Il ricordo di Mimma Caligaris, vicepresidente vicaria dell’USSI*
Non aveva ancora 25 anni Gian Paolo Ormezzano quando Antonio Ghirelli decise che sarebbe toccato a lui, “che ero l’ultima ruota del treno di carta” andare a Tortona, all’ospedale, dove era stato ricoverato Fausto Coppi.
Era il 1° gennaio 1960, il “giovanotto di redazione” era l’unico che non aveva partecipato al veglione di Capodanno e Ghirelli lo scelse. Poche ore dopo il Campionissimo sarebbe morto e Gpo ricordava spesso a Marina Coppi, la figlia di Fausto, che in quel giorno di tragedia, la sua storia di cronista sportivo era cambiata.
Fra pochi giorni ne saranno trascorsi 65 da quel 2 gennaio in cui i pezzi del giovane redattore riempirono edizioni straordinarie. Come è accaduto tante volte e in ogni angolo del mondo. Sarà la prima volta, però, senza Fausto e senza Gianpaolo.
Aveva iniziato portando i risultati delle sue gare di nuoto, “ero bravino, ma Carlo Pederzoli mi batteva sempre”, prima di diventare Bud Spencer.
25 Olimpiadi, la prima a Squaw Valley, poche settimane dopo la morte di Fausto, molti Mondiali, ma anche a Cape Canaveral, nel 1969, per il lancio di Apollo 11, “era il record del mondo di salto in alto, dovevamo esserci anche noi”. Inviato e direttore di Tuttosport, editorialista di Stampa, ha scritto per Guerin Sportivo, Famiglia Cristiana e Corriere della Sera (dorso di Torino), narratore di storie e personaggi, di cadute e risalite, i risultati da contorno ai veri protagonisti.
Per l’Ussi Subalpina è stato l’oratore dell’intitolazione del gruppo a Ruggero Radice: invitato da Rino Cacioppo, all’epoca presidente, aveva consegnato il racconto più emozionante, più vero, più appassionato di Raro, al Museo dei Campionissimi di Novi, con le bici, le maglie, le foto di Fausto a fare da cornice.
Per me Ormezzano è stato un regalo: averlo al fianco alla presentazione di ‘Eterno Fausto’, il libro che ho scritto per il centenario della nascita del Campionissimo. Ricordo quell’evento come uno dei privilegi di questo mestiere, respirare quell’entusiasmo di un gigante del giornalismo – tutto, non solo quello sportivo – che aveva accettato di condividere quel pomeriggio con una cronista emozionata come una allieva al cospetto del maestro. Un maestro ironico, mai sarcastico, e con un grande cuore (rigorosamente granata). Per quel giorno, e per tutto, grazie Gpo
- * Mimma Caligaris, giornalista professionista, da 40 anni si occupa, soprattutto, di sport, ma con una attenzione anche al sociale e alle politiche di genere. Autrice di tre libri sull’Alessandria Calcio, di ‘Eterno Fausto’, di ‘Dal Grigio alla Stella.14 giu 2023
