
Tadej Pogacar ha fatto il vuoto sull’Hautacam e si è ripreso con autorità la maglia gialla, chiudendo in solitaria la prima tappa pirenaica di questo Tour de France 2025. Lo sloveno ha lanciato l’attacco decisivo a 11,8 km dal traguardo, quando, dopo il lavoro di Narvaez, si è alzato sui pedali e ha lasciato sul posto Jonas Vingegaard. Il danese non ha nemmeno provato a rispondere, salendo del suo passo e subendo un distacco finale di 2’10”.
Pogi si prende in questo modo il terzo successo di questa edizione, la 102^ vittoria in carriera e, una volta passata la linea del traguardo, sorprende tutti con la sua dichiarazione nella quale richiama la sconfitta del 2022 e, soprattutto, dedica la vittoria a Samuele Privitera, morto nella notte per i postumi di una caduta al Giro della Valle d’Aosta: “Sapevo che questa è una bellissima salita. Nel 2022 su questa ascesa andò male. Allora stavo cercando di riprendermi la gialla ma la Jumbo era troppo forte. Quella sconfitta mi è rimasta in testa e quando ci siamo avvicinati all’Hautacam ho visto tanti tifosi fare il mio nome e mi sono detto: è il momento di prendermi la rivincita. Sono felice di aver chiuso quel capitolo e di aver preso tutto questo vantaggio.
Abbiamo fatto in superlavoro con la squadra. Faccio i complimenti anche a Healy, che ha provato in tutti i modi di difendere la Gialla, ma oggi eravamo veramente troppo forti.”
Poi il passaggio toccante per Samuele Privitera: “La sua morte è stata la prima notizia che ho letto questa mattina e negli ultimi chilometri stavo pensando a lui, a quanto questo sport possa essere duro e in certi momenti crudele. Se c’è una dedica questa è per Samuele e per la sua famiglia.”
La cronaca
Prima di quel momento, la UAE aveva imposto un ritmo sostenuto per tutta la frazione. La giornata era iniziata con una fuga corposa di oltre 50 corridori, tra cui Alaphilippe, Van der Poel, Rodriguez e diversi uomini della INEOS. Dopo i primi due GPM (Côte de Labatmale e Col du Soulor), si era messo in luce Armirail con una lunga azione solitaria culminata con il passaggio in testa anche sul Col des Borderes, prima di essere ripreso all’inizio dell’Hautacam.
La salita finale (13,6 km al 7,8%) è stata selettiva fin dai primi metri: si sono staccati tutti gli uomini Visma tranne Vingegaard, mentre Evenepoel ha iniziato a perdere terreno già prima dello scatto di Pogacar. A -12 km Narvaez ha fatto il forcing e Pogacar ha accelerato poco dopo, imprimendo un’andatura devastante. Alle sue spalle Vingegaard ha progressivamente ceduto terreno, mentre il gruppo degli inseguitori è esploso.
Grande protagonista della parte finale è stato Florian Lipowitz: il tedesco della Red Bull ha fatto una rimonta poderosa, passando da oltre un minuto di distacco da Vingegaard a soli 12 secondi, concludendo terzo a 2’22”. In crisi Roglic, ripreso da Evenepoel, che ha gestito con grinta il finale per restare sul podio virtuale, nonostante una giornata complicata.
Con questa prestazione, Pogacar non solo ha conquistato la tappa ma ha anche ribaltato la classifica generale, strappando la maglia gialla a Ben Healy, naufragato già sul Soulor. Per lo sloveno è un colpo durissimo inflitto alla concorrenza, in una giornata di grande intensità emotiva, segnata anche dal ricordo di Samuele Privitera, commemorato con un minuto di silenzio alla partenza e poi il ricordo, toccante, del campione del mondo.
