
La Turchia sta costruendo una narrazione nel settore, ormai strategicamente fondamentale nell’ambito del turismo, del cicloturismo, puntando su un’offerta che unisce costa, archeologia, aree naturali e infrastrutture dedicate alla mobilità su due ruote.
La crescita del settore in Europa segue tendenze ormai chiare. Le reti ciclabili europee sono sempre più integrate con strumenti digitali, piattaforme di pianificazione e servizi pensati per viaggiatori con esigenze diverse. La diffusione delle e-bike ha allargato il pubblico, rendendo accessibili itinerari che fino a pochi anni fa sembravano riservati a cicloturisti esperti. Famiglie, viaggiatori senior e turisti leisure entrano così in un mercato che non si limita più alla prestazione sportiva, ma guarda all’esperienza complessiva.
Dentro questo quadro, un ruolo centrale è occupato da EuroVelo 8, la Mediterranean Route, uno degli assi principali nel nostro Continente. In Tuchia il percorso si sviluppa per circa 500 chilometri nell’area di İzmir, attraversa 17 distretti e collega località costiere, centri storici e siti archeologici lungo una direttrice che unisce idealmente Pergamo ed Efeso. È un tracciato che permette di leggere il Paese attraverso la sua stratificazione: mare, villaggi, aree rurali, resti antichi e paesaggi dell’Egeo diventano parte di un’unica esperienza di viaggio.
Il tratto tra Çeşme e Selçuk è uno dei più rappresentativi. Si parte dalla costa egea, si attraversano località come Alaçatı, Urla e Seferihisar e si arriva fino a Efeso, sito UNESCO e uno dei luoghi simbolo dell’archeologia mediterranea. È il tipo di itinerario che intercetta bene la nuova domanda di cicloturismo: non solo chilometri, ma contenuto culturale, soste, rapporto con i borghi e possibilità di costruire un viaggio a tappe.
Più a sud, il percorso tra Aydın e Marmaris alterna viste sul mare e tratti immersi nei boschi mediterranei. Da Marmaris verso Fethiye, invece, l’itinerario segue il Golfo di Gökova e tocca aree di forte interesse paesaggistico come Köyceğiz, Göcek e il sito archeologico di Kaunos. Sono percorsi che mostrano una delle carte più forti della Türkiye cicloturistica: la possibilità di passare in poche ore dalla costa ai boschi, dai piccoli centri alle aree archeologiche, senza perdere continuità di viaggio.
La Riviera turca offre un altro fronte di sviluppo. Verso Antalya, i percorsi collegano Patara, Kaş, Demre e Kemer, ai piedi dei Monti Taurus. Anche qui il cicloturismo non vive come proposta isolata, ma come parte di un’offerta più ampia, nella quale il mare si combina con la storia, la natura e una stagione turistica che può estendersi oltre i mesi centrali dell’estate.
Il punto decisivo, per una destinazione che vuole competere nel cicloturismo europeo, resta però la qualità dei servizi. La Turchia sta investendo anche su questo terreno, con strutture e operatori bike-friendly che propongono deposito bici, assistenza tecnica, transfer bagagli e supporto logistico. Sono elementi che fanno la differenza per chi organizza una vacanza in bicicletta, soprattutto quando il viaggio coinvolge tappe lunghe, spostamenti interni e necessità di pianificazione.
La crescita della destinazione passa anche dalle piattaforme outdoor. Su Komoot, i percorsi ciclabili in Turchia registrano una valutazione media di 4,5 stelle su oltre 1.100 recensioni e sono stati esplorati da più di 12.000 utenti. È un segnale concreto: la destinazione non si limita a promuovere itinerari, ma comincia a essere riconosciuta da una comunità internazionale che usa strumenti digitali per scegliere, verificare e condividere le proprie esperienze.
A rafforzare l’immagine del Paese contribuisce anche il Presidential Cycling Tour of Türkiye, giunto alla 61ª edizione. La corsa non è soltanto un evento sportivo, ma una vetrina per paesaggi, coste e strade che possono parlare anche al pubblico del cicloturismo. Il legame tra grande ciclismo e turismo in bicicletta è ormai evidente: le gare mostrano territori, accendono curiosità e possono diventare il primo contatto tra un viaggiatore e una possibile destinazione.
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