Mar, 10 Febbraio 2026
CiclismoTre marziani per una Milano Sanremo intensa, drammatica e stupenda

Tre marziani per una Milano Sanremo intensa, drammatica e stupenda

Ha vinto Mathieu Van der Poel, davanti a Filippo Ganna e al campione del mondo Tadej Pogacar. Solo a leggere i nomi di questi tre ti si accappona la pelle

Una Milano Sanremo stupenda, intensa, affascinante, eroica, drammatica. Non ci sono abbastanza aggettivi per raccontare una gara che ha visto al traguardo sfrecciare solitari tre marziani o, per usare un termine di moda, GOT del ciclismo mondiale.

Ha vinto, bissando il successo di due anni fa, Mathieu Van der Poel, davanti a Filippo Ganna e al campione del mondo Tadej Pogacar. Solo a leggere i nomi di questi tre ti si accappona la pelle e capisci tante cose.

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La prima è che il ciclismo italiano non è in crisi. Questi anni passeranno alla storia, per quello che ci riguarda, come gli anni di Ganna, capace di vincere mondiali a cronometro, su pista e adesso di infiammare anche nelle classiche. Se il secondo posto del 2023 fu una quasi sorpresa, oggi il piemontese ha fatto capire che se si mette in testa di dedicarsi alla strada, non ci sono solo Tadej e Mathieu. Anche lui, a buon diritto, può essere inserito tra i predestinati. Non è facile, infatti, correre da favorito, resistere ai micidiali attacchi di un Pogacar scatenato sulla Cipressa, recuperare alla fine del Poggio e giocarsi allo sprint la vittoria con il cacciatore di classiche per eccellenza. Filippo l’ha fatto e regalato spettacolo e gioia ai tifosi italiani. E’ sorridente alla fine, anche se per uno come lui il secondo posto è sempre una sconfitta: “Sono convinto di poterla vincere. Oggi è andata bene. Mi sono ritrovato con questi due, un campione del mondo e il più forte cacciatore di classiche del momento. Ho forse sbagliato a lasciare troppo spazio a Mathieu nella volata, ma insomma ci posso anche stare. Volevo regalare spettacolo, credo che alla fine così è stato.”

Capisci anche che Tadej senza Mathieu è sicuramente più facilitato, ma anche meno stimolato a pedalare ai limiti. Oggi il campione del mondo sulla Cipressa ha provato: una, due, tre volte. Ha sempre avuto attaccato alle costole l’olandese. Poi ha riprovato sul Poggio: una, due tre volte. Nulla, Van der Poel ancora lì, che non lo lascia andare. Fino a quando, poco prima di scollinare, lo sloveno tira un sospiro, si guarda indietro, chiede il cambio: il primo vero momento di difficoltà per lo sloveno in due anni di dominio incontrastato. Lo intuisce Van der Poel, che prontamente gli scatta in faccia. Lo sloveno non cede e recupera. Scollinano insieme, con Ganna ad una manciata di secondi. Poi la picchiata e il piemontese che rientra. Pogacar in quel momento capisce di avere difronte qualcun altro rispetto agli avversari di sempre, quelli, per capirci, che lo vedevano andare via a venti o ottanta chilometri e poi lo salutavano all’arrivo. Insomma questa Sanremo, che lo sloveno chiude al terzo posto confermando il piazzamento dello scorso anno, ci consegna un campione più umano, un alieno meno marziano. O forse, leggendo bene la gara di oggi, ci dice che i marziani atterrati sulla terra sono almeno tre. Perché, diciamocelo, il podio di oggi è paurosamente bello e il ciclismo italiano ci sta alla grande. “Non potevo fare di più di questo.. si forse una cosa la potrei fare, allungare il Poggio e farla diventare una salita di 10 chilometri. Però non sarebbe la Sanremo.” dichiara sconsolato alla fine il campione del mondo.

Capisci, infine, che se Pogacar è l’uomo delle corse a tappe, che corre tutto l’anno e non in un solo mese, riconsegnando questo esercizio alla storia del ciclismo, Van der Poel è il cacciatore di classiche di eterna memoria, di quelli che sentono il profumo delle mezze stagioni, quando di solito si assegnano le classiche più belle ed anche il mondiale. Quella di oggi è la settima monumento: 2 Sanremo, 3 Fiandre, 2 Roubaix, un mondiale strada, 9 mondiali ciclocross. “Mi sentivo bene, ad ogni scatto di Tadej ho risposto alla grande. Oggi sentivo che avrei vinto.”

Prima di chiudere, un passaggio lo dedichiamo alle prossime gare: ci piacerebbe vedere i tre protagonisti anche alla Roubaix. Van der Poel sicuramente ci sarà, Pogacar scioglierà la riserva in queste ore. Speriamo che Ganna decida di farla, siamo sicuri che l’Inferno del Nord sia tagliato per lui più della stessa Classicissima di Primavera.

Sarebbe bello: space invaders anche lì, nel profondo Nord!

Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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