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Umbria, il futuro del turismo è lento ma la sfida corre… in bicicletta

Umbria
Passignano – Ciclovia del Trasimeno

“Se il futuro del turismo è lento, per vincere la sfida bisogna andare veloci”. L’ossimoro sintetizza il senso del forum “Il futuro del turismo è lento”, organizzato a Perugia il 22 maggio dalla Regione Umbria in collaborazione con il Ministero del Turismo, la Camera di Commercio dell’Umbria, Sviluppumbria, Sport e Salute e il Green Road Award.

È stata l’occasione per fare il punto sulle nuove tendenze del turismo outdoor e in particolare il cicloturismo. La premessa da cui partire è che l’Umbria in questi mesi ha dato vita ad una campagna di comunicazione per la promozione turistica della regione. All’interno di questa narrazione (Umbria cuore verde d’Italia) si inserisce anche il potenziamento dell’offerta cicloturistica, con la definizione di nuovi itinerari, la sistemazione di quelli presenti e soprattutto l’armonizzazione e razionalizzazione della rete cicloturistica e delle ciclovie già esistenti. Ci torneremo in un prossimo articolo, quando racconteremo le concrete opportunità di viaggio.

Gli interventi del forum, coordinati da Ludovica Casellati, da tempo impegnata nella promozione delle tematiche cicloturistiche e animatrice dell’Oscar del Cicloturismo, hanno guardato oltre le specifiche opportunità offerte dalla regione, per fare il punto sulle nuove tendenze del turismo lento.

Capire le motivazioni per modulare l’offerta

Dopo i saluti istituzionali Silvia Livoni, bike destination specialist, ha raccontato quali sono le nuove motivazioni che guidano il turista in bicicletta. Per costruire un’offerta capace di intercettare la domanda, bisogna prima capire perché le persone scelgono di viaggiare in bicicletta. Valeva in passato e vale ancora oggi. Se prima il turista cercava divertimento e relax, adesso cerca esperienze. Nell’ambito del cicloturismo si è passati da una ricerca di prestazione a quella di integrazione. L’offerta non si misura in km di piste, ma in emozioni.

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Questo è stato reso possibile dalla tecnologia che, attraverso la pedalata assistita, ha reso la bicicletta democratica, ovvero alla portata di tutti, come ha ricordato Federica Cudini, country manager di Bosch. Se la bicicletta è alla portata di tutti, il pubblico non coincide più con chi cerca la prestazione, ma con turisti che raggiungono una destinazione desiderosi di conoscerla e viverla nella dimensione più intima, silenziosa e discreta che solo il turismo slow (e la bicicletta in particolare) è in grado di assicurare. Sono cambiate le motivazioni perché è cambiato il turista.

Chi ha intuito tutto questo, prima ancora che accadesse, è stato un visionario come Pierpaolo Romio, il creatore di Girolibero, uno dei principali operatori italiani nei viaggi in bicicletta, che ha evocato il film Fitzcarraldo e il suo sogno impossibile di scalare le montagne con una nave. Il cliente di Girolibero non è il ciclista capace di organizzarsi un viaggio da solo e di pedalare circa 5000 chilometri l’anno. Il nuovo viaggiatore è la ‘zia Maria’, che grazie alla e-bike affronta con coraggio e ottimismo una nuova avventura, superare i confini della paura e della fatica per conoscere quello che avrebbe sempre voluto conoscere e mai osato tentare.

In questo viaggio attraverso le nuove motivazioni, ha trovato spazio l’intervento di Fiorenza Favero, di Komoot, che ha illustrato i flussi internazionali e umbri dei viaggiatori attraverso l’osservatorio neutro e statistico di una delle app più utilizzate dai turisti slow.

Iconico, soprattutto per le immagini, l’intervento del cicloviaggiatore, blogger e produttore televisivo Pietro Franzese. ‘Perché lo faccio?’ si è chiesto l’autore di viaggi in solitaria in bicicletta in diverse parti del mondo. La risposta regala la motivazione centrale del viaggiatore moderno, che sia un travel blogger o la semplice ‘zia Maria’: ‘perché non lo fa nessuno!’, ricordandoci che l’unicità dell’esperienza è quello che muove la grande industria del turismo.

Un’industria che ha bisogno, in Italia, di mettersi al passo con i tempi, a cominciare dall’ospitalità (intervento di Giorgio Palmucci, hospitality development advisor) e dai nuovi strumenti tecnologici. Ha concluso infatti la giornata l’intervento di Mirko Lalli (The Data Appeal Company), che ha ricordato a tutti i presenti quanto l’intelligenza artificiale abbia cambiato, e lo farà sempre di più, il modo di organizzare le vacanze, anche per i viaggiatori slow. L’IA diventa uno strumento che agevola la programmazione del viaggio e costringe gli operatori di settore a ripensare il modo di raccontare e promuovere la propria offerta.

Il turismo slow cresce perché intercetta una quota sempre più ampia della domanda. La sfida è tutta qui: costruire esperienze lente, ma farlo con la velocità richiesta da un mercato che cambia.

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Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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