Rugby U16, Trofeo Lodigiani, trionfo dell’Unione Rugby Capitolina

La formazione romana supera 36-15 Monti Rovigo Junior e con il quarto successo in 6 anni si conferma leader per quanto riguarda il rugby giovanile.

Rugby U16, Trofeo Lodigiani, trionfo dell’Unione Rugby Capitolina

L’Unione Rugby Capitolina si aggiudica la finale del Trofeo Mario Lodigiani U16 battendo Monti Rugby Rovigo Junior con il punteggio di 36-15. Per la società romana si tratta della conferma di una vitalità nel settore giovanile che l’ha portata negli ultimi 6 anni a giocarsi per ben 5 volte il Trofeo, vincendolo, con ieri, quattro volte.

In una bella giornata di sole e di sport in finale i romani hanno trovato Rovigo, realtà emergente per quanto riguarda il rugby giovanile, in base ad un progetto recente (di quattro anni) che ha portato ad una rivisitazione di quelle che erano le metodiche e lo stile del rugby veneto, cercando di concentrare in un’unica squadra le forze migliori della provincia rodigina. Un progetto che, come ricordato dalla stessa società sulla home page del proprio sito, ha visto approdare in finale una formazione in grado, nella stagione, di subire una sola sconfitta (ad opera del Valsugana nell’andata del campionato del Nord Est) e di vincere il Trofeo Aldo Milani a maggio: “Una stagione sportiva, quella dell’Under 16 della Monti Rugby Rovigo Junior, davvero piena di soddisfazioni, segnata da 30 partite (18 di campionato, 10 in tornei, 2 amichevoli internazionali con club inglesi), che ha visto questi ragazzi perdere un solo incontro, realizzando la bellezza di 157 mete e subendone appena 25, chiudendo la regular season con uno score di 609 punti, frutto di 98 mete di cui 57 trasformate e 15 calci piazzati.”

Uno score evidentemente non sufficiente ai Bersaglieri per contrastare l’Unione Rugby Capitolina, che dal canto suo ha portato a termine un Campionato Centro Sud con una sola sconfitta e che nelle semifinali ha ingaggiato una lotta all’ultimo punto contro il Granducato Rugby Livorno. Proprio le semifinali del Trofeo Lodigiani hanno offerto forse il miglior quadro del livello complessivo del rugby nazionale, dimostrando come i valori tecnici si siano spostati, da tempo, verso il Centro Sud.

Infatti mentre il doppio confronto tra Monti Rugby Rovigo Junior e Cus Milano Rugby ha consegnato una lotta impari, con i veneti in grado di vincere largamente sia in casa che sul campo meneghino, molto più avvincente e combattuta è stata la semifinale tra l’URC e il Granducato Rugby Livorno, che ha visto contrapposte due squadre forti fisicamente ma con opposte filosofie di gioco. All’andata i livornesi si sono imposti per 16-12, in virtù soprattutto della massima ottimizzazione di quello che rappresenta il loro miglior giocatore, il centrale Mori, in grado di segnare una meta e tre piazzati. Ma l’URC già fuori casa aveva dato dimostrazione di estrema solidità mentale, recuperando nel secondo tempo un disavanzo iniziale di 13 punti, marcando 2 mete (contro 1 di Livorno) e terminando la partita nell’area di meta avversaria. Il ritorno è vissuto su uno scontro al cardiopalmo, con Livorno sostenuta ancora una volta da Mori (16 punti per lui anche nella seconda partita) e Roma dilagante per numero di mete (4), l’ultima delle quali a tempo scaduto ed in grado di lanciarla in finale.

Alla prova dei fatti il doppio confronto tra Roma e Livorno si è rivelato quello di maggior spessore tecnico tra le due migliori compagini U16 d’Italia.

La cronaca della finale ci consegna una gara non altrettanto combattuta. Dopo un equilibrio iniziale, nel quale le due squadre hanno cercato di comprendere l’avversario, Rovigo rompe gli indugi e marca la prima meta con il n. 8 Moscardi. I capitolini non lasciano il tempo ai veneti di festeggiare e sulla rimessa in gioco trovano subito la meta con l’ala Sterlini, a completamento di una delle tante azioni corali dell’URC che hanno caratterizzato questa finale. La partita vive ancora un sostanziale equilibrio, con la seconda meta sull’out di destra dei romani, ad opera del pilone sinistro Lania, e la pronta risposta in maul avanzante da touche di Rovigo (ancora Moscardi).

La seconda meta dei veneti, però, è anche il canto del cigno di una squadra che fino ad allora aveva subito solo 25 mete in tutta la stagione. Roma prende decisamente in mano il gioco, con la forza dei propri avanti in grado di spostare la linea del vantaggio in diverse occasioni fino ai 5 metri avversari. Un placcaggio pericoloso del pilone sinistro Roncon costringe i compagni di squadra a giocare in 14 per dieci minuti. E’ la svolta della partita. Roma massimizza il vantaggio e la pressione territoriale con la meta dell’ala Scardamaglia sulla sinistra, allo scadere del primo tempo, e allunga decisamente ad inizio del secondo con una percussione centrale della seconda linea Esposito: 22-12 e per i veneti si prospetta un secondo tempo in salita.

E’ il momento del massimo sforzo per Rovigo, che si riversa nella metà campo avversaria ed esprime forse in questa fase il proprio miglior rugby, portando a casa tre punizioni consecutive, le prime due giocate in touche senza alcun risultato. Quando i Bersaglieri decidono di andare per i pali (per il momentaneo 15-22) in occasione della terza punizione, appare evidente che l’inerzia della partita è ormai nelle mani di Roma, in grado di difendersi con ordine e colpire con cinismo. Come nel caso della quinta meta romana, ad opera dell’8 Faccenna, in grado di concretizzare un vantaggio (da avanti avversario), percorrendo 60 metri in solitudine per schiacciare in mezzo ai pali. L’URC si conferma rullo compressore, soprattutto grazie ad un gioco corale in grado di portare a segno, tra semifinali e finali, ben 9 giocatori diversi su 12 mete segnate (con una media di quattro mete a partita). I titoli di coda di questa finale calano in occasione della sesta meta, ad opera del mediano di mischia Pavolini, che scavalca la difesa avversaria con un calcio a seguire e schiaccia in mezzo ai pali.

Domenica prossima si replica. Infatti l’U18 della URC, sempre nella giornata di ieri e sullo stesso campo, battendo i Medicei Firenze, ha acquisito il diritto di giocarsi la finale contro i pari età di Rovigo. Per i veneti l’occasione di una rivincita; per l’Unione Rugby Capitolina quella di confermarsi, ancora una volta, società leader del rugby giovanile.

Unione Rugby Capitolina U16

Unione Rugby Capitolina U16

Monti Rovigo Junior – Unione Rugby Capitolina 15-36

Marcatori: p.t. 5’ meta Moscardi tr. Borin (0-7), 8’ meta Sterlini tr. Severini (7-7), 15’ meta Lania (7-12), 20’ meta Moscardi (12-12), 29’ meta Scardamaglia (12-17); s.t. 3’ meta Esposito (12-22), 12’ cp. Borin (15-22), 18’ meta Faccenna, tr. Severini (15-29), 30’ meta Pavolini, tr. Severini (15-36)

Monti Rovigo Junior: Marra (27’st Pavan), Biondi R., Ramirez, Uncini, Carcangiu (16’st Bordin), Borin, Visentin A. (V), Moscardi (C), Biondi A. (26’st Vegro), Lugato (4’st Costantini), Rubello (16’st Berto), Visentin G., Carretta, Tellarini (15’st Vanzan), Roncon (26’st Bragante).

All. Ballo

Unione Rugby Capitolina: Severini, Scardamaglia, Orelli, Rauco, Sterlini, Mione, Pavolini (V), Faccenna, Ragaini (C), Montuori, Esposito, Antonelli, Ungaro, Caniggia, Lania (17’ st Girelli).

All. Lo Greco

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