CiclismoUn duello antico anzi moderno al Tour de France 2025

Un duello antico anzi moderno al Tour de France 2025

Lo sapevamo tutti. Che avrebbe vinto Tadej Pogačar. Eppure, le nostre settimane al Tour de France sono andate via, tappa dopo tappa..

Tour de France, Pogacar Vingegaard

Lo sapevamo tutti. Che avrebbe vinto Tadej Pogačar. Eppure, le nostre settimane al Tour de France sono andate via, tappa dopo tappa, con quella speranza quotidiana che qualcosa accadesse di strepitoso per farci cambiare idea. Di strepitoso c’è solo un campione eletto fra i grandi campioni di sempre, Tadej Pogačar, capace di vincere su tutti i terreni da primavera a fine luglio e adesso, dopo un po’ di riposo strameritato, chissà…

Nessuna sorpresa, dunque, ma la magia di questo Tour de France 2025 non è mancata, nel Tour dominato come preannunciato da Tadei Pogačar, quella magia si è vista come un succo di pomodoro dolcissimo e concentrato nell’ultima tappa. Non più una passerella finale (per quanto affascinante anche lei, soprattutto per i velocisti) ma una corsa in linea vera e propria, carica di tensioni, pericoli – ci si è messa anche la pioggia – e pure affascinanti ricordi olimpici: specie sulla salita di Montmartre, magia pura per la folla e per la sceneggiatura. Una ultima tappa carica di spunti tecnici ed emotivi. Insomma, i francesi sanno come si disegna la storia di una grande impresa.  

Una tappa stupenda quella disegnata da genio Prudhomme, che del resto si chiama CristoSanto Christian Prud – Homme – Uomo prudente o probiviro – il quale, l’aveva pensata per chiedere alla maglia gialla di questo Tour di onorare il grande senso del Giro di Francia, vincendo sugli Champs-Élysées, in occasione del cinquantesimo anniversario. Il condensato concentrato di questo Tour 2025 è tutto qui, in questa ultima tappa. Che ci fa felici per la vittoria magistrale di WvAert, per l’arrivo meno sbarazzino del solito di un “umano” Taddeo, per il futuro del ciclismo disegnato sulla maglia bianca di un biatleta fantastico come Florian Lipowitz, tedeschino, classe 2000… e per il secondo posto di un campione normalissimo, troppo normale per questi tempi, tutti fatti di apparenza e clamore, quello di Jonas Vingegaard, al quale non perdoniamo solo una cosa: che non si presenti quasi mai a battagliare al via delle grandi classiche, quelle corse che – sommate ai grandi giri – plasmano i grandi campioni di ciclismo su tutti i terreni.  

Podio Pogačar –Vingegaard negli ultimi 5 Tour

Hanno tenuta banco negli ultimi cinque Tour. Tadej e Jonas. Jonas e Tadej. Lo sloveno è apparso leggermente stanco nel corso dell’ultima settimana del #TDF2025, ma ricordiamoci che l’azione che ha onorato e reso meravigliosa l’ultima tappa del Giro di Francia di quest’anno è ancora una volta un suo capolavoro! E vederlo un pochino stanco, beh, ci fa quasi piacere e ruba anche un sorriso… Hai presente quando Forrest Gump, corridore spontaneo (meraviglioso fino all’Oceano…) interpretato da Tom Hanks dice “sono un po’ stanchino… credo che tornerò a casa ora”…

Alla fine Pogačar ha vinto… un po’ stanchino

Eh. Benvenuto nell’umanità caro Taddeo. Pur restando un fenomeno. E alla domanda che facevamo qualche giorno fa:  Pogačar ammazza il Tour o ammazza che Tour? Pogačar ha risposto con la seconda opzione. Chiusa la partita. Ha interpretato perfettamente la Grandeur, come andava fatto: meno show e sorrisetti sui traguardi, più sostanza e signorilità. Un grande campione.

Attenti a quei due. Lo diciamo da cinque anni!

Tadej Pogačar ha vinto i Tour del 2020, 2021, 2024 e 2025. Jonas Vingegaard ha vinto nel 2022 e 2023. In tutti e cinque gli ultimi Tour (2021–2025), i due sono stati primo e secondo in entrambe le combinazioni possibili: Pogačar primo e Vingegaard secondo (2021, 2024, 2025) e viceversa (2022, 2023). Sono l’unica coppia nella storia ad aver occupato ripetutamente gli stessi due gradini (primo e secondo) in più edizioni consecutive. E per i famelici dei record questo è attuale e fumante. La storia sono loro. E allora affidiamoci ancora una volta alla storia del Tour che non sbagliamo per comprendere la grandezza di questi due campioni.

Chi ha vinto di più nella storia del Tour?

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I ciclisti con cinque vittorie ciascuno sono: Anquetil, Merckx, Hinault e Induráin. Ogni volta che li ripetiamo ci vengono in mente i sette nani. Qui sono quattro e non sono certo nani, ma sarà interessante capire in futuro quanto dureranno le prestazioni monstre di Pogačar – Vingegaard. Per la cronaca storica: Induráin è l’unico ad aver vinto cinque Tour consecutivi (1991–1995). Non sono consecutive, ma quelle di Pogačar sono quattro vittorie sonanti: 2020, ’21, ’24, ’25) che lo mettono alla pari con Chris Froome, il campione inglese che (personalmente) ci ha fatto innamorare solo al … Giro d’Italia 2018, con la cavalcata in solitaria fino a Sestriere! Ma questa è un’altra storia. Sempre sfrugugliando albi d’oro: a livello di nazioni, la Francia (ancora a secco con questo podio 2025) detiene il primato con 36 vittorie, seguita da Belgio (18), Spagna (12) e Italia (10).

Lo chiamano “Il posto d’onore”

Il posto d’onore è comunque quello del battuto. Qualche giorno fa il fantastico campione americano di ciclismo, Quinn Simmons, 24 anni (ma ne dimostra 42), capelli lunghi e baffi, un hippy di Durango, sempre all’attacco in questo Tour, alias skin.quimmons su IG: “If you ain’t first, you’re last” Not bad for a work”, ovvero: se non arrivi primo, sei ultimo: non male come mestiere! Anche questa è l’essenza del ciclismo. Solo che Skin, prima di questo Tour, lo conoscevano in pochi ed è fantastico farsi conoscere anche così. Per questa filosofia ciclistica. E inoltre a chi scrive piacciono i secondi posti e persino gli ultimi, quanto coloro che hanno vinto. Siamo fatti così. Vinge o Vingo chiamalo come vuoi ha lottato da campione, ha stretto i denti, ha attaccato senza fare cavolate, ha provato e riprovato, e ci piace pensare che sia stato un po’ “vendicato” alla fine – sportivamente parlando – dal compagno di squadra Wout van Aert che nell’ultima frazione ha tolto la scena e il privilegio di quella vittoria in giallo al rivale numero uno. Vinge ci è piaciuto tantissimo, più di sempre. Umano e normale, ma campione, sia ben inteso. E senza di lui, Pogačar, non sarebbe lo stesso. Anche questa è una riflessione da fare.

Poulidor da record imbattuto

Analizzando chi ha totalizzato più secondi posti nei Tour scopriamo che il soprannome di “Eterno Secondo” continua ad essere riservato a Raymond Poulidor (Francia) che così tiene il record: ha concluso il Tour secondo tre volte (1964, 1965 e 1974) e terzo cinque volte, partecipando a 14 edizioni senza mai vincere. Celebre la frase dell’affascinante Jaques Anquetil, in punto di morte, quando Poupou lo andò a salutare per l’ultima volta: “Anche questa volta, caro Raymond, arriverai dopo di me”.

Il grande campione Poulidor ha il record di otto podi (3 secondi + 5 terzi) senza una vittoria in classifica generale del Tour, un campione assimilabile al nostro amatissimo Franco Balmamion (tutto attaccato come dice lui!) vincitore di due Giri d’Italia (e che giri!) e nessuna tappa.

Vingegaard, Poulidor, Balmamion cosa hanno in comune?

L’umiltà estrema, la pacata capacità di vincere e di non vincere ma restare grandi, immensi, e ci fanno riflettere su un punto sostanziale per chi ama il ciclismo: senza un rivale “degno” non ci sarebbe un campionissimo. Chiedetelo a Coppi-Bartali, anche scambiando l’ordine il risultato non cambia: si adoravano anche per questo oltre a maledirsi in corsa. Sempre per le statistiche del Giro di Francia: altri grandi come Anquetil e Joop Zoetemelk hanno meno piazzamenti (sette podi) e vinsero comunque il Tour almeno una volta.

Siamo finiti inevitabilmente a scrivere ancora una volta delle tivalità storiche: Coppi‑Bartali e Anquetil‑Poulidor, ca va, è l’essenza del ciclismo. E per chi non se ne fosse ancora accorto, Tadej e Jonas sono i nostri Fausto e Gino del momento. Quanto a Coppi vs Bartali: Fausto Coppi  vinse il Tour due volte: nel 1949 e nel 1952, precedendo Gino Bartali nel 1949. Bartali vinse nel 1938 e nel 1948. Se ci concedete il paragone va detto che tra Coppi e Bartali non ci fu una dominazione alternata costante come oggi con Pogačar /Vingegaard: le vittorie furono separate da un decennio; i podi diretti non si sovrapposero spesso.

Anquetil vs Poulidor:  Jacques Anquetil vinse cinque Tour (1957, 1961, 1962, 1963, 1964). Raymond Poulidor fu secondo tre volte (1964, 1965, 1974) dietro Anquetil. Nel 1964 Anquetil vinse con soli 55 secondi di margine su Poulidor, e qui sta un altro dato che accende il senso dei seppiati dentro come noi: che per questo piccolo scarto divenne simbolo dell’eterno secondo. Il ciclismo è infarcito di questo genere di dettagli che lo rendono epico ed eterno. Fatevene una ragione.  Nonostante la rivalità leggendaria, all’epoca, l’alternanza di vittorie fu scarsa: Anquetil dominava e Poulidor non vinse mai.

 Riepilogo statistico

Ciclista / CoppiaVittorie TourSecondi posti
Jacques Anquetil / Poulidor (1960‑70)Anquetil: 5Poulidor: 3
Coppi‑Bartali (1949‑52)Coppi: 2, Bartali: 2pochi confronti diretti
Pogačar‑Vingegaard (2021‑25)Pogačar: 4, Vingegaard: 2Ogni anno scambiati 1°‑2°

Nella coppia attuale, Pogačar e Vingegaard vantano l’alternanza più costante più recente: ogni edizione nell’ultimo quinquennio hanno condiviso gli stessi due gradini del podio. Poulidor è il più famoso “eterno secondo”: mai vincente, ma tre secondi posti e cinque terzi.

Ti ricordi montagne verdi….

E poi c’è quel verde che ci piace tanto. Non è il verde della montagna, nossignori, per quel genere c’è la maglia a pois, ed è giustamente di Vingegaard nel TDF 2025, ma la “Maglia verde” dei punti parla italiano ed è ancora più bella che mai. Si dice Milan ma per fortuna non è di calcio che stiamo parlando. Si dice Jonathan Milan, capace di due successi di tappa nel Tour de France 2025 e di portare a casa la maglia della classifica a punti. Un successo che premia l’’italiano Jonathan Milan, della Lidl‑Trek, con 372 punti.

Si chiude così il sipario di un Tour de France bellissimo. Che ha messo in scena l’attuale rivalità Pogacar–Vingegaard capace di creare  un vero caso storico: cinque Tour consecutivi con gli stessi due protagonisti nei primi due posti, rendendoli l’unica coppia con alternanza costante in questa forma. Forse per i nostalgici manca un po’ di pathos alla Coppi‑Bartali e alla Anquetil‑Poulidor, ma qui davvero si sbaglia a fare paragoni con quel passato. Questi sono campioni moderni con tutto quello che ci sta attorno.

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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