CiclismoUn mondiale di ciclismo senza un vero padrone

Un mondiale di ciclismo senza un vero padrone

Remco Evenepoel vince la prova in linea Olympic Games Paris 2024. Riuscirà a fare doppietta anche a Montreal? (Photo by Jared C. Tilton/Getty Images)

La cronometro uomini ai Mondiali di ciclismo in Canada ha proposto un tema tecnico non irrilevante. Nelle prime posizioni sono giunti tutti corridori buoni anche per la gara in linea, ad esclusione forse del nostro Filippo Ganna che, dopo la staffetta di domani, penserà esclusivamente ai Mondiali in pista di Shanghai.

In particolare l’exploit del giovane talento Paul Seixas ha lasciato tutti a bocca aperta. Su un percorso prevalentemente pianeggiante il francese, appena 19enne, ha lasciato dietro specialisti accreditati del calibro di Küng, solo per citarne uno. Bene anche Asgreen e Del Toro, due che potrebbero dire la loro domenica prossima.

Non citiamo, perché scontato, poi il dominio di Remco Evenepoel, che lo candida come l’autorevole erede alla maglia iridata anche nella prova in linea. Del resto la doppietta crono-strada, mai riuscita da un uomo nella stessa edizione dei Mondiali, gli è riuscita alle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche allora il belga sfruttò l’assenza di Pogacar.

Non possiamo però dimenticarci quelli che non sono presenti qui in Canada e che raggiungeranno il Paese solo tra qualche giorno, in particolare la coppia Van, Van der Poel e Van Aert. Il primo ha fatto qualcosa che si ha difficoltà a trovare sugli annali sportivi domenica al Tour de Luxembourg. Partito dopo appena 3 chilometri dal via, ha dato vita ad una fuga solitaria di 174 chilometri, conclusa, com’è sua cifra distintiva, con una vittoria. Incredibile e impensabile nel ciclismo moderno, a meno che non si appartenga a quella ristretta generazione di marziani nella quale, al momento, vediamo far parte solo lui e Pogacar.

Il secondo, con la consueta generosità, ha vinto e fatto vincere tappe alla Vuelta, andando su e giù per le montagne iberiche con irrisoria facilità. Il belga, se vorrà vincere il titolo che forse più degli altri manca alla sua straordinaria carriera, dovrà fare i conti prima di tutto con il gioco di squadra e con l’amico-nemico Remco, e poi con tutti gli altri.

Tra questi altri non possiamo non inserire i già citati Del Toro e Seixas. Il messicano non ha più alcun problema a fare la sua gara con l’uscita di scena del suo capitano alla UAE, anche se sloveno, Pogacar. Lo scorso anno è apparso troppo asservito agli interessi UAE per non lasciare qualche dubbio. Questa volta, invece, potrà giocarsi tranquillamente le proprie carte.

Simile a lui, ma capace di metterlo in difficoltà sulle rampe in salita, è Seixas: giovane e forte quanto basta per rientrare nel gruppo dei favoriti, il suo destino è quello, prima o poi, di riportare a vincere la Francia dopo i fasti di Alaphilippe. Sarà già a questa edizione?

Poi ci sono gli italiani, a cominciare da quel Finn che, quando correva tra gli juniores con Seixas, non solo riusciva a stargli alla ruota, ma anche a batterlo. Era solo due anni fa: ai Mondiali di Zurigo Finn vinse la prova in linea, mentre il francese chiuse settimo. Le cose, però, in questo ciclismo cambiano velocemente. Sarà così anche adesso?

Ci torneremo quando il grosso della Nazionale destinata alla prova in linea arriverà qui in Canada, il 23 settembre. Perché senza Pogacar, questa volta, il Mondiale sembra davvero non avere un padrone.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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