato al giro di boa. Un torneo dei candidati che al momento consegna un dato netto: Javokhir Sindarov è il protagonista assoluto. Il pareggio nell’ultimo turno contro Anish Giri non cambia la sostanza, anzi certifica la solidità del giovane uzbeko, che chiude il girone di andata con 6 punti su 7 e un vantaggio di 1,5 lunghezze su Fabiano Caruana.
Un margine già significativo in una competizione di questo livello, dove l’equilibrio è, da sempre, la cifra dominante. Sindarov ha costruito la sua leadership con cinque vittorie nelle prime sei partite, mostrando una combinazione rara di preparazione teorica, precisione e capacità di concretizzare le occasioni. Anche contro Giri, uno dei difensori più affidabili del circuito, ha provato a forzare il risultato, ma ha dovuto accontentarsi della patta davanti a una difesa impeccabile.
Fabiano Caruana resta il principale antagonista, ma il pareggio contro Praggnanandhaa nel settimo turno non gli ha offerto l’occasione di accorciare sull’uzbeko. L’italo-americano ha ottenuto una posizione promettente, senza però riuscire a trasformarla in vittoria, segnale di un torneo fin qui solido ma non ancora incisivo nei momenti chiave. Brucia, soprattutto, la sconfitta contro il giovane emergente, che in qualche modo segna anche un divario al momento incolmabile con una sola partita.
Più staccati gli altri contendenti, tra cui Hikaru Nakamura e lo stesso Praggnanandhaa, mentre arriva un segnale importante da Wei Yi. Il cinese, dopo un avvio complicato, ha firmato la partita più brillante del turno battendo Andrey Esipenko con un attacco di grande qualità tecnica. Un successo che non incide ancora sulla classifica alta, ma che potrebbe cambiare l’inerzia della sua seconda metà di torneo.
Il bilancio del girone di andata è quindi chiaro: Sindarov ha imposto un ritmo superiore, riuscendo a evitare passaggi a vuoto e mantenendo continuità di rendimento, elemento spesso decisivo nei Candidates. Per gli inseguitori, la seconda metà sarà inevitabilmente più aggressiva: serviranno vittorie, con il rischio di aumentare anche gli errori.
Nel torneo femminile, la situazione è più equilibrata. Anna Muzychuk conserva la leadership con 4,5 punti su 7 dopo il pareggio con Bibisara Assaubayeva, ma il margine è minimo. Alle sue spalle si avvicina Vaishali, ora a mezzo punto grazie al successo su Tan Zhongyi, maturato dopo un errore decisivo della cinese in una posizione favorevole.
La seconda parte del torneo, che riprenderà dopo il giorno di riposo, si preannuncia quindi con due scenari distinti: una corsa a due – o quasi – nel torneo assoluto, e una lotta molto più aperta in quello femminile.
Molto dipenderà dalla tenuta psicologica del leader. Nei Candidates, più ancora che in altri tornei, la gestione della pressione nella seconda metà è spesso determinante. Sindarov ha costruito un vantaggio importante, ma dovrà confermarlo contro avversari costretti a rischiare. È qui che si decide davvero un torneo che vale l’accesso alla sfida mondiale.
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