Home Ippica e Equitazione Un completo al femminile: l’Italia dell’equitazione a Tokyo 2020

Un completo al femminile: l’Italia dell’equitazione a Tokyo 2020

E adesso è tempo di completo all’Olimpiade giapponese. La disciplina olimpica per eccellenza, per gli sport equestri è sintetizzata in questa gara.

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Tokyo 2020 - - Eventing Vet Inspection Vittoria Panizzon and Super Cillious Tokyo, - 29 July 2021 Ph. Stefano Grasso/LGCT GCL

E adesso è tempo di completo all’Olimpiade giapponese. La disciplina olimpica per eccellenza, per gli sport equestri è sintetizzata in questa gara. Perché il completo, lo dice la parola, le riassume anzi le svolge tutte: le nobili arti equestri. E alla fine, somma delle tre prove, c’è il podio. Olimpico. Ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 arriva lo spettacolo del Concorso Completo. E nella notte italiana di giovedì 29 luglio, (ore 8.30 in Giappone) tutti i cavalli partecipanti sono stati sottoposti alla prima Horse Inspection. Che è come una prima prova di gara: se la salute del cavallo (atleta) non è garantita, addio al sogno olimpico.

Capite bene che diventa fondamentale che il cavallo presentato in gara sia al top della forma. Prima e durante la competizione, questa attenzione al cavallo è insita nello spirito olimpico ed è una delle regole d’oro della competizione. Ci piace sottolinearlo.

La commissione veterinaria a cinque cerchi, ha dunque valutato le condizioni di salute dei cavalli iscritti alla competizione e stabilito se gli stessi siano in grado di prendere parte alle gare. La Horse inspection è stata superata brillantemente dai quattro cavalli dell’Italia Team che sono: Imperial Van De Holtakkers (Susanna Bordone); Bolivar Gio Granno (Stefanno Brecciaroli); Super Cillious (Vittoria Panizzon) e Quefira de l’Ormeau (Arianna Schivo).

Una nota ufficiale della Fise fa sapere che il capo equipe Giacomo Della Chiesa e il team manager selezionatore Katherine Ferguson Lucheschi hanno definito la composizione della squadra composta da tre binomi, che scenderà in campo per difendere i colori azzurri. Si tratta di una squadra tutta al femminile che vedrà impegnate Susanna Bordone, Vittoria Panizzon e Arianna Schivo. E questa è già una notizia: in uno sport, l’unico olimpico, in cui donne e uomini gareggiano nella stessa gara e non separati, dove è il cavallo (o la cavalla) a rendere l’equilibrio della parità dei sessi, l’Italia si affida alle sue amazzoni ed è una bella sfida.

Stefano Brecciaroli resterà a disposizione del Team e grazie alla sua grande esperienza olimpica, con cinque edizioni dei Giochi all’attivo, proprio come la Divina Federica Pellegrini (ma non 5 finali olimpiche…), sosterrà le compagne di squadra restando pronto ad entrare (situazione prevista dal nuovo regolamento) in caso di necessità. La prima delle tre prove, quella di dressage, si svolgerà su due giornate: venerdì 30 luglio e sabato 31 luglio.  La gara di venerdì 30 luglio sarà divisa in due sessioni: la prima alle 8.30 del mattino (h. 1.30 in Italia) e la seconda a partire dalle 17.30 (h. 10.30 in Italia).

A scendere in campo nella prima parte della prova dei rettangoli per l’Italia sarà solo Vittoria Panizzon su Super Cillious (ore 9.30; le 2.30 in Italia). Nel pomeriggio, invece, sarà la volta di Susanna Bordone su Imperial Van De Holtakkers (ore 18.58; le 11.58 in Italia). La prova di Arianna Schivo e la sua fidata Quefira de L’Ormeau è prevista, invece, per sabato 31 luglio alle ore 10.26 (h. 17.26 in Italia).

Terminato il test di Dressage, cavalli e cavalieri si sposteranno domenica 1 agosto nella Sea Forest dove i binomi affronteranno lo spettacolare e impegnativo tracciato di cross-country olimpico, per ritornare poi all’Equestrian Park lunedì 2 agosto per l’ultimo step con il test di salto ostacoli al termine del quale saranno assegnate le medaglie individuali e a squadre.

Ripassando la storia | Non possiamo che tornare sui passi di Tokyo olimpica e andare al 1964. La prima volta olimpica dell’Asia, come scrive Sergio Meda nel meraviglioso libro fotografico “Una squadra tutta d’oro” la storia delle Olimpiadi moderne raccontate dalle immagini dei successi azzurri. Tokyo avrebbe dovuto essere sede olimpica già nel 1940, ci riuscirà nel ’64 spedendo per allestire i Giochi 1.400 miliardi di lire, trenta volte di più dello sforzo economico messo in campo a Roma nel 1960. Nell’edizione giapponese il Concorso Completo degli azzurri si tinge …. completamente d’oro con la conquista del primato individuale ad opera di Mauro Checcoli (in sella a Surbean) e di quello di squadra con l’equipe composta da Checcoli, Ravano, Angioni e Argenton. Per ripassare bene questa storia ecco il link giusto sul sito della Fise.

Ripassando le specialità | Dressage.  Niente di più semplice nel descrivere LA DISCIPLINA. Dopo i primi ruvidi contatti legati solo ed esclusivamente al lavoro ed alla sopravvivenza, cavalli e uomini iniziano ad intraprendere un percorso di vero e proprio addestramento sportivo insieme. Questo è il Dressage, come la parola stessa esplicita : tutto quello che amazzone e cavaliere hanno saputo insegnare al loro cavallo dopo la semplice accettazione dell’amazzone/cavaliere sul dorso. Da lì in avanti chi più ne ha più ne metta nell’ individuare movimenti, ritmi, spostamenti e figure che come in musica sono arie basse ed arie alte e i tempi. La leggerezza tra terra, aria e sole.

L’osservazione dei comportamenti e degli atteggiamenti dei cavalli nella loro normale vita sociale di branco, gli innamorati che si pavoneggiano e che si cercano, gli atteggiamenti dei cavalli in allarme ed i loro movimenti e tecniche di lotta e combattimento diventano l’ispirazione per arie alte come pijaffe, passage, travers, renvers, pirouette ed altre ancora.

È il Dressage per il cavallo ma soprattutto per il cavaliere che a sua volta impara. Molto spesso infatti sono loro, i cavalli, ad insegnare a noi donne e uomini come arrivare a certi traguardi godendone anche per un solo momento insieme.

Il cross country | Va insieme al concorso, che vediamo qui sotto. Non necessita quasi di spiegazioni. Si spiega da solo il cross È la versione sportiva della realtà: lo spostamento del mandriano con non più la stilizzazione e mobilità degli ostacoli di campagna. Non è una prova per giudicare le qualità ed il valore. La realtà del lavoro quotidiano trasformata in competizione.

Salto ostacoli | Se volevi vendere il tuo cavallo era lì che dovevi andare, c’era un campo recintato dagli sguardi incuriositi dei passanti e là in mezzo i Palafreni con i loro cavalieri che facevano quella cosa… Così nasce il concorso ippico, una riunione di appassionati allevatori che selezionano le cavalcature più adatte a raggiungere in sicurezza le mandrie di bestiame e gli appezzamenti più lontani. E così fu che durante la presentazione il cavallo che davanti ad un passaggio a livello aveva un’incertezza e rifiutava una volta era penalizzato (nel prezzo) di meno, tre punti di penalizzazione, rispetto al cavallo svogliato che con una tecnica sgraziata faceva errore, toccava, e trattandosi nella realtà di salti fissi diventava così pericoloso al punto che prendeva ben quattro punti di penalizzazione.

In queste prove di destrezza venivano concentrate le stilizzazioni degli ostacoli fissi che si trovavano normalmente negli spostamenti tra le varie proprietà, di qui i vari muri, cancelli, oxer, passaggi di sentiero, riviere e fossi. Veniva disegnato un percorso con passaggi obbligati e sequenze da rispettare. Il tutto entro un limite di tempo e concentrato in un appezzamento relativamente piccolo. Così si decideva ai tempi il valore della cavalcatura, così nasceva il Concorso ippico di salto ostacoli. La terza prova, decisiva, del Concorso Completo.

testi a  cura di Mario Rota, istruttore e preparatore di cavalli

Crediti foto © FISE/Stefano Grasso / Vito Liverani Una squadra tutta d’oro

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