Polverone Sinner. Nel bene e nel male, l’azzurro fa parlare di sé. Succede spesso che un giocatore si ritiri a metà torneo. Non è affatto una novità, e quando avviene non è una tragedia. Quasi sempre accade per motivi fisici e per infortuni. Questa volta, in verità, c’è di più.
Il caso di Jannik Sinner, numero 4 del ranking Atp e primo tennista azzurro ad aver raggiunto un simile risultato (insieme ad Adriano Panatta che conquistò il miglior ranking nel 1976), sta ancora polarizzando l’attenzione dei media.
La notizia, infatti, è che l’altoatesino (fresco della vittoria all’Atp di Vienna) ha annunciato il ritiro dal Master 1000 di Parigi Bercy dopo la vittoria al primo turno, in polemica con gli organizzatori del torneo che – dopo averlo fatto giocare in piena notte – lo hanno inserito nel programma del giorno dopo alle 15.30. Ritardi su ritardi causati dalla decisione di piazzare ben 4 partite nel campo centrale. Il match dell’azzurro contro McDonald era terminato alle 2.37 (record assoluto del torneo per la partita terminata più tardi), e Sinner ha voluto dare un segnale all’organizzazione. “Ho finito il match quando erano quasi le 3 del mattino e sono andato a letto solo qualche ora più tardi”, ha scritto su X. “Avevo meno di 12 ore per riposarmi e preparare la prossima partita, devo prendere la decisione giusta per la mia salute e il mio corpo”.
La decisione giusta, appunto. Per Sinner è stata quella di ritirarsi. Meno di 15 ore di riposo (sonno compreso) con il rischio serio di avere degli infortuni in un momento così importante della stagione, ovvero alla vigilia delle Atp Finals.
Apriti cielo. L’annuncio del 22enne ha suscitato dibattiti e polemiche che da giorni campeggiato sui social network ma anche sui principali quotidiani sportivi. Il tennista azzurro – che già era stato protagonista di spaccature tra tifosi e mondo sportivo per la sua decisione di non partecipare alle qualificazioni della Davis Cup a Bologna perché impegnato nella programmazione dei tornei – divide il mondo sportivo.
C’è chi si chiede come mai un giocatore – che nella vita è abituato a lunghe maratone – abbia rinunciato a proseguire nel torneo di Bercy. “In fin dei conti, quello è il suo lavoro: giocare, giocare, giocare”, sussurra il ‘partito’ dei critici. C’è chi invece, nel partito pro-winner e in forte critica con l’organizzazione parigina, plaude alla scelta del tennista 22enne.
A dirla tutta, Sinner sembra aver fatto la scelta più logica del momento. Già da settimane è “dentro” alle Atp Finals di Torino (al via il 12 novembre con finale il 19 novembre) come numero quattro. Bercy non avrebbe né migliorato né peggiorato la sua classifica. Certamente, avrebbe potuto portare soldi al tennista, e avrebbe potuto incassare ancora vittorie in quello che da sempre è l’ultimo 1000 dell’anno. Ma sul piatto della bilancia c’era anche la possibilità di mettere in serio rischio la sua salute, con infortuni che potevano compromettere le Atp Finals di Torino, il Master più importante e prestigioso dell’anno.
La sua scelta di ritirarsi da Bercy, dunque, sembra da ricondursi alla necessità di “preservarsi” per Torino, come ha fatto intendere lui stesso nel post sui social. E oltre a questo, lanciare un avvertimento al torneo parigino.
Jannik arriva così a Torino senza alcun rischio fisico. “Non si può penalizzare un giocatore facendolo giocare a distanza di poche ore”, è il mood di molti appassionati sui social. C’è anche da dire che Sinner, da buon altoatesino, è un giocatore particolarmente meticoloso, metodico, organizzato. Ha il suo timing tra un match e l’altro. Una scelta dunque impopolare da parte di Sinner? Niente affatto. Anzi in totale e completo appoggio dalla Federazione Italiana Tennis.
A Parigi invece, i nodi vengono al pettine. Diversi giocatori hanno espresso solidarietà a Jannik. “Complimenti Atp, bel modo di permettere a uno dei migliori giocatori di recuperare. Sinner deve essere pronto a giocare appena 14 ore e mezza dopo aver concluso la sua partita: che buffonata”, ha scritto il norvegese Casper Ruud. Un comunicato della PTPA, l’associazione dei tennisti fondata da Djokovic e Pospisil in contrasto con l’Atp, ha espresso perplessità sul modo di procedere. “24 ore estremamente impegnative per Jannik Sinner lo hanno portato a ritirarsi dal torneo Rolex Paris Masters a causa della stanchezza derivante dalla partita a tarda notte. È più importante che mai che i giocatori abbiano una voce unificata per affrontare sfide come la pianificazione delle partite”.
L’ex campione azzurro Paolo Bertolucci ha sottolineato: “Da membro fondatore dell’Atp trovo vergognoso che i giocatori lascino da solo un collega e non si espongano collettivamente contro lo scempio degli orari cui sono sottoposti”. In completa sintonia il collega Adriano Panatta: “Ha ragione Sinner, non si può giocare alle 2:30 di notte. Devono cambiare non è la prima volta che succede. Sono orari che non esistono perché sbilancia il metabolismo. Le 2:30 non è un orario per giocare a tennis”.
Intanto il 9 novembre si terrà il sorteggio del tabellone delle Atp Finals: la testa di serie numero 1 (Novak Djokovic) è inserita nel Gruppo A, e la numero 2 (Carlos Alcaraz) nel Gruppo B. Vengono poi estratte, a coppie di due, le teste di serie numero 3 e 4, 5 e 6, 7 e 8. Chissà quale sarà la sorte del nostro Jannik.
foto Brigitte Grassotti
