CiclismoTour, Pogacar dominatore dell’aria: sua l’Alpe d’Huez con una rimonta impossibile

Tour, Pogacar dominatore dell’aria: sua l’Alpe d’Huez con una rimonta impossibile

Non siamo in grado di ricordare tutte le 126 vittorie di Tadej Pogacar e pertanto non possiamo affermarlo con certezza, ma l’impresa di oggi sull’Alpe d’Huez, 19^ tappa del Tour de France 2026, è sicuramente tra le prime per difficoltà e bellezza.

I 13 chilometri dalla salita più iconica della Grande Boucle regalano l’ennesimo gesto tecnico fuori dagli schemi. Quando scatta Tadej Pogacar mancano ancora 12 chilometri dall’ascesa e i primi (tre scalatori di assoluto valore come Carapaz, Martinez e Kuss) sono avanti di oltre 3’30. Nello spazio di mezz’ora, con una progressione impossibile per tutti e senza un attimo di respiro, lo sloveno si porta sui tre proprio quando la strada diventa più dolce, a circa 3 chilometri dall’arrivo. In 9 chilometri ha recuperato tutto lo svantaggio nonostante avanti avesse lo scalatore al momento più in forma del Tour e due tra i corridori più coriacei.

Lo spettacolo, in questa fase finale della tappa, è entusiasmante. In testa i tre se le danno di santa ragione, in un duello rusticano nel quale Carapaz lancia attacchi a ripetizione, Martinez risponde sempre con prontezza e Kuss sale del suo passo per rientrare sempre.

Del resto hanno buoni motivi per insistere, nonostante le radio li abbiano avvertiti che da dietro sta salendo la maglia gialla in tutta la sua inesorabile cavalcata. Carapaz è il più in forma, ne ha più degli altri e vuole doppiare il successo di ieri. Martinez vuole regalare alla Francia la vittoria che ancora manca. Kuss deve rimettere insieme i cocci di una Visma che, con l’uscita di scena di Vingegaard, ha perso improvvisamente il senso della sua presenza al Tour. In realtà anche la UAE tra ieri e oggi si è completamente sciolta, vuoi per un virus che pare abbia debilitato Yates, Welles e McNulty (ritirato), vuoi per le fatica. Ma Pogacar (ed anche Del Toro) non sembrano ad oggi avere gli stessi problemi dei compagni.

Gli auspici vaticinavano, al via di oggi, che sarebbe crollato il record di scalata di Marco Pantani, e così è stato.

Il Piccolo Principe, sovrano incontrastato del ciclismo mondiale, è partito quando nessuno più pensava che potesse farlo ma anche nell’unico momento buono per sperare di domare l’Alpe e mettere anche questo trofeo nella sua bacheca. Una cavalcata solitaria e senza sosta di 12 chilometri. Una volta raggiunti gli avversari ha tirato forse un po’ il fiato e, superato l’ultimo chilometro, ha compiuto l’ennesimo gesto eccezionale della sua carriera. Aumentando la frequenza di pedalate e la forza sui pedali ha dato vita ad una progressione che Carapaz e Martinez non sono stati in grado di contrastare, anche se hanno provato. E’ bastato l’ultimo chilometro per arrivare solitario lì dove Pantani ha trionfato due volte e che una volta era la montagna degli italiani.

Supera così André Leducq (25 successi) e si avvicina a Mark Cavendish (35), Eddy Merckx (34) e Bernard Hinault (28). L’Alpe d’Huez ospiterà anche l’arrivo della tappa di domani, alla vigilia della passerella finale di Parigi domenica. Con il distacco accumulato su Evenepoel, anche quella che doveva essere la frazione regina rischia di diventare una semplice passeggiata.

La cronaca

La partenza in salita verso il Col Bayard (4,7 km al 7,2%) spacca il gruppo. Si forma un plotone di testa di 42 corridori, con 11 vincitori di tappa: Richard Carapaz e i compagni Ben Healy, Sean Quinn e Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Thymen Arensman (Netcompany Ineos), Adam Yates (UAE Emirates XRG), Sepp Kuss (Visma-Lease a Bike), Michael Matthews, Ben O’Connor (Jayco AlUla), Ion Izagirre (Cofidis), la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek) e la maglia a pois Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step). Lenny Martinez (Bahrain Victorious) è il migliore in classifica generale tra i fuggitivi, settimo a 12’50”.

La lotta per la maglia a pois anima le prime due ascese, al Col Bayard (km 4,8) e al Col du Noyer (km 25,2). Paret-Peintre vince entrambe le volate in quota davanti a Carapaz e prende il comando della classifica scalatori.

Il gruppo maglia gialla transita al Col du Noyer con quattro minuti di ritardo sui battistrada. La UAE Emirates XRG di Pogacar e la Red Bull-Bora-Hansgrohe di Remco Evenepoel iniziano allora a spingere per ridurre il distacco. Ma anche i battistrada possono contare su gregari pronti a spendersi fino in fondo.

Il vantaggio tocca il massimo di 4’25” al traguardo volante (Le Périer, km 89,4), dove Mads Pedersen (Lidl-Trek) incassa il punteggio pieno. Il vantaggio su Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) per la maglia verde sale a 57 punti.

La fuga si spezza sulla salita successiva, verso il Col d’Ornon (categoria 2). Paret-Peintre cede. Carapaz transita al comando in vetta. Poi Bruno Armirail (Visma-Lease a Bike) impone un ritmo sostenuto fino ai piedi dell’Alpe d’Huez. Gli attaccanti iniziano la salita con 3’25” di vantaggio.

Pogacar vola verso il 26° successo

Richard Carapaz, Sepp Kuss e Lenny Martinez emergono rapidamente come i migliori scalatori del gruppo di testa. Alle loro spalle, Tadej Pogacar stacca i rivali a 13 chilometri dal traguardo. Raggiunge in fretta Adam Yates, che lo aiuta per qualche centinaio di metri prima che lo sloveno riparta da solo.

Davanti, Carapaz attacca più volte. Martinez risponde sempre, Kuss rientra. Il terzetto non trova l’intesa per collaborare. Mentre Pogacar si avvicina, Carapaz scatta a tre chilometri dal traguardo. Viene ripreso un chilometro dopo da Pogacar e Martinez. Lo sloveno li stacca entrando nell’ultimo chilometro e conquista la 26ª vittoria di tappa al Tour, la prima all’Alpe d’Huez. Alle sue spalle, Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-Hansgrohe) guadagna qualche secondo su Isaac del Toro (UAE Emirates XRG) e qualcosa in più su Paul Seixas (Decathlon CMA CGM).

Classifica generale dopo la tappa 19

  1. Tadej Pogacar (SLO) — UAE Emirates-XRG
  2. Remco Evenepoel (BEL) — Red Bull-Bora-Hansgrohe, a 7’11”
  3. Isaac Del Toro (MEX) — UAE Emirates-XRG, a 9’42”
  4. Paul Seixas (FRA) — Decathlon CMA CGM, a 10’06”
  5. Lenny Martinez (FRA) — Bahrain Victorious, a 13’00”
  6. Mattias Skjelmose (DAN) — Lidl-Trek, a 13’09”
  7. Juan Ayuso (ESP) — Lidl-Trek, a 15’58”
  8. Richard Carapaz (ECU) — EF Education-EasyPost, a 21’15”
  9. Tom Pidcock (GBR) — Pinarello-Q36.5, a 21’30”
  10. Jordan Jegat (FRA) — TotalEnergies, a 23’21”

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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