TennisUS Open 2025: Alcaraz non lascia scampo, anche Sinner si inchina

US Open 2025: Alcaraz non lascia scampo, anche Sinner si inchina

US Open 2025
Un momento della premiazione – foto Brigitte Grassotti

Carlos Alcaraz è di nuovo il padrone del tennis e la cosa era anche un po’ nell’aria. Sul cemento di Flushing Meadows lo spagnolo ha sconfitto Jannik Sinner 6-2, 3-6, 6-1, 6-4, conquistando il suo secondo US Open e spodestando l’azzurro dal trono del ranking mondiale. Un successo che chiude nel migliore dei modi una cavalcata impeccabile, in cui il murciano ha perso soltanto un set in tutto il torneo e ha dato l’ennesima prova della sua precoce grandezza.

La finale, la terza consecutiva in uno Slam tra i due, si è aperta con Alcaraz subito aggressivo in risposta. Lo spagnolo ha tolto tempo all’italiano prendendo la palla presto e costringendolo a nove errori non forzati già nel primo set. Il 6-2 con cui si è chiuso il parziale iniziale ha dato la misura di un inizio complicato per Sinner, mai realmente in grado di trovare ritmo con la prima di servizio.

Il secondo set ha però visto un cambio di passo. Sinner ha iniziato a spingere con maggiore continuità dal fondo, affidandosi alla sua potenza e cercando scambi più lunghi, dove spesso è riuscito a mettere in difficoltà Alcaraz. Il break ottenuto nel quinto gioco, a zero, ha indirizzato il parziale e il 6-3 finale ha riacceso le speranze dell’azzurro, che sembrava avere trovato la chiave per rientrare in partita.

La risposta di Alcaraz è stata però devastante. Nel terzo set il murciano ha cambiato marcia, alternando accelerazioni da fondo, smorzate millimetriche e discese a rete che hanno disorientato Sinner. In pochi minuti si è trovato avanti 5-0, con una serie di vincenti che hanno fatto esplodere Arthur Ashe Stadium. Undici vincenti a uno nel parziale, chiuso 6-1, sono il segno di una superiorità tecnica e tattica evidente.

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Nel quarto set Sinner ha provato a restare agganciato, salvando due palle break nel primo game e lottando in ogni scambio. Ma la pressione costante di Alcaraz lo ha portato a cedere il servizio sul 2-3. Da lì lo spagnolo non ha più mollato la presa, gestendo con freddezza i turni di battuta fino al 6-4 che gli ha consegnato il trofeo e il ritorno al numero 1 del mondo.

Numeri e record

Il trionfo newyorkese è il sesto titolo Slam in carriera per Alcaraz, che a 22 anni e 125 giorni diventa il secondo più giovane della storia a raggiungere questo traguardo dopo Björn Borg. La sua solidità al servizio è stata impressionante: appena tre break subiti in tutto il torneo, con 98 giochi vinti su 101. Numeri che spiegano l’autorità con cui ha dominato l’intera campagna americana.

Sinner, dal canto suo, ha visto interrompersi a 27 la sua striscia di vittorie consecutive negli Slam su cemento. Nonostante la sconfitta, resta la soddisfazione di una stagione straordinaria: due titoli major (Australian Open e Wimbledon), finali a Roland Garros e US Open, e il record di essere il più giovane della storia ad aver raggiunto tutte e quattro le finali Slam in un anno.

Le parole dei protagonisti

Alcaraz ha voluto ringraziare il suo team e la sua famiglia durante la premiazione: “Ogni traguardo che raggiungo è anche merito vostro, questo titolo è tanto mio quanto vostro”. Un pensiero particolare è andato anche al suo coach Juan Carlos Ferrero, che 22 anni fa, proprio a New York, toccava per la prima volta la vetta del ranking ATP.

Sinner ha accettato con sportività la sconfitta, rendendo merito al rivale: “Sei stato migliore di me, goditi questo momento. So quanta fatica c’è dietro a prestazioni così. Io sono orgoglioso della mia stagione, ma oggi Carlos ha giocato meglio”.

Con questo successo Alcaraz porta a 10-5 il bilancio negli scontri diretti contro Sinner, prendendo ulteriore vantaggio nella corsa al numero 1 di fine anno. Ma più dei numeri, quello che resta è la certezza che il tennis mondiale ha trovato nei due ragazzi il suo nuovo duello centrale, capace di infiammare pubblico e appassionati come accadde in passato con Federer, Nadal e Djokovic.

A Flushing Meadows è toccato ad Alcaraz alzare le braccia al cielo, ma la sensazione è che la saga con Sinner sia soltanto all’inizio.

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