Sono le salite che fanno spettacolo e sono le grandi montagne che fanno la storia del grande ciclismo. Il Tour de France ha costruito il suo mito proprio grazie a nomi iconici e affascinanti, che ancora oggi richiamano ad imprese straordinarie. La 112^ edizione della corsa francese si preannuncia come una prova estenuante di resistenza. Con partenza da Lille il 5 luglio e conclusione a Parigi il 27 luglio, interamente confinata entro il territorio francese, attraverserà 11 regioni e 34 dipartimenti per un totale di 3.338,8 km. Il dislivello complessivo è impressionante: 52.500 metri. Sono sei le tappe classificate di montagna e cinque gli arrivi in salita: Hautacam, Luchon-Superbagnères, Mont Ventoux, Courchevel Col de la Loze e La Plagne Tarentaise.
In fondo all’articolo troverete tutte le montagne che i corridori dovranno affrontare in questa edizione, da quelle meno impegnative di 4° categoria fino al gigante HC del Col de la Loze Souvenir, cima Henri-Desgrange con i suoi oltre 2300 metri e 26 chilometri di ascesa ad una pendenza media del 6%. Per 68 volte i corridori dovranno alzarsi sui pedali e scalare sul rapporto più agile con la grande novità di doverlo fare anche nella tappa finale a Parigi, per tre passaggi su un’erta non lunga ma con una pendenza interessante, a pochi chilometri dalla conclusione. Il passaggio a Montmartre è in qualche modo l’omaggio allo spettacolare percorso olimpico dello scorso anno.
Ogni volta che la strada sale, però, i protagonisti della corsa francese sanno anche che tornano sui luoghi di grandi imprese passate, un po’ come il pellegrino nei luoghi sacri dello spirito. Un rito che si ripete ormai da oltre 130 anni e che ancora infiamma la fantasia degli appassionati.
Gettiamo quindi uno sguardo sulle tappe e salite più importanti e significative del Tour de France 2025, ripercorrendo anche un pezzo di storia.
Tappa 10: Ennezat > Le Mont-Dore Puy de Sancy (Montagna)
Questa tappa, che si svolge lunedì 14 luglio, segna la prima tappa di montagna ufficiale del Tour. Il percorso presenta otto salite categorizzate, inclusi sette colli o passi di 2ª categoria, culminando con l’arrivo in salita a Le Mont-Dore Puy de Sancy (Cat. 2). La tappa vanta un sostanzioso dislivello di 4.400 metri.
Tappa 12: Auch > Hautacam (Montagna)
Questa tappa, giovedì 17 luglio, segna l’ingresso drammatico del Tour nei Pirenei e presenta il primo arrivo in salita Hors Catégorie (HC) ad Hautacam. I corridori affronteranno prima l’impegnativo Col du Soulor (Cat. 1), scalato via Ferrières (11,9 km al 7,3%) , seguito dal Col des Bordères (Cat. 2). La tappa culmina con la brutale salita di 13,6 km ad Hautacam, con una pendenza media del 7,8%.
Tappa 13: Loudenvielle > Peyragudes (Cronometro Individuale)
Venerdì 18 luglio, il Tour presenta una prova a cronometro individuale breve (10,9 km) ma brutale in salita verso Peyragudes (Cat. 1). La salita include una rampa di 8 km con una pendenza media del ripido 7,9% , concludendosi all’altiporto di Peyragudes.
Tappa 14: Pau > Luchon-Superbagnères (Montagna)
Sabato 19 luglio, questa tappa presenta un classico mostro pirenaico con tre salite iconiche: il leggendario Col du Tourmalet (HC), scalato via Luz-Saint-Sauveur (19 km al 7,4%) , seguito dal Col d’Aspin (Cat. 2) via Payolle (5 km al 7,6%) , e il Col de Peyresourde (Cat. 1). La tappa culmina con l’arrivo in salita Hors Catégorie (HC) a Luchon-Superbagnères (12,4 km al 7,3%). In particolare, il percorso è modellato su una tappa dell’edizione del 1986, un richiamo storico a epiche battaglie del Tour de France.
Tappa 16: Montpellier > Mont Ventoux (Montagna)
Martedì 22 luglio, l’iconico “Gigante della Provenza”, Mont Ventoux (HC) , torna come arrivo in salita. Questa tappa segna l’inizio della cruciale terza settimana di gara , dopo il secondo giorno di riposo.
Tappa 18: Vif > Courchevel Col de la Loze (Montagna)
Giovedì 24 luglio, questa tappa è inequivocabilmente annunciata come la “Tappa Regina” del Tour 2025 , e la “tappa più impegnativa” con un immenso dislivello di 5.500 metri. Presenta tre salite Hors Catégorie: il Col du Glandon, il Col de la Madeleine e l’arrivo in salita a Courchevel Col de la Loze. Il Col de la Loze, a 2.304 m, è il punto più alto del Tour e sarà affrontato dal suo impegnativo versante orientale da Courchevel, caratterizzato da pendenze irregolari e difficili.
Tappa 19: Albertville > La Plagne (Montagna)
Venerdì 25 luglio, direttamente dopo la Tappa Regina, questa è una tappa di montagna “breve ma intensa”. Copre solo 130 km ma racchiude un formidabile dislivello di 4.500 m su cinque salite categorizzate. Queste includono la Côte d’Héry-sur-Ugine (Cat. 2), il Col des Saisies (Cat. 1), il Col du Pré (HC), il Cormet de Roselend (Cat. 2) e l’arrivo in salita Hors Catégorie (HC) a La Plagne. La Plagne stessa è una salita lunga e costante (19,1 km al 7,1%) che non ospitava il Tour dal 2002/2003.
Tappa 21: Mantes-la-Ville > Parigi Champs-Élysées (Pianeggiante con Salite)
La tradizionale tappa finale a Parigi, domenica 27 luglio, presenta un “cambiamento drammatico” con l’introduzione di tre ascese tardive della Côte de la Butte Montmartre (Cat. 4). Ogni salita è lunga 1,1 km con una pendenza media del 5,9% , con l’ascesa finale posizionata a soli 6 km dal traguardo. Altre salite minori di 4ª categoria all’inizio della tappa includono Côte de Bazemont e Côte du Pavé des Gardes.
La tabella seguente fornisce un riferimento completo e di facile consultazione per tutte le salite categorizzate del Tour de France 2025. La sua struttura permette una rapida individuazione delle informazioni pertinenti, fornendo dettagli cruciali per l’analisi strategica della corsa e per una comprensione approfondita delle sfide che i corridori dovranno affrontare.
Precedenti storici
Côte de Mûr-de-Bretagne: affrontata nel 1947, 2011, 2015, 2018, 2021. Nel 1947, in una lunga cronometro, René Vietto crollò sul Mûr e perse la maglia gialla, consegnando il Tour a Jean Robic. Nel 2011, Cadel Evans vinse per pochi centimetri su Contador, preludio al suo trionfo finale. Nel 2021, Mathieu Van der Poel conquistò tappa e maglia gialla con un attacco magistrale dedicato al nonno Poulidor.
Col du Tourmalet: affrontato dal 1910 (oltre 80 passaggi in totale). Prima grande salita apparsa al Tour (1910): Octave Lapize la definì “un massacro” gridando «Assassini!» ai giudici. Celebre l’impresa di Eugène Christophe, che nel 1913 riparò la bici dopo aver rotto la forcella sul Tourmalet. Nel dopoguerra, Jean Robic nel 1947 attaccò sul “Circolo della Morte” (Peyresourde, Aspin, Tourmalet, Aubisque) guadagnando oltre 10 minuti e ponendo le basi per vincere quel Tour. In tempi recenti, il Tourmalet ha visto la vittoria emozionante di Thibaut Pinot nel 2019, accolta come un trionfo nazionale
Mont Ventoux: affrontato nel 1951, 1955, 1967, 1970, 1987, 2000, 2002, 2009, 2013, 2016, 2021. La montagna di Petrarca è nel destino del ciclismo e della storia dello sport moderno: nel 1967 Tom Simpson morì per collasso a 1 km dalla vetta. Da allora lo sport non è più stato lo stesso con l’introduzione dei controlli antidoping e la lotta al fenomeno. Nel 1970 Eddy Merckx vinse ma dovette ricorrere all’ossigeno una volta varcata la linea del traguardo. Nel 2000 Armstrong raggiunse Pantani che, prima in difficoltà, una volta tornato sui primi se ne andò. Negli anni a seguire l’americano affermò di avergli concesso la vittoria. Nel 2013 Froome attaccò e vinse in maglia gialla. Nel 2016 Froome fu coinvolto in un incidente e proseguì a piedi per alcuni metri.
Hautacam: affrontata nel 1994, 1996, 2000, 2008, 2014, 2022. Salita pirenaica di grandi distacchi. 1996: Bjarne Riis attaccò sul Hautacam infliggendo circa un minuto ai migliori, ponendo fine al regno di Indurain e di fatto assicurandosi il Tour. 2000: Lance Armstrong – sotto pioggia e freddo – staccò tutti gli avversari e strappò la maglia gialla, lasciando Jan Ullrich a oltre 4 minuti; da lì controllò il Tour fino a Parigi. 2014: Vincenzo Nibali vinse in solitaria nell’ultima tappa di montagna, sigillando il suo dominio in classifica.
Peyragudes: affrontata nel 2012, 2017, 2022. Salita introdotta di recente. Nel 2017 sulla rampa dell’altiporto di Peyragudes Chris Froome cedette negli ultimi 300 metri, perdendo la maglia gialla per 6″ a favore di Fabio Aru. Fu la prima volta che Froome perdeva il primato, rendendo aperta la corsa (anche se poi lo riconquistò due giorni dopo). Nel 2012 Peyragudes vide la vittoria di Valverde e qualche frizione Froome-Wiggins, mentre nel 2022 Tadej Pogačar vinse la tappa in volata su Vingegaard, senza però cambiamenti significativi in classifica generale.
Col d’Aspin: affrontato dal 1910. Pur non essendo quasi mai arrivo di tappa, l’Aspin ha vissuto un episodio chiave nel 1950 quando Gino Bartali, 2 volte vincitore del Tour, fu aggredito da tifosi francesi (accusato di aver fatto cadere Jean Robic); indignato, Bartali si ritirò immediatamente insieme a tutta la squadra italiana. La maglia gialla (indossata da Fiorenzo Magni) passò così allo svizzero Ferdinand Kübler, che conquistò quel Tour. Questo clamoroso ritiro degli italiani cambiò il corso della corsa. (Già nel 1910 l’Aspin faceva parte della prima traversata pirenaica di Lapize e compagni).
Col de Peyresourde: affrontato dal 1910 (incluso il 2016 con arrivo in discesa). Nel 2016 Froome scollinò per primo e attaccò in discesa guadagnando 13″ e la maglia gialla. Il suo attacco estemporaneo fu un colpo psicologico ai rivali. Il Peyresourde è spesso collegato ad attacchi seguiti da discese decisive.
Luchon–Superbagnères: affrontata nel 1962, 1968, 1971, 1986. Nel 1986 in piena faida Lemond-Hinault, la tappa di Superbagnères fu decisiva. Hinault attaccò da lontano tradendo la strategia di squadra, ma crollò sulla salita finale; Greg LeMond ne approfittò, staccando tutti e vincendo in solitaria. Recuperò così esattamente i 5′ di ritardo accumulati il giorno prima, riducendo il distacco da Hinault a soli 40″. Questo successo mise Lemond in posizione di ribaltare la classifica nelle Alpi (come poi avvenne). Già nel 1962 Superbagnères vide una delle prime grandi vittorie in salita di Bahamontes, ma senza effetti di classifica paragonabili al 1986.
Courchevel – Col de la Loze: affrontata nel 2005, 2020, 2023.
Primo arrivo in salita dell’edizione del 2005, Lance Armstrong attaccò i rivali (vittoria di tappa a Valverde) e strappò la maglia gialla a Voeckler, lanciandosi verso il suo settimo Tour; storia anche questa seppur cancellata dalla memoria collettiva del ciclismo. Nel 2020 primo arrivo assoluto sul nuovo Col de la Loze: vinse Miguel Ángel López, mentre Roglič aumentò il vantaggio su Pogacar, anche se quest’ultimo capovolse tutto nella crono finale. Nel 2023 la tappa regina in cui Tadej Pogačar ha ceduto di schianto. A 7,5 km dalla vetta il bi-campione sloveno si è arrese (iconica la sua frase “I’m dead” via radio), venendo staccato da Vingegaard sul tratto più duro della Loze. Jonas Vingegaard, già in giallo, inflisse oltre 1′ a Pogacar, ipotecando definitivamente il Tour 2023. La tappa fu vinta dall’austriaco Gall.
La Plagne: affrontata nel 1984, 1987, 2002, 2021. Famosa per la leggendaria rimonta di Stephen Roche nel 1987. Nella tappa Alpina (Galibier, Madeleine, arrivo a La Plagne) Pedro Delgado, in maglia gialla, attaccò staccando Roche di oltre 1’30”. L’irlandese però non si arrese: salì col passo dei migliori e negli ultimi metri riapparve incredibilmente, giungendo soltanto 4″ dopo Delgado. Appena tagliato il traguardo Roche crollò a terra privo di sensi e dovette ricevere ossigeno, ma la sua impresa gli permise di conservare un distacco minimo in classifica e poi vincere il Tour con 40″ sullo stesso Delgado. Una delle scene più iconiche degli anni ’80 (celebre la frase di Roche: “Sono a posto… ma non subito per una donna!” dopo essersi ripreso).
Tour de France 2025: Salite Categorizzate (Cat. 4 a HC)
| Tappa N. | Nome Salita | Categoria | Altitudine (m) | Lunghezza (km) | Pendenza Media (%) |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Côte de Notre-Dame-de-Lorette | 4 | 165 | NaN | NaN |
| 1 | Mont Cassel (1) | 4 | 144 | 1.9 | 3.5 |
| 1 | Mont Noir | 4 | 143 | 1.3 | 6.4 |
| 2 | Côte de Cavron-Saint-Martin | 4 | 104 | 1.1 | 5.9 |
| 2 | Côte du Haut-Pichot | 3 | 179 | 1.1 | 9.4 |
| 2 | Côte de Saint-Étienne-au-Mont | 3 | 111 | 1.0 | 10.6 |
| 2 | Côte d’Outreau | 4 | 86 | 0.8 | 8.8 |
| 3 | Mont Cassel (2) | 4 | 144 | NaN | NaN |
| 4 | Côte Jacques-Anquetil | 4 | 149 | NaN | NaN |
| 4 | Côte de Belbeuf | 3 | 136 | NaN | NaN |
| 4 | Côte de Bonsecours Stèle Jean Robic | 4 | 135 | NaN | NaN |
| 4 | Côte de la Grand’Mare | 4 | 124 | NaN | NaN |
| 4 | Rampe Saint-Hilaire | 3 | 131 | 3.5 | 15.0 |
| 6 | Côte du Mont Pinçon | 3 | 353 | NaN | NaN |
| 6 | Côte de la Rançonnière | 3 | 216 | NaN | NaN |
| 6 | Côte de Mortain – Cote 314 | 3 | 310 | NaN | NaN |
| 6 | Côte de Juvigny-le-Tertre | 3 | 270 | NaN | NaN |
| 6 | Côte de Saint-Michel-de-Montjoie | 3 | 331 | NaN | NaN |
| 6 | Côte de Vaudry | 4 | 225 | NaN | NaN |
| 7 | Côte du village de Mûr-de-Bretagne | 4 | 182 | NaN | NaN |
| 7 | Mûr-de-Bretagne – Guerlédan (1) | 3 | 293 | NaN | NaN |
| 7 | Mûr-de-Bretagne – Guerlédan (2) | 3 | 293 | NaN | NaN |
| 8 | Côte de Nuillé-sur-Vicoin | 4 | 96 | NaN | NaN |
| 10 | Côte de Loubeyrat | 2 | 707 | 4.1 | 6.3 |
| 10 | Côte de La Baraque | 2 | 788 | 4.8 | 7.4 |
| 10 | Côte de Charade | 2 | 850 | NaN | NaN |
| 10 | Côte de Berzet | 2 | 818 | NaN | NaN |
| 10 | Col de Guéry | 2 | 1268 | 3.4 | 6.7 |
| 10 | Col de la Croix-Morand | 3 | 1401 | 3.4 | 5.7 |
| 10 | Col de la Croix Saint-Robert | 2 | 1451 | 5.1 | 6.4 |
| 10 | Le Mont-Dore – Puy de Sancy | 2 | 1324 | 3.3 | 8.0 |
| 11 | Côte de Castelnau-d’Estrétefonds | 4 | 218 | NaN | NaN |
| 11 | Côte de Montgiscard | 4 | 282 | NaN | NaN |
| 11 | Côte de Corronsac | 4 | 267 | NaN | NaN |
| 11 | Côte de Vieille-Toulouse | 4 | 257 | 1.3 | 6.8 |
| 11 | Côte de Pech-David | 3 | 249 | 0.8 | 12.4 |
| 12 | Côte de Labatmale | 4 | 470 | NaN | NaN |
| 12 | Col du Soulor | 1 | 1474 | 11.9 | 7.3 |
| 12 | Col des Bordères | 2 | 1156 | NaN | NaN |
| 12 | Hautacam | HC | 1520 | 13.6 | 7.8 |
| 13 | Peyragudes | 1 | 1580 | 8.0 | 7.9 |
| 14 | Col du Tourmalet Souvenir Jacques-Goddet | HC | 2115 | 19.0 | 7.4 |
| 14 | Col d’Aspin | 2 | 1489 | 5.0 | 7.6 |
| 14 | Col de Peyresourde | 1 | 1569 | 7.1 | 7.8 |
| 14 | Luchon-Superbagnères | HC | 1804 | 12.4 | 7.3 |
| 15 | Côte de Saint-Ferréol | 3 | 350 | NaN | NaN |
| 15 | Côte de Sorèze | 3 | 702 | NaN | NaN |
| 15 | Pas du Sant | 2 | 610 | NaN | NaN |
| 16 | Mont Ventoux | HC | 1910 | NaN | NaN |
| 17 | Col du Pertuis | 4 | 632 | NaN | NaN |
| 17 | Col de Tartaiguille | 4 | 406 | NaN | NaN |
| 18 | Col du Glandon | HC | 1924 | 21.7 | 5.1 |
| 18 | Col de la Madeleine | HC | 2000 | 19.3 | 7.9 |
| 18 | Courchevel – Col de la Loze Souvenir Henri-Desgrange | HC | 2304 | 26.2 | 6.5 |
| 19 | Côte d’Héry-sur-Ugine | 2 | 1004 | 11.3 | 5.1 |
| 19 | Col des Saisies | 1 | 1650 | 13.7 | 6.4 |
| 19 | Col du Pré | HC | 1748 | 12.6 | 7.7 |
| 19 | Cormet de Roselend | 2 | 1968 | 5.9 | 6.3 |
| 19 | La Plagne | HC | 2052 | 19.1 | 7.2 |
| 20 | Col de la Croix de la Serra | 3 | 1049 | NaN | NaN |
| 20 | Côte de Valfin | 4 | 667 | NaN | NaN |
| 20 | Côte de Thésy | 2 | 685 | NaN | NaN |
| 20 | Côte de Longeville | 4 | 825 | NaN | NaN |
| 21 | Côte de Bazemont | 4 | 160 | NaN | NaN |
| 21 | Côte du Pavé des Gardes | 4 | 180 | NaN | NaN |
| 21 | Côte de la Butte Montmartre (1) | 4 | 128 | 1.1 | 5.9 |
| 21 | Côte de la Butte Montmartre (2) | 4 | 128 | 1.1 | 5.9 |
| 21 | Côte de la Butte Montmartre (3) | 4 | 128 | 1.1 | 5.9 |
N/A: Dati non specificati nelle fonti fornite

