
È un Remco Evenepoel diverso quello che si concede all’intervista dopo il successo nella 15ª tappa del Tour de France, la Champagnole-Plateau de Solaison di 183,9 km e 3950 metri di dislivello. Diverso nel volto, completamente stravolto dalla fatica, che mostra tutti insieme i chili persi per arrivare preparato a questa edizione della Grande Boucle e quelli persi nella frazione odierna.
Diverso, soprattutto, nell’approccio emotivo. Come se la vittoria, «la prima vera tappa di montagna al Tour», come ha ricordato lui stesso, lo avesse improvvisamente fatto crescere. Più saggio e più modesto.
Un Remco completamente nuovo, che inizia rendendo omaggio all’uomo che sta dominando questa edizione del Tour: “Vincere una tappa in salita davanti a Pogacar, il ciclista più forte che c’è in circolazione, mi rende veramente felice. La UAE ha provato a portare a casa anche questa frazione. Sapevo che Del Toro avrebbe provato quando la strada spianava leggermente. Mi sono fatto trovare pronto. Salire con lo stesso passo di Pogacar è stata una sensazione unica. In questo Tour non ci sono molte occasioni per vincere una tappa, quando capita bisogna metterci entrambe le mani sopra.”
Il belga mette da parte le polemiche con il suo compagno di squadra Lipowitz, lasciato oggi a quasi un minuto. Il distacco e la condizione di fatto segnano la gerarchia in squadra e non vale più la pena ricordarlo a tutto il mondo. Preferisce tirare fuori l’ottimismo e il sorriso delle grandi occasioni, quello che raramente in questi anni si è visto sul suo volto, in questi giorni sporcato da baffi incipienti ancora da ragazzo: “Ho vinto due medaglie olimpiche, due Liegi e tante corse, ma quella di oggi mi infonde una sicurezza che mi mancava. È la mia prima tappa di montagna, vinta partendo dal gruppo dietro, salendo affiancato al più forte. Sono finalmente nella condizione che volevo in una grande corsa a tappe e martedì spero proprio di bissare questo successo. Entro nella terza settimana con l’ottimismo di questo risultato e posso pensare di riuscire a fare ancora altre cose importanti.”
Il nuovo Remco non lancia proclami impossibili e soprattutto non si dichiara pronto ad attaccare Pogacar. Un pensiero veloce per Vingegaard e poi via, verso una settimana che spera sia finalmente in grado di farlo tornare protagonista al Tour: “Ho saputo di Jonas in corsa. È veramente triste, ma sono cose che succedono. Questo è il ciclismo e non possiamo fermarci troppo a pensare a quello che è successo.” Forse per questo, preso atto della caduta del danese, la Bora ha schierato tutta la squadra davanti per raggiungere i fuggitivi: “Pensare che all’inizio della giornata non mi sentivo al meglio. Poi, via via, le cose sono migliorate.”
Fino alla vittoria, a braccia levate, davanti alla maglia gialla Pogacar. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedergli se pensasse che lo sloveno, in fondo, gli avesse concesso la vittoria. Nel ciclismo anche questo succede e bisogna prendere quello che la sorte offre. Sarebbe stato veramente scortese da parte di tutti: oggi è il giorno di Evenepoel, viva Remco!
