Tour 2015, il contrappasso di Nibali

Dopo una settimana di gare i valori sono ormai evidenti al Tour de France 2015: Froome è il più in condizione, Nibali quello che meno regge il passo in salita.

Tour 2015, il contrappasso di Nibali

Nel 2014 il Tour di Vincenzo Nibali si decise nella prima settimana di gara. Siamo convinti che questo valga anche per l’attuale edizione della corsa francese; nel 2014 a suo favore, quest’anno suo malgrado.

Ci eravamo illusi con il prologo di apertura. Un Nibali in grado di guadagnare sui diretti rivali in una prova contro il tempo ci sembrava il viatico migliore per una corsa che però di cronometro non ne presenta molte. I giorni successivi, invece, la sorte (o la condizione) hanno mostrato la parte dura del Tour de France al corridore siciliano. Un contrappasso forse diabolico ha messo nelle condizioni Vincenzo di vivere quello che vissero i suoi avversari nel 2014. Tra vento e cadute, il nostro si è trovato indietro in classifica con distacchi importanti ancora prima della quarta (ed attesa) tappa, quella del pavé. Per lui vale lo stesso discorso che facemmo un anno fa. Se ti fai pizzicare indietro nel gruppo e quindi ti esponi a cadute e ventagli traditori vuol dire che non ne hai. Ed infatti sul pavé Vincenzo non ha messo alle corde gli avversari come sperava e sulle successive tappe con arrivi in salita ha perso le ruote dei migliori.

Vorremmo sbagliarci, ma il Tour di Vincenzo è già finito, almeno per quanto riguarda la vittoria. Oltre 2’ a questo Froome non si possono recuperare e se per caso l’inglese dovesse, per qualche motivo, uscire di scena, Contador è lì pronto, ad un 1’. Per noi il Pistolero in questo momento è il favorito. Quintana e Nibali correranno per il podio. Correranno per il podio o per far perdere Froome (e magari vincere una tappa)?

Crediamo che il filo rosso della prossima settimana, quella che si appresta a partire martedì 14 luglio, dopo il riposo di oggi, anniversario della presa della Bastiglia e festa nazionale francese, sia proprio quello legato ai due corridori più lontani in classifica. Saranno in grado di ribaltare una classifica alla vetta della quale appare solido quanto mai, nonostante il suo procedere basculante, Chris Froome?

Certo, questo non è proprio il Tour dello scorso anno. Allora, dopo otto giorni gara, gli italiani avevano già collezionato vittorie e maglia gialla. Adesso non abbiamo ancora messo fuori il naso dal gruppo, se si fa eccezione per lo Squalo dello Stretto, impegnato sul pavé a ripetersi, ma inutilmente.

La cronometro a squadre di domenica, alla fine, ha messo le cose a posto, cristallizzando una situazione non facile per noi italiani che ci consegna tre squadre su tutte: BMC, Sky e Movistar. Sarà importante, soprattutto nelle tante salite che si prospettano, poter pedalare con un compagno al proprio fianco. Anche in questo campo, Nibali ci appare svantaggiato anche se molti passionati sperano in un Michele Scarponi finalmente guarito da un virus che l’ha praticamente messo out in questa prima settimina.

Le tante salite che attendono i ciclisti, quindi, porteranno a termine quanto questa prima settimana ha cominciato, a partire da quella che porta ai 1600 metri di La Pierre-Saint-Martin, domani, dopo la pausa di oggi. Già in vetta alla cima pirenaica saremo in grado di dire chi altro ha ormai perso il proprio tour irrimediabilmente.

AU

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