
La Bora ci prova a mettere in difficoltà Tadej Pogacar, che perde per strada un altro pezzo. Ma la giornata di oggi è tutta per Richard Carapaz che ha vinto la diciottesima tappa del Tour de France 2026, la Voiron-Orcières-Merletten solitaria sull’arrivo che nel 1971 consacrò l’attacco di Luis Ocaña.
Così per l’ecuadoriano finalmente è arrivato il meritato giorno di poter alzare le braccia al cielo in questa edizione del Tour. Carapaz ha attaccato in quasi tutte le tappe in cui la strada cominciava a salire, senza però trovare l’ok da parte dei big, che fino a domenica scorsa se ne sono date di santa ragione. Oggi la strategia ha funzionato fino in fondo. Prima ha preso parte alla battaglia per la fuga di giornata. Poi ha duellato con Valentin Paret-Peintre per i punti GPM sulle salite intermedie. Infine ha piazzato due attacchi decisivi sull’ultima ascesa, staccando i compagni di fuga e coprendo da solo gli ultimi tre chilometri.
La tappa si è decisa nel finale. Il gruppo di testa, ridotto a sei uomini, è arrivato compatto ai piedi della salita di Orcières-Merlette (7,1 km al 6,7%). Matteo Jorgenson ha provato ad anticipare a cinque chilometri dal traguardo, ma è stato ripreso. L’attacco decisivo è arrivato da Carapaz, a quattro chilometri dall’arrivo, ripetuto con ancora più convinzione al terzo chilometro. Nessuno ha risposto. Mauro Schmid ha chiuso al secondo posto, terzo Jorgenson. Il gruppo maglia gialla è transitato compatto, ma il vantaggio accumulato da Carapaz nella fuga gli ha permesso di entrare nella top ten della generale. Per Carapaz si tratta della seconda vittoria di tappa al Tour de France, dopo quella ottenuta a Superdévoluy alcune edizioni fa.
Sul fronte della classifica scalatori, Paret-Peintre resta al comando con 69 punti, uno in più di Tadej Pogacar, che ha seguito senza attaccare il ritmo imposto dalla Red Bull-Bora-Hansgrohe sull’ultima salita. Da verificare nelle prossime tappe se il ritmo era per accompagnare Evenepoel, oppure nella speranza di vedere la gialla in difficoltà. Anche perché in casa UAE, dopo le sofferenze di Yates ieri, oggi ha mollato Brandon McNulty, uscito di scena. I primi segnali di uno scricchiolio?


