
Tadej Pogacar sul Mur de Bretagne conquista la seconda tappa di questo Tour 2025, la 101^ in carriera, la 19^ nella Grande Boucle, si rimette la Maglia Gialla e, soprattutto, lascia intendere che fa quelle che vuole, anche quando si trova di fronte i migliori ciclisti del momento.
Lo scorso anno il Piccolo Principe aveva lanciato una moda: fuga da lontano. Quest’anno ha deciso di imprimere un altro sigillo riconoscibile alle sue vittorie: in volata. Così sulla salita di 2 km al 6,9% medio, con punte al 15% si mette a ruota di un (quasi) commovente Evenepoel che sperava, questa volta, di fare la gara. Attende poi l’arrivo del fido Narvaez per dare la stoccata decisiva. Si porta dietro il solo Vingegaard, l’unico capace in questa edizione della corsa francese di resistere alle sue rasoiate. Van der Poel, già in evidente difficoltà ieri, era già fuori dai giochi da tempo. Ha finito le energie e chissà se riuscirà a rimettere la testa davanti in un prossimo futuro.
I numeri, ricordati all’inizio, sono incredibili per un corridore che non ha ancora compiuto i 27 anni: 101 vittorie in carriera, 19 tappe vinte al Tour, 42 giorni in maglia gialla. “Una giornata quasi perfetta – ha detto alla fine – spero che Joao non si sia fatto nulla, comunque questa vittoria è per lui.”
Il campione si riferisce ad Almeida, caduto a 5 km dall’arrivo in discesa, coinvolti anche Buitrago e Haig, velocità vicina ai 70 km/h. Vediamo nei prossimi giorni gli effetti sul corridore portoghese e sugli equilibri della squadra, fondamentali per portare a casa la corsa francese. Perché il Piccolo Principe potrà anche scherzare sulla tattica della Visma, ma la formazione olandese appare sicuramente più strutturata della sua per questa corsa… e il pescivendolo danese, a parte la crono di Caen, ci sembra tenga meglio in salita ed anche in volata.
La nuova classifica generale: Pogacar in maglia gialla con 54” su Evenepoel, 1’11” su Vauquelin, 1’17” su Vingegaard. In programma due volate e poi arrivo in salita a Le Mont Dore, nel Massiccio Centrale.
