
Cento e lode, con bacio accademico, per Tadej Pogacar. Lo sloveno festeggia la terza cifra come voleva lui: al Tour de France e in maglia iridata. A 26 anni un traguardo simile è un bel festeggiare. Qualcuno ha detto: poesia pura.
Spettacolare, come (quasi) tutte le tappe del Tour de France quella odierna, la quarta da Amiens a Rouen di 174 chilometri che ha visto cogliere la 100^ vittoria di Tadej Pogacar. Ci piace credere, come hanno narrato la maggior parte dei commentatori, che questa frazione il Piccolo Principe l’abbia preparata a dovizia, prima della cronometro che potrebbe consegnargli la maglia gialla.
La dichiarazione subito dopo l’arrivo lo lascia intendere: “Vincere al Tour è incredibile, farlo con questa maglia lo è ancora di più, e raggiungere le 100 vittorie in carriera è qualcosa di straordinario”. Così ieri, avendo sulle spalle quella a pois, aveva mandato il fido scudiero Wellens in avanscoperta sull’unica asperità di giornata. Per evitare lungaggini legate alle premiazioni e soprattutto per poter sfoggiare, oggi, la maglia iridata.
Oggi Pogi ha corso da dominatore qual è. Sul muro finale ((0,8 km al 10,6 %), a 5 km dalla conclusione, ha aperto il gas. Gli ha resistito il solo Vingegaard, e questo apre scenari interessanti per il futuro. Su poco meno di un chilometro di salita i due hanno lasciato i pur bravi e accaniti inseguitori a 20″. Tra questi anche il peggior nemico di Pogacar in un arrivo in volata, ovvero Van der Poel, oltre al solito Evenepoel che, per quanto si danni, non riesce proprio a tenere le ruote.
E’ proprio Evenepoel che, dando un saggio della propria forza sul passo, una volta scollinato riporta sotto gli inseguitori. La battaglia si accende, con l’imperatore Mathieu in agguato, la Visma che lancia Jorgenson nella speranza di un colpo di mano e la UAE, leggi Almeida, altrettanto lesta a chiudere. Intanto Pogacar, una volta ripreso, riprogramma il piano di vittoria: battezza la ruota di Van der Poel e lascia fare.
Si arriva alla volata. Van der Poel prova la riedizione della seconda tappa: parte per primo, ma l’acido lattico nelle gambe si fa sentire. Dirà al termine “Tadej è stato semplicemente troppo forte… sentivo le gambe bruciare”. Pogi lo affianca e supera con apparente facilità. Porta dalla sua una nuova puntata della serie più appassionante degli ultimi tempi.
Vingegaard è terzo, di un nulla. La sua capacità di tenere lo scatto micidiale di Pogacar sulla Rampe Saint-Hilaire, per lui che è più scalatore di fondo, dimostra una preparazione al limite del perfetto. Ne sa qualcosa la moglie, che recentemente ha denunciato l’estrema attenzione della squadra nel preparare questo appuntamento. Talmente esasperata da minare la tranquillità familiare. Ci auguriamo non accada e che il duello tra lui e Pogacar possa offrire momenti di gioia e serenità ad entrambi. Perché per lo spettacolo, beh quello lo stanno già regalando, e siamo solo alla quarta tappa.
Tappa di domani – 5ª tappa: Caen – Caen (33 km, cronometro individuale)
Si tratta di una cronometro piatta con circa 200 m di dislivello, su un circuito urbano attorno a Caen. È la più lunga cronometro individuale disputata così presto in un Tour dal 1989, e potrebbe ribaltare la classifica generale, favorendo uno specialista come Evenepoel. L’unico che poteva batterlo è caduto alla prima tappa e si è ritirato. Risponde al nome di Filippo Ganna e manca tanto adesso al ciclismo italiano. La partenza è prevista mercoledì 9 luglio, con il primo corridore al via intorno alle 11:42.
Classifica generale
Mathieu van der Poel (NED, Alpecin‑Deceuninck) – 16h 46’00”
Tadej Pogačar (SLO, UAE) – stesso tempo
Jonas Vingegaard (DEN, Visma) – a 8″
Matteo Jorgenson (USA, Visma) – +19″
Kévin Vauquelin (FRA, Arkéa) – +26″
Enric Mas (ESP, Movistar) – +48″
Oscar Onley (GBR, Picnic‑PostNL) – +55″
João Almeida (POR, UAE) – +55″
Remco Evenepoel (BEL, Soudal‑Quick‑Step) – +58″
Mattias Skjelmose (DEN, Lidl‑Trek) – +1’02”
