
Siamo alle battute finali, le più difficili ed anche quelle in cui si sente maggiormente il peso dei giorni passati. La 18^ tappa del Tour de France, con il terribile arrivo ai 2300 metri di Col de La Loze, infondo alla fine ha detto poco. Ha detto soprattutto che Pogacar e Vingegaard, dopo essersene date di santa ragione su ogni salita, l’ultima delle quali il Col de la Madeleine, alla fine, come pugili stanchi, si sono lasciati portare dagli eventi e chiuso la questione solo nell’ultimo chilometro.
Lo scatto del Piccolo Principe, imperatore ormai di questo Tour, è sempre lo stesso, mortifero e inarrivabile. Ma ci sembra sia stato fatto solo per ricordare che lui in questa edizione non ha segni di cedimento. Due giorni fa aveva detto: “Mi pagano per vincere…” ma oggi non sembrava avesse voglia di farlo. Altrimenti non avrebbe lasciato andare Ben O’Connor. Invece l’australiano, in fuga da inizio giornata, ha tagliato il prestigioso traguardo per il suo secondo personale successo al Tour. Succede qualcosa quindi solo nella generale per quanto riguarda la presenza sul podio accanto ai due marziani. Il tedesco Lipowitz infatti si vede pericolosamente avvinare dal britannico Onley, dietro di lui di una manciata di secondi (entrambi ad oltre 11′ da Pogacar). Florian ha pagato un peccato di presunzione, pensando di poter affrontare l’ultima temibile ascesa da solo. Così dopo aver accusato su la Madeleine, aver recuperato, è andato anche alla caccia dei primi. Tentativo fallito e che invece l’ha visto rimbalzare alla fine. Più saggio e coperto invece Onley, che ha coraggiosamente seguito i due leader, sfruttando le pause che questi hanno concesso e resistendo fino alla fine. Domani potrebbe ripetere l’impresa e prendersi un insperato, alla vigilia, podio.
La cronaca
La 18ª frazione ha preso il via con il consueto sprint intermedio, conquistato da Jonathan Milan, che consolida così la maglia verde. Ma è sulle prime salite di giornata, come il Col du Glandon, che iniziano le schermaglie: Roglic accende la corsa con un attacco da lontano, seguito da O’Connor, Gall, Rubio e Jorgenson. La Visma prova a rispondere con un lavoro costante, ma senza mai riuscire a controllare del tutto la fuga.
Sulla Madeleine il gruppo dei migliori si assottiglia: Vingegaard scatta, Pogacar risponde, si forma un nucleo di sette uomini tra cui anche Roglic, Gall e O’Connor. Proprio l’australiano si mostra il più in forma, lasciando sul posto Rubio e affrontando da solo gli ultimi 16 km del Col de la Loze.
Nel tratto finale, con ancora tre minuti di vantaggio sul gruppo dei big, O’Connor resiste agli ultimi tornanti resi insidiosi da pioggia e nebbia, mentre dietro Pogacar rompe gli indugi. Prima accelera e stacca nettamente Vingegaard a -1,5 km dall’arrivo. Il danese non riesce a rispondere e accusa un passivo di 10 secondi rispetto allo sloveno, che consolida così la sua maglia gialla.
