Tour de France 2014: Nibali “terzo uomo”

Tour de France 2014: Nibali “terzo uomo”

Toru de France 2014Nibali torna al Tour de France; quello del 2014, edizione n. 101, dal 5 al 27 luglio. Lo fa da protagonista… favorito ma non troppo. Con la maglia tricolore fresca di stampa sulle spalle (ma che fatica..!!), come Gianni Bugno nel 1991. Lo fa consapevole che le cose potrebbero essere più complicate di due anni fa, quando salì sul podio, alle spalle di Wiggins e Froome. Ma lo Squalo dello Stretto ha una grande responsabilità: schiantare le velleità di Froome come ebbe a fare lo scorso anno con il baronetto sir Bradley Wiggins.
Per i corti di memoria ricordiamo come, nel 2013, Vincenzo abbia praticamente cancellato dal ciclismo a tappe l’allora vincitore del Tour con un “uno-due” (in discesa) micidiale: primo colpo al Giro del Trentino, il secondo al Giro 2013. Wiggins, già spodestato dal trono della Sky per evidenti scelte tecniche (nel team avevano puntato forte, da tempo, su Froome), si è trovato appiedato anche nelle corse che la stessa squadra gli aveva assegnato, dando indirettamente ragione a quanti avevano scelto altro.
Risolte le questioni in casa Astana, adesso auguriamo a Vincenzo di riuscire a ripetere l’impresa di annullare il vincitore dello scorso Tour che, non ne abbiamo mai fatto mistero, ci piace poco. Forse per quello stile sgraziato o per la sua costituzione, al limite del patologico, che lo fa apparire più un miracolato che un campione; il quale, nella mitologia ancora corrente, dovrebbe essere quanto di più prossimo all’eroe greco “giovane e bello”. Invece Froome, alle continue prese con diversi malanni più o meno gravi, quest’anno è sempre più “chiacchierato” per la sua asma e l’uso, anche in gara, dell’inalatore, pare autorizzato dalla stessa UCI. Problemi respiratori per l’anglo-keniota, al punto da dover rinunciare alle corse di primavera e per questo obbligato a rifinire la preparazione in previsione Tour proprio al Romandia, che ha vinto tra un’inalata e l’altra.
Dopo la stretta dieta ferrea a cui è stato sottoposto per diventare il corridore che è, dopo avere debellato la schistosomiasi, malattia tropicale che pare abbia contratto dal 2009 fino allo scorso anno, dopo i problemi di questa stagione e le accuse, neanche tanto velate, di essere un brutto spot per l’anoressia, arriva anche l’asma da sforzo, ovvero la carenza di ossigeno e spasmi bronchiali in occasione di sforzi intensi. Un quadro “clinico” desolante…
Ma lasciamo questo territorio sempre minato e per tornare ad un Tour, questo che parte sabato da York, sicuramente ricco dei migliori ingredienti per entusiasmare. A cominciare dai protagonisti al via. Detto di Froome e del nostro Squalo dello Stretto, come dimenticare Contador, n. 1 del ranking UCI, vincitore della Grande Boucle due volte (più una cancellata per una bistecca di troppo), che appare in grandi condizioni di forma e sicuramente deciso a riprendersi quanto meno un podio che lo scorso anno ha mancato clamorosamente.
Non meno affascinante sarà il percorso, ma in questo caso lasciamo la cronaca, a volte meschina e legata alle cose terrene, per entrare nel mito. Il pavé della Roubaix (nella quinta tappa) e le salite, Izoard e Tourmalet su tutte, parlano da sole, anche se sarà la crono (unica) del penultimo giorno a disegnare i giochi. Una crono nella quale più che gli specialisti spiccheranno gli uomini di classifica. Se qualcuno avrà ancora forza per recuperare il distacco, compirà un’impresa che manca da tempo, perché generalmente colui che è in testa alla generale è anche quello che ne ha di più da spendere.
Ma il Tour, più di ogni altra corsa, è il territorio prediletto di quelle “fughe-bidone” che rappresentano anche il sale del ciclismo. Fughe in grado di catapultare all’attenzione del mondo (1 miliardo di spettatori complessivi) il carneade di turno che spesso recita il ruolo con la sapienza che la fortuna e la Grande Boucle gli ha assegnato. Perché senza questi agguati improvvisi, colpi di mano e distacchi abissali, la corsa francese rischia di naufragare nell’anonimato che troppo spesso contraddistingue gli altri Grandi Giri: vince sempre il favorito.
Speriamo che i tifosi nostrani abbiano motivo per seguire il Tour con apprensione almeno fino al 26 luglio, giorno della crono di Périgueux, di 54 km. Sono 17 i ciclisti italiani al Tour, ma quello che conta è che ci sia lui, Vincenzo Nibali, lo Squalo dello Stretto.
Antonio Ungaro

www.letour.fr

Le Tappe
Tappa 1: 190.5 km. Leeds/Harrogate
Tappa 2: 201 km. York/Sheffield
Tappa 3: 155 km. Cambridge/Londres
Tappa 4: 163.5 km. Le Touquet-Paris-Plage/Lille Métropole
Tappa 5: 155.5 km. Ypres/Arenberg Porte du Hainaut
Tappa 6: 194 km. Arras/Reims
Tappa 7: 234.5 km. Épernay/Nancy
Tappa 8: 161 km. Tomblaine/Gérardmer La Mauselaine
Tappa 9: 170 km. Gérardmer/Mulhouse
Tappa 10: 161.5 km. Mulhouse/La Planche des Belles Filles
Rest day Besançon
Tappa 11: 187.5 km. Besançon/Oyonnax
Tappa 12: 185.5 km. Bourg-en-Bresse/Saint-Étienne
Tappa 13: 197.5 km. Saint-Étienne/Chamrousse
Tappa 14: 177 km. Grenoble/Risoul
Tappa 15: 222 km. Tallard/Nîmes
Rest day Carcassonne
Tappa 16: 237.5 km. Carcassonne/Bagnères-de-Luchon
Tappa 17: 124.5 km. Saint-Gaudens/Saint-Lary Pla d’Adet
Tappa 18: 145.5 km. Pau/Hautacam
Tappa 19: 208.5 km. Maubourguet Pays du Val d’Adour / Bergerac
Tappa 20: 54 km. Bergerac/Périgueux
Tappa 21: 137.5 km. Évry/Paris Champs-Élysées

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.