
New York, 22 agosto 2025 – Jannik Sinner si è messo alle spalle il virus che l’ha debilitato in occasione della finale di Cincinnati? Ieri a NY il campione altoatesino nella conferenza stampa tradizionale pre torneo ha dato l’impressione proprio di si, mostrandosi sorridente e rilassato. Si è presentato a Flushing Meadows con la consapevolezza di chi sa di poter scrivere un altro pezzo di storia del tennis. L’azzurro, numero 1 del ranking mondiale, è chiamato a difendere il titolo conquistato un anno fa allo US Open: un’impresa che non riesce da diciassette anni, dai tempi di Roger Federer.
Il cammino dell’altoatesino partirà contro il ceco Vit Kopriva. Sinner ha rassicurato tutti: “Sono molto felice di essere di nuovo qui. È un grande torneo, l’ultimo Slam della stagione. Le motivazioni sono altissime. Fisicamente mi sento bene, ho recuperato quasi del tutto e sarò pronto per l’inizio del torneo”.
Il 24enne di San Candido arriva con un bilancio stagionale di 31 vittorie e 4 sconfitte, e soprattutto con una striscia aperta di 21 successi consecutivi negli Slam sul cemento, a partire dall’Australian Open 2024. Ma il compito non sarà semplice: “Qui ci sono tanti piccoli dettagli che possono fare la differenza – ha spiegato –. Giocare di giorno o di sera cambia molto, così come i tempi di spostamento da Manhattan. Se non si gestiscono bene questi aspetti diventa difficile esprimere il miglior tennis”.
Sinner dovrà difendere i 2000 punti della vittoria dello scorso anno, mentre Alcaraz ne mette in palio appena 50. Lo spagnolo, fresco vincitore a Cincinnati, guida la Race verso Torino e insegue la vetta del ranking. Per restare numero 1, Jannik dovrà almeno raggiungere gli ottavi e spingersi un turno più avanti del rivale.
Il duello con Alcaraz, che conduce 9-5 nei precedenti, è ormai il tema centrale del tennis mondiale. “È una rivalità che fa bene allo sport – ha sottolineato l’azzurro –. Ti stimola anche in allenamento, perché sai che potresti affrontare certe situazioni in partita. Ora stiamo condividendo grandi trofei, ma le cose possono sempre cambiare: ci sono tanti altri giocatori fortissimi in grado di arrivare in fondo”.
