OlimpiadiFinalmente il triathlon: ori a Inghilterra e Francia. Deludono gli azzurri

Finalmente il triathlon: ori a Inghilterra e Francia. Deludono gli azzurri

Via il dente via il dolore. Non una, ma due gare di triathlon nella Senna, a poche ore di distanza una dall’altra. E così gli organizzatori francesi si tolgono il pensiero, non si sa mai che torni a piovere, tornino a salire i batteri, tornino le analisi delle acque a far vacillare le certezze.

La notte porta il “miracolo” che ci si aspettava e così stamattina alle 8 puntuale dal Ponte Alexandre III si tuffano prima 55 ragazze e, un paio d’ore dopo, 55 ragazzi. Va detto subito che il colpo d’occhio lascia senza fiato. Uno splendore il pontone azzurro che collega la riva gauche a la rive droite. Hanno insistito tanto i francesi (troppo) per far nuotare i triatleti nel fiume e, almeno dal punto di vista scenografico, non si può dar loro torto. E oggi esultano.

Su tutti esulta Emmanuel Macron: “Con un massiccio investimento dello Stato, con il Comune di Parigi e la Val de Marne, siamo riusciti in 4 anni in quello che era stato impossibile per 100 anni: la Senna è balneabile…” commenta. Ma, al di la della propaganda, la gara è uno splendore. Vale per il nuoto ma vale anche per le frazioni di bici e di corsa nel cuore di Parigi, tra due ali di folla praticamente infinita che pare di essere nella tappa finale del Tour. Spettacolo che sa regalare il triathlon che finalmente fa parlare di sé per le imprese dei suoi atleti e non per i bollettini sulle percentuali dell’Escherichia Coli nell’acqua del fiume.

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Tra le donne la medaglia d’oro va alla francese Cassandre Beaugrand, che trionfa in un tripudio patriottico, con un grande allungo nell’ultima frazione. Alle sue spalle argento per la svizzera Julie Derron, che precede la britannica Beth Potter.

Tra gli uomini finale al cardiopalma con il britannico Alex Yee capace di rimontare il neozelandese Hayden Wilde che sembrava ormai involarsi verso la vittoria nelle ultime centinaia di metri. Chiude il podio il francese Leo Bergere che, piccola consolazione, porta sul podio anche un po’ di azzurro visto che è allenato dal coach italiano Fabio Rastelli. Ed è l’unica gioia perchè per gli azzurri oggi c’è poca gloria.

Benino Gianluca Pozzatti che chiude dodicesimo per gli altri tre azzurri una sfida olimpica amara. Alessio Crociani, dopo le prime due frazioni di nuoto e di bici corse col gruppo dei primi, crolla nella frazione podistica arrivando al traguardo staccatissimo a quasi  cinque minuti dal primo.

Tra le donne sedicesima Alice Betto, ventiduesima Bianca Seregni e trentanovesima Serena Steihauser.  Gioiscono quindi francesi e gioisce anche il sindaco di Parigi: “Abbiamo vinto la scommessa – dichiara Anne Hidalgo che una decina di giorni fa si era già tuffata nel fiume – la Senna non è più inquinata. Poi ci sono le incognite del meteo, della pioggia e dei temporali. Ma abbiamo fiducia perché lavoriamo seriamente, con grandi professionisti. Non c’era nessun piano B, perché non c’era bisogno di un piano B. Il piano A è stato sempre l’unico possibile”.

Che detto così fa ancora più arrabbiare: era questo il punto. Era questo che interessava, altroché triathlon…

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Antonio Ruzzo
Antonio Ruzzo
Sposato, con tre figli, giornalista professionista dal 1995. Il mestiere mi ha portato per anni a raccontare storie di nera e di morti ammazzati, la vita a inseguire sogni e passioni in bicicletta. Triatleta (scarso) da anni racconto quotidianamente lo sport nel blog “Vado di corsa” sul sito di un quotidiano nazionale. Ho un debole per chi non vince mai, per chi sa che il traguardo è lontanissimo ma non molla e per chi impazzisce per il profumo dell'olio canforato.

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