Tricolori di ciclismo sontuosi con Nibali e Malori

Tricolori di ciclismo sontuosi con Nibali e Malori
Vincenzo Nibaili sul traguardo del Trofeo Melinda

Vincenzo Nibaili sul traguardo del Trofeo Melinda

Davide Cassani oltre ad essere un grande appassionato di ciclismo è anche uno che ci sa fare. Ha studiato, da “gregario” (ancorché di lusso) quando pedalava ed ha continuato a farlo anche nella sua “seconda vita” da giornalista sportivo. Così quando è arrivato alla guida della Nazionale pro, ha subito messo in pratica quanto di meglio aveva visto in giro in 20 anni (quasi) di commenti. Due raduni, il primo a Lido di Camaiore, il secondo 24 ore prime Tricolori di ciclismo strada e Crono, in Valdisole.
Alla fine di due giornate tricolori raccoglie i frutti di una linea imposta con la forza della passione e il prestigio del tecnico esperto: “La maglia tricolore è importante: voglio che diventi in test, anzi il test per eccellenza in previsione delle selezioni per i Mondiali”, ha dichiarato più volte in questi giorni prima del Melinda e del Campionato Crono. Come dire “nessuno si sogni di non correre il campionato italiano… voglio il massimo”. “Voglio il meglio”, aggiungiamo noi, adattando un vecchio slogan pubblicitario.
Il messaggio è stato raccolto alla perfezione. In 24 ore vestono la maglia tricolore 2 dei nostri migliori ciclisti in circolazione. Anzi i migliori, senza voler togliere nulla agli altri: Vincenzo Nibali e Adriano Malori, rispettivamente nella strada e nella crono.
Di Vincenzo si è detto molto, dalla lunga carenza di successi al punto da ricevere un “richiamo” (sicuramente poco carino e giustificabile) della sua squadra, alla sua completa disponibilità per il gruppo e per gli altri, al punto che qualcuno ha avuto modo di sussurrare… “è troppo buono”. Certamente non Formolo (un giovane da tenere d’occhio), che ha provato a contrastare lo Squalo dello Stretto sul traguardo di Fondo, ma nulla ha potuto contro maggiore esperienza e, soprattutto, fame di vittoria: “Ho urlato di gioia e di rabbia, mi sono liberato – ha dichiarato Vincenzo – questa vittoria mi dà un grande valore aggiunto per affrontare il Tour con lo spirito migliore. Affronto la sfida per la maglia gialla ponendo l’asticella più in alto possibile, poi vedremo strada facendo dove posso effettivamente arrivare”.

 Aggiungiamo soltanto che Vincenzo ha preparato il Tricolore alla vecchia maniera, da … “cannibale”. Durante il raduno ha pedalato con il gruppo crono, con bici da crono. Come dire: “voglio tutto”. E probabilmente ci avrebbe anche provato, a correre entrambe le prove, se non avesse vinto in linea, al primo colpo: “E’ stato un Melinda bellissimo ed emozionante – ha spiegato Nibali – avevo programmato di fare un importante test anche contro il tempo, ma d’accordo con il mio staff tecnico abbiamo valutato fosse meglio evitare questa fatica supplementare a poche ore dalla vittoria tricolore”. Le lacrime del neo-campione d’Italia, che ha portato sul podio la figlioletta Emma, sono l’immagine più emozionante che resta di uno splendido campionato italiano.
Neanche il tempo, per Davide Cassani, di incassare il primo soddisfatto successo della sua stagione, e sfogliare un ordine di arrivo ricco dei “suoi” ragazzi… del “suo” gruppo, che nella crono si ripete la scena. Vince Davide Malori, non presente al raduno di Malè ma uno che fa parte del “progetto”, per dirla con un gergo molto usato, da sempre, per la sua straordinaria capacità di volare, sia su strada che su pista: “Sono uscito dal Giro d’Italia con un’ottima condizione e subito dopo ho trovato la prima vittoria in linea in Francia, ero convinto di poter vincere anche se la prima parte del percorso non era proprio adattissima a me. Ho cercato di controllare la situazione e nella seconda metà gara ho fatto la differenza. Adesso vado in vacanza, me lo sono meritato…”, per tornare in forma, aggiungiamo noi, in prossimità di settembre.
Così il CT Cassani non può che prendere atto è stato accontentato: “E’ stato un fine settimana straordinario, da cui emerge un ciclismo italiano pieno di risorse e di giovani emergenti. Nibali e Malori sono due splendidi campioni italiani; erano i più forti e lo ha dimostrato”.

Ordine di arrivo crono
1. Adriano Malori (Movistar) km 40,9 in 51.26.80, media kmh 46,884 
2. Dario Cataldo (Team Sky) +1.09 
3. Alan Marangoni (Cannondale) +2.40 
4. Stefano Pirazzi (Bardiani-CSF) +2.53: 
5. Manule Boaro (Tinkoff-Saxo) +2.53 
6. Valerio Conti (Lampre Merida) +3.01 
7. Nicola Dal Santo (Nankang-Fondriest) +3.08 
8. Alfredo Balloni (Nankang-Fondriest) +3.27
9. Tiziano Dall’Antonia (Androni-Venezuela) +4.08 
10. Mattia Cattaneo (Lampre Merida) +4.11

Ordine d’arrivo del 23° Trofeo Melinda – Memorial Marco Brentari
1° Vincenzo Nibali (Astana) km 220,5 in 5:40.54, media kmh 38,800
2° Davide Formolo (Cannondale)
3° Matteo Rabottini (Neri Sottoli)
4° Giovanni Visconti (Movistar)
5° Damiano Caruso (Cannondale) 
6° Daniel Oss (BMC)
7° Domenico Pozzovivo (AG2R-La Mondiale)
8° Salvatore Puccio (Team Sky)
9° Mauro Finetto (Neri Sottoli) 
10° Ivan Santaromita (Orica-GreenEDGE)

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