Tour de France: il punto dopo una settimana, chi fermerà Roglic?

Il giorno di riposo al Tour de France, dopo una settimana di gara, permette di fare il punto sulla situazione complessiva.

Tour de France: il punto dopo una settimana, chi fermerà Roglic?

Il giorno di riposo al Tour de France, dopo una settimana di gara, permette di fare il punto sulla situazione complessiva.

Le prime montagne (in questa edizione, i Pirenei) com’è tradizione hanno detto tanto. Soprattutto chi non vincerà questo Tour. Esce di scena in modo inesorabile Pinot, speranza del ciclismo transalpino per le corse a tappe, che lega il suo destino a quello, per certi versi analogo, di Fabio Aru, che ha abbandonato ieri.

Entrambi subiscono una dura lezione i cui riflessi futuri ancora non sono perscrutabili. Si parla addirittura di abbandono delle corse, ma ci sembra una decisione eccessiva per due corridori che sono alle soglie dei trenta anni, quindi con ancora diversi anni davanti.

Certamente questo Tour ridimensiona le loro aspettative. Forse le corse a tappe non sono più per loro. Meglio guardarsi dentro e provare a cercare nuove motivazioni e obiettivi diversi. Nel gruppo c’è ancora spazio per loro.

Per quanto riguarda il ragazzo sardo si dice che Contador gli abbia messo gli occhi addosso per il prossimo anno. Gli auguriamo che questo possa ridargli nuovi stimoli per ripartire e ritrovarsi.

Dicevamo del Tour e dei verdetti. E’ evidente che in questa prima settimana l’uomo più forte e in condizione è Primož Roglic. Ha già vinto una tappa, veste la maglia gialla, sfilata ieri ad Adam Yates, e ha la formazione più forte. Sui Pirenei è apparso l’unico in grado di resistere alle rasoiate di Tadej Pogačar, suo connazionale e astro nascente del ciclismo internazionale.

Il 21enne sloveno ha impressionato tutti per forza e determinazione. Insieme ad Bernal e Evenepoel rappresenta una nouvelle vague rampante e straripante, che rischia di bruciare la generazione precedente e mandare anzitempo in pensione quella dei trentenni.

I due sloveni sono sicuramente gli uomini più forti, almeno stando a quanto visto fino ad ora. Ci sembra un gradino sotto Egan Bernal, vincitore lo scorso anno. Ha sofferto gli scatti di Roglic e Pogačar sui Pirenei, ma potrebbe trovare la condizione nella seconda e terza settimana.

Nonostante questo il colombiano è staccato solo di una ventina di secondi. Resta il nemico n. 1 di Primož. Se Roglic non ha affondato il colpo quando ha potuto, risparmiando l’avversario, rischia di doversene pentire nel futuro.

Bene, meglio sicuramente delle previsioni, il Tour di Guillaume Martin, terzo attualmente nella generale a 28″. Non ha dimostrato di staccare i migliori in salita, ma sicuramente di resistere senza affanni. La Francia affida a lui, e a Romain Bardet, le speranze finalmente di vedere un transalpino sul gradino più alto ai Campi Elisi. Questo Tour, del resto, è stato disegnato per loro (gli scalatori francesi), venendo meno ad un vecchio dettato per cui la Grande Boucle non omaggiava mai qualche specifico corridore ma riproponeva uno schema di percorso sempre uguale, che premiasse effettivamente il migliore.

Speranze che però hanno subito un duro colpo con il già citato Pinot e con l’uscita di scena, anzitempo, anche di Julian Alaphilippe. Gli italiani non si illudano: questa non è una bella notizia. Julian avrà modo e tempo per preparare in tranquillità il Mondiale di Imola, per il quale, a questo punto, diventa il favorito principale.

Scorrendo la classifica generale troviamo un ritrovato Quintana, quinto a 32″, insieme al connazionale Uran; Pogocar a 44″ e Adam Yates a 1’02”. E poi c’è anche Miguel Angel Lopez e Mikel Landa che sono lì, staccati di poco. Insomma veramente un bel gruppo di corridori che possono ancora far saltare il banco. Quintana appare ritrovato rispetto le recenti apparizioni, anche se ieri ha perso qualche secondo in salita. Uran deve ancora dimostrare di reggere per tre settimane. Pogocar è giovane.. tutto da scoprire. Yates non sembra destinato a fare grandi cose, ma i suoi recuperi a volte sono prodigiosi. Lopez è lì e Landa sembra avere la gamba dei giorni migliori. Infondo ieri è l’unico rimasto con i migliori.

Se fossimo in Roglic non dormiremmo sonni tranquilli. Oggi tamponi e da domani si riparte, nella speranza che il coronavirus non faccia quella selezione che spetterebbe alle montagne.

Jules Elysard

Per info: www.letour.fr

Chi vincerà il Giro? qui

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