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Tour de France 2023, neanche il Monte Bianco risolve al questione tra Pogacar e Vingegaard

Duello infinto quello di scena tra lo sloveno e il danese che neanche la tappa del Monte Bianco ha risolto. Il punto dopo la seconda settimana

La seconda settimana del Tour de France 2023 va in archivio con la tappa del Monte Bianco che promette più di quello che mantiene. Un piccolo scatto di Pogacar a -1 km e la pronta risposta di Vingegaard sono l’epilogo di una tappa e una settimana vissuta ad alta tensione e sul filo dell’equilibrio.

Si attendevano fuoco e fiamme dopo un avvio scoppiettante e i due protagonisti se le sono date di santa ragione. Il pescivendolo è stato sostenuto da una squadra, la Jumbo Visma, che corre con tale dispendio di energie da far pensare o che sono pazzi o che sono forti. In effetti Van Aert ha ancora una volta dato prova di essere quello in possesso di maggior watt nelle gambe. Ma ancora una volta raccoglie piazzamenti e a questo punto ci chiediamo quando manderà tutti al diavolo (leggi squadra) e si metterà in proprio.

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Pogacar da parte sua ha provato a forzare, ogni volta che la strada lo permetteva. La differenza tra i due è minima ed ogni volta che lo sloveno allungava, il danese si faceva sotto, con calma e sangue freddo. In poche parole c’è voluta tanta fatica e dispendio di energie per il Piccolo Principe per riuscire a rosicchiare una manciata di secondi e limare il distacco dalla maglia gialla. Distacco, che lo ricordiamo, ha accusato nella prima frazione dei Pirenei e che lo costringe adesso al lento recupero.

Sarebbe stato fondamentale arrivare alla crono di martedì con il vantaggio di partire per ultimo. Per questo Vingegaard ha stretto i denti e cercato di difendere il primato anche se per una manciata di secondi. Ed è lo stesso motivo per cui lo sloveno ha cercato fino all’ultimo di portare a casa la gialla. Avrebbe potuto, più che oggi, riuscirci ieri nella tappa di Morzine, che regalava secondi sia al passaggio in vetta al Col de Joux Plane che all’arrivo. Ma Tadej ha mostrato di essere in possesso di una condizione in leggera discesa. Infatti dopo aver attaccato, e staccato, l’avversario, ha subito il ritorno prima dello scollinamento e si è addirittura fatto sorprendere nella volata per gli abbuoni. Un segno, a nostro avviso, di stanchezza.

La stessa palesata in occasione dell’arrivo di oggi. Lo scatto a pochi metri dal traguardo è sembrato più un gesto dovuto che un’azione convinta. Il pescivendolo non ha avuto difficoltà a resistergli e, a differenza delle volte precedenti, non ha neanche concesso metri.

Dirà al termine Pogacar: “Ho provato ad attaccare, ma ho visto che oggi Jonas stava veramente bene e ho preferito tenere energie per i prossimi giorni. Ci sono ancora tre tappe in cui è possibile fare qualcosa.”

Da ciò deduciamo due cose: o la condizione di Tadej è in calo, oppure quella di Jonas è in crescita. Alla crono di martedì il compito di dirci veramente come stanno le cose.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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