
Tim Merlier vince la terza tappa del Tour de France, la Valencienne-Dunkerque di 178,3 km, superando sulla fettuccia di arrivo un Jonathan Milan che ancora non ha trovato la strada del successo. Per l’Italia del ciclismo non è una bella notizia.
Sul ragazzo friulano si appuntavano le maggiori speranze di una vittoria che vorrebbe dire la fine di un digiuno, nella corsa francese, che dura ormai da 6 anni. Ma in questi giorni le contingenze astrali non sembrano girare a favore. Sabato la caduta di Ganna ci ha provato di un corridore in grado di vincere sia a cronometro che nelle tappe veloci. Ieri la frazione non consigliava grandi speranze ed infatti alla fine si sono visti avanti solo i big. Il battibecco di Milan con Girmay (subito rientrato) e il telefono in faccia per colpa di una spettatrice non hanno certamente contribuito alla causa.
Oggi invece la gara poteva regalare qualche soddisfazione se non fosse che alla fine è venuta fuori una frazione insipida, con il gruppo che ha passeggiato, complice anche il cattivo tempo. Quando è così, accade poi che la gara si accenda nei chilometri finali, con i corridori ancora pieni di energie che fanno di tutto per prendere le posizioni di testa. Fioccano le cadute. Ne fanno le spese diversi corridori, il primo dei quali Philipsen durante lo sprint intermedio a Isbergues: un contatto con Coquard, sbilanciato da Rex, ha causato una brutta caduta per lo sprinter dell’Alpecin, costretto al ritiro per sospetta frattura alla clavicola.
Ai meno 5 km viene fuori la gara pazza. Simone Consonni, che avrebbe dovuto pilotare Milan alla vittoria: “In queste situazioni la corsa esplode. Mi dispiace essermi perso Jonny… avremmo potuto fare meglio.” La colpa, se di colpa di tratta, però non ci sembra di Consonni.
La verità è che Merlier, anche senza l’assistenza della squadra impegnata a proteggere Evenepoel, nuovamente caduto a 5 km dalla conclusione, è lesto a muoversi nella muta inferocita. Prende la ruota di Milan e lo supera ai 50 metri. Il friulano prova a resistere, ma il fotofinsh lo condanna. A guardare le foto del dopo gara il fatto che vestirà domani la maglia verde di leader della classifica a punti non sembra consolarlo troppo, anche se ai ragazzi social del Tour regala un selfie con sorriso (vedi sotto). C’è comunque tempo per rifarsi, magari con maggiore attenzione e un pizzico di sfortuna in meno.
Merlier, al suo secondo successo al Tour: “È stata davvero una battaglia dura. Era difficile trovare la posizione. Penso che negli ultimi due chilometri abbia lottato per rientrare dopo essere rimasto indietro, sono sempre rimasto al vento e solo a 500 metri dall’arrivo ho trovato un po’ di scia. So che sprintare accanto a Milan è sempre difficile. All’inizio ero sicuro di aver vinto, ma poi ho alzato le braccia e non ne ero più così sicuro.”
