
NEW YORK – Jannik Sinner difficilmente commette due volte lo stesso errore. Chi significa anche: difficilmente si lascia sorprendere due volte dallo stesso avversario. La ha fatto, quest’anno, con Alcaraz (sconfitta a Parigi, successo a Wimbledon), figuriamoci se non poteva farlo anche con Alexander Bublik, il kazako tutto talento e intelligenza.
Il tennista della Val Pusteria non gli lascia scampo. In poco meno di 10′ scaccia i fantasmi di Halle e dopo 1h21′ vola ai quarti di finale dello US Open 2025 con un successo netto e quasi surreale: 6-1, 6-1, 6-1. Il numero uno del mondo ha imposto fin da subito il suo ritmo all’Arthur Ashe Stadium, togliendo sicurezza al kazako, che fino a questo match non aveva ancora perso un turno di battuta in tre incontri. Sinner lo ha breakkato due volte già nel primo set, e da lì non c’è stata più partita: otto break complessivi, un solo break point concesso, seconda partita più breve del torneo maschile.
“È stata la prima volta che ho giocato il night session qui quest’anno, e l’atmosfera è stata incredibile. Voglio ringraziare tutti per il sostegno, occasioni così sono speciali per noi giocatori”, ha raccontato a fine match. “Sono molto felice: ho rotto subito il suo servizio, cosa che mi ha dato fiducia. So che Alexander di solito serve molto meglio, ma oggi non ha trovato la sua miglior giornata, forse anche per la fatica del turno precedente. Ho cercato di restare aggressivo e ci sono riuscito”. Il kazak, al termine del match, nel dargli la mano, ha esclamato: “Eppure non sono scarso.. sei GOAT!” (GOAT= il più grande di sempre), strappando un sorriso all’avversario e mettendo anche fine, definitivamente, ad un passato che, forse per colpa della stampa, sembrava particolarmente polemico.
Alexander Bublik couldn't believe what he witnessed from Jannik Sinner tonight. pic.twitter.com/c1uSUDebSE
— US Open Tennis (@usopen) September 2, 2025 Sport24h su TelegramEntra nel canale ufficialeNotizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.Iscriviti al canale
Ad attendere Jannik ora ci sarà Lorenzo Musetti, che nella sessione pomeridiana aveva aperto la strada a uno storico quarto di finale tutto italiano, il primo della storia a livello Slam nel singolare maschile. Il toscano ha superato con autorità Jaume Munar 6-3, 6-0, 6-1, firmando il miglior risultato in carriera su cemento. Dopo un’estate complicata, segnata da un infortunio al Roland Garros e da una serie di sconfitte premature sul cemento americano, Musetti ha ritrovato fiducia e brillantezza proprio a New York. “Non riesco quasi a spiegarmi questa sensazione, sono emozionato perché l’ultimo mese è stato terribile”, ha ammesso. “Ero un po’ triste per il mio tennis, ma il lavoro mentale ha fatto la differenza e oggi sono davvero orgoglioso di me stesso”.
Il percorso di Musetti allo US Open è stato netto: quattro vittorie e un solo set perso, con prestazioni in crescendo. Il successo su Munar lo porta all’ottava posizione della Race to Turin, in piena corsa per le Nitto ATP Finals. “Contro Jaume ho giocato probabilmente uno dei miei set migliori di sempre, nel secondo non sbagliavo nulla”, ha aggiunto il toscano.
Sinner, dal canto suo, guarda già al derby con rispetto ma senza nascondere le ambizioni: “Lorenzo è uno dei talenti più grandi che abbiamo, gioca un tennis straordinario. Dal punto di vista italiano è bellissimo avere la certezza di un semifinalista. La pressione sarà più su di me, ma sono curioso di vedere come andrà”.
A proposito di Alcaraz
La vittoria contro Bublik rafforza anche la sua corsa nel duello a distanza con Carlos Alcaraz per il primato mondiale. I due sono entrambi ai quarti di finale e inseguono una possibile terza finale consecutiva in uno Slam. Sinner ha voluto sottolineare come la loro rivalità non sia sinonimo di inimicizia: “Con Carlos abbiamo una bella amicizia anche fuori dal campo, ed è una cosa bella da vedere. Non è necessario essere nemici: in campo siamo avversari, ma dopo la stretta di mano torna tutto normale. Fuori siamo persone normali, con le nostre passioni, lui ama il golf, io ho i miei hobby. Ma quello che conta è che non serve l’odio per creare grandi sfide”.
Poi una riflessione più ampia: “Credo che i ragazzi possano imparare da questo. Essere buoni giocatori e buone persone sono due cose diverse, ma entrambe importanti. Noi ci alleniamo duramente, abbiamo team che ci supportano, e alla fine l’obiettivo è cercare di migliorarsi ogni giorno. Il nostro sport è imprevedibile: oggi vinco facilmente, ma magari domani può capitare a me di perdere senza riuscire a entrare in partita. È questa l’essenza del tennis”.
Sinner, che con questo successo diventa il più giovane tennista dai tempi di Nadal (2008) a conquistare 24 vittorie negli Slam in una sola stagione, resta in corsa anche per un altro traguardo: arrivando in finale a New York raggiungerebbe quota 300 successi a livello ATP in carriera. Ma prima ci sarà il derby italiano, una partita che per forza di cose è già entrata nella storia.
