I segnali che qualcosa era cambiato nelle gerarchie dei due contendenti al Tour de France 2023 si erano visti nel fine settimana.
Avevamo lasciato Pogacar e Vingegaard praticamente appaiati lungo la salita del Monte Bianco. Ci eravamo chiesti se in occasione degli ultimi metri di quella ascesa fossimo al cospetto di un calo di Tadej oppure ad una crescita di Jonas (qui). La crono di oggi sembra dire una parola definitiva sulle sorti della Grande Boucle.
Ci dice, dal punto di vista tecnico, anche altro. Prima di tutto che Vingegaard è in condizione e, al momento, vola rispetto anche allo sloveno. Gli ha rifilato 1’38 su circa 20 chilometri. Una distanza tra i due che, in questa fase del Tour, non era ipotizzabile.
La seconda è che Pogacar non è in crisi, avendo lui stesso rifilato oltre 1′ al terzo, e primo degli umani, Van Aert. Quindi, per la proprietà transitiva, essendo entrambi in condizione, dobbiamo dedurre che a cronometro il ‘pescivendolo’ non ha rivali.
Saremmo tentati, visto come ha corso il danese, di scrivere anche che il Tour è finito, mortificando lo spettacolo di un duello alla pari lungo la salita che porta a Combloux. La differenza oggi tra i due si è vista tutta. Dalle spalle ondeggianti dello sloveno alla potenza di pedalata del danese, dal volto stravolto di Tadej a quello impassibile di Jonas. Non lo facciamo soltanto per due motivi.
Primo. Domani è prevista una delle tappe più dure della corsa, con tante salite e l’arrivo agli oltre 2000 metri di Courchevel. Solitamente qualcuno che paga lo sforzo eccessivo della crono lo trovi sempre. Accadde anche a Miguelone Indurain in diverse occasioni, solo che attorno non ha avuto qualcuno in grado di accorgersi della sofferenza e di attaccarlo. Certo Jonas ha il favore di poter giocare di rimessa. Non dovrà per forza sfiancarsi e sfiancare la squadra per provare a staccare Pogacar. Ed anche in caso di crisi, potrà nascondere dietro quei suoi occhialoni a specchio le smorfie di dolore. Se lo sloveno non lo attaccherà, potrà passare indenne la giornata.
Secondo. Il giorno di riposo, soprattutto il secondo, è maledetto per tanti campioni. Accade che alla ripresa della gara manchino le gambe, improvvisamente, inaspettatamente. Potremmo pensare che una cosa simile sia accaduta anche a Pogacar e che quindi, da domani, riprenderà a menare le danze, mostrandosi più forte dell’avversario in salita, come è stato fino ad ora.
Potremmo pensarlo, se non ci fossero stati quei segnali dei giorni scorsi… e la crono di oggi, in cui non è Tadej che è andato male, ma Jonas che è andato fortissimo.
Pertanto gli strateghi della UAE si dovranno inventare qualcosa per provare a scalfire la gialla. Il fatto che Adam Yates sia salito in terza posizione, ad oltre 8′ dalla testa, non favorisce la cosa e forse la complica. Ci riusciranno?
