
Jannik Sinner deve avere paura di Alexander Bublik, in uno degli incroci più intriganti della seconda settimana? Il 28enne kazako è sicuramente uno dei giocatori più iconici del circuito e l’unico, oltre ad Carlos Alcaraz, ad aver battuto il n. 1 al mondo in questo 2025, ad Halle, nel torneo che poi ha vinto. Non si tratta però solo di uno scontro tra giocatori che in qualche modo si danno fastidio a vicenda (sportivamente parlando), ma anche di un diverso modo di intendere il tennis e in qualche modo la vita. Se esiste, infatti, un opposto di Sinner, quello è proprio Bublik. Tanto preciso, metodico e lavoratore il primo, quanto scapigliato e dadaista il secondo.
Classe 1997, passaporto kazako e un tennis che vive di contrasti: da un lato il servizio tra i più incisivi del Tour e la propensione naturale a togliere tempo all’avversario; dall’altro un gusto per l’imprevedibile — smorzate, underhand, tweener — che spezza il ritmo e incendia il pubblico. Nel 2025 Bublik ha vissuto il suo salto di qualità: quarti al Roland Garros (prima volta per un uomo kazako in era Open), titolo ad Halle (ATP 500) e doppietta su terra tra Gstaad e Kitzbühel. Arriva a New York reduce dal successo in cinque set su Tommy Paul in notturna sull’Arthur Ashe.
Il rapporto con Sinner è una trama che si aggiorna: l’azzurro conduce 4–2 nei precedenti, ma Bublik ha vinto 2 degli ultimi 3 scontri diretti, incluso il già citato Halle 2025 (3-6 6-3 6-4) dove ha spezzato la corsa del n.1 e poi ha alzato il trofeo. In Germania, davanti ai microfoni, fu genuino: “È un giocatore incredibile. Non pensavo di poterlo battere… ho continuato a servire, a riprendere tutto quello che potevo”. Una dichiarazione che racconta bene il suo tennis: percentuali alte alla battuta, coraggio nei momenti caldi e la capacità di cambiare registro all’improvviso.
A New York le sue parole hanno lo stesso tono schietto. Dopo la battaglia con Paul — in cui non ha mai ceduto il servizio pur vivendo un’altalena di punteggi — ha ammesso la difficoltà del formato Slam: “Nei cinque set è davvero dura… non l’ho ancora fatto, ma proverò a sfruttare le mie chance”. E sulla chiave tecnica è lapidario: “Servizio e drop-shot: contro Sinner avrò le mie chance”. È il manifesto del match-up: togliere timing all’azzurro con variazioni corte e proteggere la battuta per risalire la montagna dei tre set su cinque.
Nel suo 2025 c’è anche la svolta emotiva di Parigi: dopo aver steso Jack Draper agli ottavi, Bublik si è lasciato andare a centro campo, definendo quella serata “il momento migliore della mia vita”. Un’evoluzione interessante per un giocatore che in passato si era raccontato con ironia e cinismo — “gioco per i soldi”, “il doppio è un incidente” — salvo poi ammettere di aver ritrovato l’amore per il tennis. E la sua narrazione “senza filtri” non è cambiata: tra una battuta e l’altra, a maggio aveva persino scherzato sul suo “reset” a Las Vegas, diventato carburante inatteso per la stagione sul rosso.
Le frasi di Bublik
- “Nei cinque set è davvero dura… non l’ho ancora fatto, ma proverò a sfruttare le mie chance.” (post Paul, US Open)
- “Servizio e drop-shot le chiavi. Sinner? Avrò le mie chance.” (intervista, New York)
- “È un giocatore incredibile. Non pensavo di poterlo battere… ho continuato a servire.” (dopo il successo su Sinner a Halle)
- “Il miglior momento della mia vita.” (Roland Garros, dopo Draper)
- “Tu non sei umano…” (a Sinner, 2021: la frase diventata virale)
H2H con Sinner (aggiornamento alla vigilia del match)
Sinner avanti 4–2 nei confronti diretti; sull’erba di Halle 2025 ha vinto Bublik (3-6 6-3 6-4). Sul cemento outdoor il bilancio resta favorevole all’azzurro.
