
Elisa Balsamo veste la Maglia Rosa e la Maglia Rossa. Vince ancora, resiste ancora. E nelle sue parole c’è già molto del senso di questo Giro d’Italia Women.
Sotto gli sguardi attenti di Jonathan Milan e Elia Viviani, ospiti speciali in zona arrivo, la portacolori della Lidl-Trek ha scelto oggi alla perfezione il momento per lanciare il suo sprint, superando Lily Williams a 100 metri dall’arrivo e centrando la quinta vittoria in carriera al Giro d’Italia Women.
Poca fortuna per Sigrid Ytterhus Haugset, che aveva provato ad anticipare la volata, ma il suo assolo è stato rintuzzato poco prima dello striscione dell’ultimo chilometro.
Domani lo scenario cambierà radicalmente con la cronoscalata Belluno-Nevegal, primo vero banco di prova per le ambizioni di classifica e tappa destinata a delineare una prima gerarchia tra le pretendenti al successo finale.
«Il mio obiettivo oggi era tenere la Maglia Rosa, riuscire a vincere ancora è qualcosa di incredibile. È stata una giornata molto dura, ma la squadra ha fatto nuovamente un lavoro eccezionale. Pure le nostre punte per la classifica generale, Niamh Fisher-Black e Isabella Holmgren, mi hanno aiutato, dimostrando grande spirito di gruppo. Sono grata a loro. Ho fatto una ricognizione di questa tappa, conoscevo bene il finale, ero pronta». Parole semplici, da leader vera. Parole che raccontano una vittoria, ma anche una squadra, una corsa e un movimento che continua a crescere.
La piemontese della Lidl-Trek guida la classifica generale del Giro d’Italia Women e indossa anche la Maglia Rossa della classifica a punti. Ma limitarsi a leggere la graduatoria significherebbe perdere una parte importante della storia. Perché questo Giro d’Italia Women continua a mostrare ogni giorno un livello tecnico, atletico e umano che troppo spesso non trova il racconto e l’attenzione che meriterebbe.
È il paradosso di una corsa che appartiene ormai pienamente alla Serie A del ciclismo mondiale, eppure continua a vivere in una dimensione mediatica ridotta rispetto al suo reale valore. Le strade italiane ospitano campionesse olimpiche, vincitrici di Grandi Giri, atlete che si allenano e gareggiano con la stessa professionalità, la stessa dedizione e la stessa ricerca della prestazione dei colleghi uomini. E accanto alle grandi stelle emergono storie che aiutano a comprendere quanto il ciclismo sia diventato uno sport davvero globale.

Tra queste c’è quella di Fariba Hashimi, ciclista afghana che rappresenta una delle pagine più significative dell’attuale ciclismo femminile. Cresciuta in un Paese dove per una donna andare in bicicletta può trasformarsi in una sfida culturale e sociale prima ancora che sportiva, Hashimi è riuscita a raggiungere il professionismo internazionale e a conquistarsi un posto nelle grandi corse europee. Quando raccontava i suoi sogni da ragazza, indicava proprio il Giro d’Italia femminile come uno dei traguardi da raggiungere. Oggi corre tra le migliori del mondo.

Ed è qui che il Giro d’Italia Women acquista un significato che va oltre la classifica generale e oltre le vittorie di tappa. La Maglia Rosa sulle spalle di Elisa Balsamo diventa il simbolo di un movimento che cresce, che si apre al mondo e che porta sulle strade italiane atlete provenienti da contesti culturali, geografici e sociali molto diversi.
Questo Giro d’Italia Women propone un livello tecnico elevatissimo, percorsi impegnativi, montagne vere, cronometro e grandi sfide tattiche. Eppure resta la sensazione che questa corsa meriti ancora di più. Più racconto. Più approfondimento. Più spazio. Talvolta persino da parte di chi la organizza e dovrebbe valorizzarla come uno dei patrimoni più importanti del ciclismo contemporaneo.

E forse c’è poi un altro motivo – sentimentale – per guardare con attenzione questo Giro d’Italia Women: ieri solo ieri si è concluso il Giro d’Italia numero 109, dominato da Jonas Vingegaard, capace di completare la sua personale Triplice Corona entrando in quel ristretto club di campioni (8 sono solo 8) che hanno saputo conquistare tutti e tre i Grandi Giri. Una corsa straordinaria che ha inevitabilmente lasciato negli appassionati quella lieve nostalgia che accompagna sempre la fine del Giro.
Ecco perché queste strade che tornano a tingersi di rosa, queste atlete che continuano a regalare storie, emozioni e contenuti tecnici di altissimo livello, aiutano anche a sentire un po’ meno la mancanza del Giro appena concluso. Il Giro continua. Continua la bellezza di una corsa che attraversa l’Italia raccontando il territorio, la fatica e i sogni di chi pedala. Non lasciamolo volare via come se non ci fosse.

La Maglia Rosa Elisa Balsamo (Lidl-Trek) ha vinto la terza tappa del Giro d’Italia Women by ITA – Italian Trade Agency, la Bibione-Buja di 156 km, davanti a Lily Williams (Human Powered Health) e Femke Gerritse (Team SD Worx – Protime).
ORDINE D’ARRIVO
1 – Elisa Balsamo (Lidl-Trek) – 156 km in 3h43’43”, media di 41.838 km/h
2 – Lily Williams (Human Powered Health) s.t.
3 – Femke Gerritse (Team SD Worx – Protime) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 – Elisa Balsamo (Lidl-Trek)
2 – Lily Williams (Human Powered Health) a 24″
3 – Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) a 30″
LE MAGLIE UFFICIALI
Le maglie di leader del Giro d’Italia Women sono disegnate da CASTELLI
- Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata Regina – Elisa Balsamo (Lidl-Trek)
- Maglia Rossa, leader della Classifica a Punti, sponsorizzata ITA Airways – Elisa Balsamo (Lidl-Trek)
- Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata Banca Mediolanum – Anna Van der Breggen (Team SD Worx – Protime)
- Maglia Bianca, leader della Classifica Giovani, sponsorizzata Frantoi Redoro – Celia Gery (FDJ United – Suez)
