Lun, 16 Febbraio 2026
Sport estremiUn aperitivo verticale con Federico Colli all’Admiral di Milano

Un aperitivo verticale con Federico Colli all’Admiral di Milano

Sei entrata all’hotel Admiral, una sera milanese finalmente uggiosa. Tutta vetri la hall destinata all’evento che ti aspetta: dentro, cimeli di vari sport. Appesa al soffitto, ad esempio, la bicicletta di Davide Cassani che ha corso il Mondiale di Renaix!, e poi caschi, tute, sottotute, pezzi di musi di bolidi di F1.

Un’atmosfera bella. Un po’ retrò, un po’ contemporanea. Un’umanità allegra fatta da gente mista, di ogni provenienza e target aperto, come si dice oggi per far capire. Al piano di sotto c’è anche un museo dedicato a James Bond, alter ego del geniale proprietario, l’incontenibile Edward Coffrini Dell’Orto, che porta la gente su e giù e racconta divertendosi un po’ anche lui. Mentre il concierge dell’hotel fa check-in e check-out e l’hotel vive… davanti a uno dei nuovi quartieri “business” della Milano City Life.

Un racconto da degustare

Quasi tutti con un calice in mano, sei pronta anche tu per l’aperitivo. Che è divertente, umano, spericolato e fuori dagli schemi qui: perché se arrivi nel giorno giusto – come questo – ti puoi trovare un fenomeno degli sci estremi come Federico Colli (da Milano-Courmayeur) in tiro per l’occasione dell’evento e soprattutto di ritorno dalla sua ennesima impresa. Quella della Patagonia. Lui vive così: apre vie con i suoi sci per scendere dove – prima – nessuno è salito. La sua impresa è verticale. Ne avevi scritto qui prima della partenza, a bocca aperta… Detto, promesso, fatto. Per rinfrescare la memoria link qui

Impresa verticale, neve, ghiaccio e vento

La sua impresa – ennesima – per Fede Colli deve essere per forza verticale a salire e a scendere. Nella neve, nel ghiaccio e nel vento. Non banale, dici tu, e lo ascolti con un calice di Vermentino toscano (piacevole) da sorseggiare nel tempo del racconto. Patatine annesse. Federico Colli, rappresenta l’estremo naturale. Anche per come lo racconta.

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Inizia la festa del talk ed è guidata da un uomo della televisione. In gergo un broadcast che lavora per Rai. Prende il microfono e viene fuori subito: amicizia, stima, passione per Federico Colli, il personaggio che non vuole essere personaggio. L’estremo naturale. Gli togli il microfono ad Ardemagni e gli chiedi un commento su questo artista estremo e lui che fa? Ti manda un ritratto che non puoi tagliare. Lo devi sorseggiare dalla prima all’ultima parola. Perché non c’è nulla da aggiungere o da togliere. Pensiero estremo. Eccolo qui.

Le parole di Marco Ardemagni

“Federico Colli è un insospettabile: un Clark Kent un po’ meno alto, ma dal fisico più asciutto e, soprattutto, con un sorriso irresistibile. Poi Superman fa quello che fa, mentre Federico, come trainer, mette gli atleti dello sci in grado di rendere al meglio. Su tutte Federica Brignone.

Ma non sono nemmeno queste le sue imprese più mozzafiato. Per quelle bisogna attendere che abbia un paio di settimane libere dagli allenamenti. Allora Fedecolli prende e va ad aprire linee di sci estremo in giro per il mondo.

Un’attività adrenalinica, ma preceduta da enormi fatiche e da una pianificazione molto accurata. Io l’ho seguito nelle sue ultime due avventure in Alaska e Patagonia. Due spedizioni così simili negli obiettivi, ma così diverse nella realizzazione. In Alaska campo base ai bordi di una pista di atterraggio sul ghiaccio dei 2000 metri e spedizioni sulle cime che chiudevano la valle.

E certo, tutte le salite rigorosamente a piedi, con due teammate americani. In Cile, tutt’altra storia, salite sempre a piedi, ma stavolta di sei ore a partire da una cabana a 300 metri sul livello del mare, attraverso la foresta, le pietraie e i ghiacciai con un nuovo compagno d’avventura cileno.

Le immagini che abbiamo visto ci parlavano di freddo umido, di pioggia fastidiosissima, di venti a 150 km, in grado di sollevare il pietrisco tanto da rompere occhiali e cellulari e di ammonticchiare la neve tanto da rendere sempre più incerta la missione. In comune le due spedizioni hanno poi il piacere, riservato agli animi forti, di scendere per linee mai percorse, sia pure su nevi diversissime. Un assaggino nel video qui sotto (si consiglia di guardare indossando una giacca a vento).

Ora Federico ha coperto cinque continenti su sette, aprendo ovunque linee inedite: Europa, Asia, Oceania, Nordamerica e Sudamerica. Gli mancano Africa e Antartide. Non so quale affronterà prima, so soltanto che, se accadrà, lo aspetteremo a Paparazzi, Rai Italia, a raccontarcelo in onda e da Edward Coffrini Dell’Orto, all’Admiral Hotel, a spiegarcelo dal vivo. Grande Fedecolli!”

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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