CiclismoUn Tour rovente si incammina verso le Alpi

Un Tour rovente si incammina verso le Alpi

Il caldo, la canicola, canicule per i francesi, è sicuramente l’avversario più pericoloso per Tadej Pogacar. Lo sloveno ha mostrato di sapersi adattare alle condizioni climatiche, ma risuonano nelle nostre menti le parole di questi giorni: “forse dovremmo partire all’alba, per evitare di correre nelle ore più calde”. E’ evidente che queste temperature lo preoccupano.

In effetti la settimana appena trascorsa è stata tra le più calde delle 113 edizioni. Quella che arriva si annuncia ancora più bollente. Per i negazionisti del climate change è un bel da fare a cercare di dimostrare che è sempre stato così, seduti al riparo di costosissime, anche in termini energetici, aree climatizzate. Ma per i suiveurs che devono affrontare chilometri con ondate di calore che salgono dall’asfalto, è fatto concreto. I tempi moderni consigliano di attrezzarsi per tempo. Probabile, alla luce di questo, che per evitare pericolose esposizioni al sole, il Tour si possa correre in altro periodo dell’anno oppure solo virtualmente, pedalando comodamente nella propria stanza.

La Grande Boucle procederà, almeno per i prossimi anni, con o senza canicola. La quale resta il nemico principale dello sloveno. Non solo per lui; una botta di calore può colpire chiunque e farlo scivolare indietro nel gruppo e nella generale. Senza questo impedimento, al momento non si vedono avversari in grado di impensierire Pogacar e la UAE la quale appare intenzionata a prendersi anche il secondo posto, con il giovane e scalpitante Del Toro. La Visma, e soprattutto Vingegaard, sembrano in questo momento in fase difensiva. Il colpo sul Tourmalet è stato duro. Alla formazione olandese manca senza dubbio un uomo di spessore tecnico e soprattutto carattere come Van Aert. Avrebbe potuto condurre il capitano tra i perigliosi mari della montagna pirenaica e, soprattutto, sarebbe stato un ottimo marcatore di Del Toro. Kuss e compagni non sembrano in grado di sostituirlo come carisma.

Domani, giorno della presa della Bastiglia, il Tour torna a pedalare sul Massiccio centrale con una tappa che ci sembra disegnata ancora per cacciatori di classiche e magari, perché no, per il giovane Seixas. Siamo certi anzi che Gouvenou e Prudhomme abbiano pensato proprio al 19enne di Lione per festeggiare degnamente la Rivoluzione e l’orgoglio transalpino, anche se proprio oltralpe di questi tempi pare che la stessa Rivoluzione non sia più tanto di moda. Per uno scherzo del destino, sempre domani si gioca la semifinale dei Mondiali di calcio tra Francia e Spagna. Potrebbe essere un gran giorno per i francesi, ma rischia anche di passare alla storia come uno dei più brutti. C’è da credere in qualsiasi caso che la tensione sarà massima.

In altri tempi, quando le scienze non erano applicate in modo rigoroso allo sport, si temeva sempre il giorno successivo alla sosta. In questa era, però, fisiologi e medici sportivi hanno un quadro più esatto su come affrontare il giorno di riposo. Il dubbio su come possano rispondere le gambe dopo tanto caldo e un giorno di inattività, però, resta.

Magari, in attesa delle Alpi e della terza e decisiva settimana, succede qualcosa che riapre il Tour.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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