TriathlonSarzilla scrive a presidenti, ministro e Capo dello Stato: «Rivedete le convocazioni»

Sarzilla scrive a presidenti, ministro e Capo dello Stato: «Rivedete le convocazioni»

La storia è nota, ha provocato sconquassi nel mondo del triathlon azzurro ed è stata la “scintilla” che ha portato alle dimissioni di sei consiglieri federali e alla caduta del consiglio. Michele Sarzilla, 36 anni, atleta della DDs7Mp di Settimo milanese è in questo momento il triatleta italiano con il miglior ranking olimpico: 24mo in classifica, primo tra gli azzurri. Per tutto il periodo olimpico è stato al centro del progetto Federale e, con i suoi piazzamenti, ha contribuito più di tutti ad ottenere i punteggi necessari per i due «slot» di qualifica della nazionale. Non è bastato. Pochi settimane fa, il comitato tecnico federale, ha diramato le convocazioni e gli ha preferito Gianluca Pozzatti del 707Team, 38mo nella graduatoria olimpica, e Alessio Crociani, delle Fiamme Azzurre, che figura al 95posto. «Al di là della scelta tecnica che sarebbe stata fatta seguendo i dati di un modello matematico che porterebbe un miglior risultato di squadra nella staffetta e che però non mi sono stati messi a disposizione, neppure in forma anonima come avevo richiesto con i miei allenatori- aveva raccontato giorni fa racconta Sarzilla- ciò che mi ha ferito è stato il modo con cui l’esclusione mi è stata comunicata. Prima con una call su whatsapp alle 22 di sera a cui non sono riuscito a rispondere e poi cancellata dopo tre minuti e quindi con un post su Instagram in cui la Federazione pubblicava la foto dei convocati in cui ovviamente io non c’ero. Null’altro. E dopo anni di lavoro fianco a fianco mi sembra davvero una beffa». Fine. Sono stati giorni complicati per il triatleta bergamasco che però, come dicono dalle sue parti, è uno che “mola mia…”, non molla. E ora torna alla carica con una lettera aperta che chiede di rivedere la scelta ( ci sarebbe tempo fino al 5 luglio) inviata al presidente del Coni Giovanni Malagò, al ministro dello sport Andrea Abodi. al presidente della Federazione Italiana Triathlon Riccardo Giubilei e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In quella lettera aperta c’è Michele Sarzilla, la sua storia, il suo modo di porsi, di pensare e di lavorare, senza arrampicarsi sui vetri o adducendo giustificazioni. E con l’esclusivo obiettivo di spiegare una volta per tutte i fatti, basandoli non su umani rancori, ma su dati precisi, con tabelle e tempi, mostrando che – proprio dati alla mano – risulta lui l’atleta più performante anche nella gara a staffetta. Ritengo dunque che la decisione della FITRI di rifugiarsi dietro un modello scientifico così poco trasparente sia per me estremamente avvilente- scrive- Chiedo almeno alle persone che hanno preso questa decisione di metterci la faccia e di assumersi le proprie responsabilità rendendo pubblici i dati che hanno portato alla scelta della rosa dei titolari. Il miglior atleta italiano è stato usato come un atleta usa e getta, mandato in viaggio in giro per il mondo per due anni, totalizzando punti e risultati per poi essere lasciato in panchina. Una decisione di una pochezza umana notevole e un metodo di comunicazione meschino, poco consono con i valori di una Federazione cui motto è sempre stato “Noi siamo uno”. Le decisioni possono essere giuste o sbagliate, accettate o criticate, ma devono sempre e in ogni modo essere esposte con chiarezza e, se argomentate su dati scientifici come dichiarato, questi devono essere trasparenti, visibili e consultabili.” Un lungo sfogo che è anche il bilancio di questi ultimi anni vissuti in azzurro, in una squadra e con un staff con cui ha condiviso gare e trasferte: Sono certo che da una tale decisione a perdere siamo tutti: “Perdiamo tutti in questa brutta storia- spiega- io perdo la possibilità di realizzare un sogno che cullavo da tempo, e probabilmente anche l’ultima possibilità di realizzarlo, dal momento che compirò 36 anni tra pochi giorni; la FITRI perde la credibilità davanti ai giovani atleti che vedono un esempio lampante di poca coerenza e meritocrazia; il Presidente Riccardo Giubilei perde sei di dieci consiglieri e ha dovuto fissare nuove elezioni per il consiglio; Alessio Crociani perde, dal momento che si vedrà cadere una responsabilità enorme sulle sue spalle, quella di disputare una gara Olimpica senza aver l’esperienza per gestire l’ansia e la tensione che una gara di quel livello genera e infine, perde la squadra Italia, ragazzi e ragazze poco uniti verso il loro sogno, impauriti e carichi di pressioni”. Sarzilla chiede alle istituzioni a cui si rivolge con la sua lettera n interessamento al suo caso, chiede che venga posto rimedio a ciò che considera un’ingiustizia dal punto di vista umano ma anche tecnico: “Conosco il regolamento e so che fino al 5 luglio 2024 c’è tempo per modificare le scelte. Chiedo che i dati forniti vengano presi in considerazione affinché il 30 luglio e il 5 agosto 2024 a Parigi possa scendere in campo la miglior squadra, quella più performante e quella capace di conquistare il miglior risultato possibile”. Al suo fianco anche Luca Sacchi, medaglia olimpica nel nuoto ai Giochi di Barcellona nel ’92 e presidente della Dds-7Mp. «Vorrei che a Michele Sarzilla venisse data la dignità di atleta e di uomo che merita. Che venisse tutelato da ogni organo che disciplina lo sport in Italia. Le posizioni di vertice hanno la forza e il potere di farlo, ma soprattutto il dovere di vigilare sulla correttezza. Sono contento che Michele si sia rivolto a Loro e mi auguro che ci sia serietà e responsabilità nell’analizzare la situazione».

 
 

 

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Antonio Ruzzo
Antonio Ruzzo
Sposato, con tre figli, giornalista professionista dal 1995. Il mestiere mi ha portato per anni a raccontare storie di nera e di morti ammazzati, la vita a inseguire sogni e passioni in bicicletta. Triatleta (scarso) da anni racconto quotidianamente lo sport nel blog “Vado di corsa” sul sito di un quotidiano nazionale. Ho un debole per chi non vince mai, per chi sa che il traguardo è lontanissimo ma non molla e per chi impazzisce per il profumo dell'olio canforato.

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