Sono quasi 8 chilometri ma a noi, fedeli gregari di Felice Gimondi, sembra lunga un Giro e un Tour. È la ciclabile Almè-Sedrina che viene intitolata a Felice Gimondi con il beneplacito del presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, che ha emanato un decreto per dare un nome e un cognome ad una strada da vivere in bicicletta.

Così lunedì 31 maggio viene inaugurato il tratto di ciclabile che da Almè collega Sedrina, paese natale del  grande campione. La Felice Gimondi non è più solo un grande evento internazionale cicloamatoriale è anche un percorso che si snoda lungo il sedime dell’ex ferrovia della Valle Brembana, lungo 7,7 km, recentemente sottoposto a lavori e collaudo.

È la strada delle origini di una storia di successo del nostro Paese. La storia di Gimondi, nato a Sedrina  per trasferirsi a Paladina. E a Sombreno sarà posizionata la targa in sua memoria. Vicino a casa.

Il tratto dedicato a Gimondi è compreso dalla ciclabile della Ferrovia della Valle Brembana, che diventa ciclabile del Parco dei Colli ad Almè e a Zogno, e che appartiene ad un lungo  con la già esistente completando un lungo itinerario per i ciclisti. Il progetto parte da lontano, addirittura da un protocollo del 2015, poi una tappa decisiva nel 2018 con i lavori di recupero partiti e quasi arrivati al Gpm, manca solo un piccolo tratto per il collegamento con le frazioni di Botta e Campana, si legge su un comunicato.

Una ciclabile Gimondi ci rende tutti … felici. – dice Norma Gimondi figlia del grande campione, che è vicepresidente della Fci – Perché rappresenta il presente e il futuro della bicicletta che è il nostro mezzo agonistico ma è anche il nostro modo di pedalare nella vita. Non per forza in competizione. E rappresenta un collegamento infinito con la storia della bicicletta e dei suoi campioni. Il mio sogno è che questa rete di ciclabili e di ciclovie, possano tessere una rete che comunica, che dirama attraverso i suoi raggi la bellezza del nostro Paese collegato con il mondo che pedala. E di questo non saremo mai sazi. “Proprio come il Cannibale… “ così direbbe papà. Felice.

Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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