Non importa la fatica che potrete fare, perché lo spettacolo che si aprirà davanti i vostri occhi vi ricompenserà ampiamente. Quando arriverete al termine e appoggerete la bicicletta al muro, guardandovi attorno esclamerete “wow!”. Sono i percorsi +cool della Toscana per noi di Sport24h, che potrete trovare sul portale www.visittuscany.com.
Hanno tutti un elemento in comune dal punto di vista tecnico: possono essere realizzati in una giornata, ma prevedono una preparazione fisica adeguata, perché propongono dislivelli interessati.
Questi quindi i 5 itinerari +cool da fare in bicicletta in Toscana:
- – Il passo del Cerreto in bicicletta, di 46 chilometri
- – Viaggio nella civiltà del tufo tra Pitigliano e Sorano, di 43 chilometri
- – La traversata della Val d’Orcia, di 70,3 chilometri
- – Badia Tadalda fra i Sasso di Simone e l’Alpe della Luna, di 46 chilometri
- – La Costa del Sole all’Isola d’Elba, di 50 chilometri.
Il passo del Cerreto, 46 chilometri

La Lunigiana non è Toscana, non è Liguria, non è Emilia. E’ tutto questo ed anche qualcosa in più. E’ un territorio unico, con un fascino legato alla storia, al fiume Magra, alla capacità di unire, propria dei territori di confine e, soprattutto, ad una natura in alcuni casi ancora selvaggia.
Il Passo del Cerreto (1261 mt.) collega la Lunigiana con la montagna reggiana, la Toscana con l’Emilia, Fivizzano con Castelnovo Monti. Qui si attraversa il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Dal passo si raggiunge velocemente Cerreto Laghi (1344 mt.). Ci fanno compagnia, se siamo fortunati, il lupo e l’aquila, i veri signori del parco, ma nessuna paura, la natura selvaggia convive perfettamente con l’itinerario proposto lungo la statale 63.
Partenza e ritorno dalla Piazza Medicea di Fivizzano. Si inizia subito a salire attraverso un bel fondo in asfalto, curve e tornanti. Anche d’estate si gode del fresco dei boschi. La vista sull’Appennino e sulle Apuane costringe tutti ad una sosta per una foto. Arrivati al Passo si entra in territorio emiliano e si continua a salire per ancora qualche chilometro sino a Cerreto Laghi. Abbiamo percorso circa mille metri di dislivello in 23 chilometri.
Perché cool: per il parco e le Alpi Apuane, spettacolo unico (qui i dettagli)
Viaggio nella civiltà del tufo tra Pitigliano e Sorano, 43 chilometri




La leggenda narra che Carlo Magno chiese aiuto a Orlando per espugnare la città di Sovana. L’eroe arrivò con il suo cavallo bianco, certo di vincere. La città invece riuscì a resistere e il re francese, preso dal dolore della sconfitta, si inginocchiò davanti ad un masso a pregare con così tanta enfasi da lasciare impressa nel tufo la forma della sua mano.
Siamo nel sud della Toscana, al confine con il Lazio, in uno dei territori più misteriosi del nostro Paese, la terra degli Etruschi. Il popolo che ha colpito la fantasia di scrittori e giornalisti, che ha condizionato il costume degli antichi Romani forse più degli stessi Greci e che ha imposto un gusto universale. Il territorio in cui il tufo rappresenta l’elemento dominante, dalle tombe antiche fino alle moderne abitazioni, in una continuità edile per certi versi unica.
Cosa c’entra Carlo Magno e il sasso con la sua impronta? Lo possiamo trovare in questo misterioso, affascinante e per certi versi facile itinerario, da Pitigliano a Sorano, lambendo solo in lontananza le sponde del Lago di Bolsena, attraversando distese infinite di campi di grano, nella bassa Maremma, in cui è ancora possibile apprezzare cavalli allo stato brado. Percorso ad anello, da fare in MTB o gravel, con partenza ed arrivo da Pitigliano. Usciti dal centro ci si dirige verso est, si sfiora San Quirico, si raggiunge Sorano e si piega ad ovest per chiudere l’anello.
Perché cool: fate un salto a Pitigliano e capirete il motivo! (qui la descrizione completa)
La traversata della Val d’Orcia, 70,3 chilometri


Ghino di Tacco non dirà molto ai più, ma per noi di Sport24h che amiamo le storie e la storia, quella di Ghino di Tacco è un must. Nato nella seconda metà del 1200 nella Repubblica di Siena, insieme al padre e allo zio commetteva furti e rapine. Una volta catturati, i membri maggiorenni della banda vennero giustiziati nella Piazza del Campo di Siena, mentre Ghino si salvò grazie alla minore età. Si rifugiò a Radicofani, una rocca sulla Cassia, al confine tra la Repubblica di Siena e lo Stato pontificio e continuò la sua carriera da bandito in forma di gentiluomo, lasciando ai malcapitati sempre qualcosa di cui vivere. Boccaccio lo dipinge come brigante buono nel Decamerone.
Il percorso proposto, che parte da Castiglione d’Orcia verso Bagno Vignoni arriva proprio a Radicofani, punto di confine tra la Toscana e il Lazio. Si attraversano luoghi di incomparabile bellezza e ricchi di storia. Da San Piero in Campo si raggiunge Radicofani (2,5 km, in salita), in spettacolare posizione panoramica tra la Val d’Orcia, il monte Cetona e l’Amiata.
Perché cool: Radicofani, la Rocca, il paesaggio. Se vi fermate a dormire, potreste anche sentire, la notte, il rumore di Ghino di Tacco che si aggira ancora in questi posti.. attenti al borsello! (qui la descrizione completa)
Badia Tadalda fra i Sasso di Simone e l’Alpe della Luna, 46 chilometri


E’ forse l’itinerario più impegnativo di quelli proposti, insieme all’ascesa del Passo Cerreto. Presenta un dislivello di circa 1000 metri su un fondo in parte sterrato, per bici gravel. Anche in questo caso siamo in una terra di confine, che è poi un’altra costante di tutti questi itinerari.
Il percorso parte dal centro di Badia Tedalda, antica Abbazia medievale che controllava parte delle valli del Marecchia, Foglia e Metauro, capoluogo dell’Alpe della Luna e luogo storico di transumanza. La bellezza spartana ed essenziale di questa abbazia lascia senza fiato il visitatore, colpito dalla perfetta comunione tra l’opera dell’uomo e la natura, ancora selvaggia come solo il Casentino sa essere.
Prendiamo la SS Marecchiese in direzione Sansepolcro. Dopo 5 km abbandoniamo la principale per la strada che prende a destra per Fresciano. Qui la strada diviene bianca e comincia a salire in maniera più convinta, con bellissime vedute di pascoli e delle montagne circostanti. Passiamo in sequenza per Montebotolino, il ponte di Gattara che oltrepassa la Marecchia, il Mulino di Bascio, la Torre di Bascio, il vecchio Ponte Presale.
Perché cool: il fascino discreto dell’abbazia benedettina e la parete rocciosa di Ripa della Luna. (qui il dettaglio)
La Costa del Sole all’Isola d’Elba, 50 chilometri





L’anello in bicicletta più romantico dell’arcipelago, attraverso storia e bei panorami. Sono 50 chilometri di puro spettacolo, da fare anche con bici da strada. Potremmo trovare qualche difficoltà a salire fino a Marciana (partenza da Marina di Campo), ma una volta in vetta si apre la cartolina più bella dell’Elba, che anche Napoleone amava ammirare. Un mangia e bevi, fino al ritorno a Marina di Campo, audace e sbarazzino, che permette in una giornata di apprezzare l’isola nel suo complesso.
Se in agosto il caldo può rendere opprimente la gita, da settembre e fino ad ottobre inoltrato ci farà compagnia un foliage unico, soprattutto nella parte finale dell’anno. Con la bella stagione, invece, il percorso offre molti spunti per soste e bagni. Si dice che a Fetovaia, Seccheto e Cavoli, vi siano le spiagge più belle del Mediterraneo.
Perché cool: deviando per Poggio si potrà effettuare una sosta assaporare la buonissima acqua di Napoleone, così chiamata perché anche l’Imperatore ne apprezzava gli effetti benefici (qui il dettaglio)

