
La quinta vittoria di Tadej Pogačar al Tour de France occupa le prime pagine dei giornali europei. La stampa internazionale celebra l’ingresso dello sloveno nel ristretto gruppo dei corridori capaci di conquistare cinque volte la Grande Boucle, insieme a Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Grande spazio anche alla spettacolare conclusione di Parigi, con i passaggi sulla collina di Montmartre e il successo di Mathieu van der Poel sugli Champs-Élysées. Un finale che trasforma la tradizionale passerella della maglia gialla in una vera corsa, combattuta fino agli ultimi metri.
In Francia, L’Équipe apre con «Le club des cinq», il club dei cinque. Il titolo richiama l’ingresso di Tadej Pogačar nella cerchia ristrettissima dei corridori capaci di vincere cinque Tour de France. Il quotidiano sottolinea anche come lo sloveno abbia assicurato spettacolo fino all’ultima giornata, animando insieme a Mathieu van der Poel il nuovo finale parigino prima del successo dell’olandese. La copertina tiene così insieme il dato storico del quinto Tour e l’atteggiamento offensivo con cui Pogačar ha corso anche sugli Champs-Élysées, senza accontentarsi della tradizionale passerella conclusiva.
Un atteggiamento che la stampa francese interpreta come l’ultima dimostrazione della superiorità e della mentalità offensiva dello sloveno.
I quotidiani transalpini sottolineano anche la riuscita organizzativa della tappa. Il passaggio a Montmartre e l’arrivo sugli Champs-Élysées restituiscono al pubblico le immagini e l’atmosfera vissute durante i Giochi olimpici di Parigi 2024. Migliaia di spettatori accompagnano i corridori lungo il circuito conclusivo, trasformando la capitale in un grande stadio all’aperto.
Le analisi si concentrano inevitabilmente sui numeri del vincitore. Pogačar raggiunge il quinto Tour prima dei 28 anni e dispone ancora del tempo necessario per superare il record condiviso dai grandi campioni della storia. Il suo dominio viene ricondotto alla capacità di fare la differenza su ogni terreno: in salita, nelle prove contro il tempo e nelle giornate più nervose.
In Belgio prevale il realismo. Remco Evenepoel chiude al secondo posto, miglior risultato per un corridore belga dai tempi della piazza d’onore ottenuta da Lucien Van Impe nel 1981. Il distacco finale di 6’26” fotografa la superiorità di Pogačar, ma non cancella i progressi mostrati dal capitano della Red Bull-Bora-Hansgrohe.
Evenepoel rivendica il successo nella cronometro di Thonon-les-Bains e la crescita evidenziata sulle grandi salite alpine. La stampa fiamminga sottolinea anche il contributo complessivo del movimento belga, capace di conquistare vittorie di tappa con Jasper Philipsen e Tim Merlier.
Nei Paesi Bassi, il protagonista assoluto è Van der Poel. De Telegraaf celebra il tempismo dell’attacco conclusivo e la capacità dell’olandese di battere Pogačar al termine di una delle tappe più spettacolari della storia recente del Tour. La vittoria sugli Champs-Élysées completa una giornata costruita con precisione, potenza e coraggio.
I media britannici allargano infine lo sguardo al futuro. The Guardian e BBC Sport collocano Pogačar tra i più grandi corridori di sempre e si interrogano sui suoi prossimi obiettivi. A 27 anni, lo sloveno può diventare il primo uomo a conquistare sei Tour de France. Resta anche il tema dell’equilibrio competitivo. Il margine inflitto agli avversari testimonia una superiorità evidente e apre il dibattito sulla capacità del gruppo di contrastarlo nelle prossime stagioni.


