TennisUS Open - Djokovic, il corpo non segue più la testa

US Open – Djokovic, il corpo non segue più la testa

Il serbo, eliminato al primo turno a New York, racconta il vomito, i crampi e il pensiero del ritiro a metà partita

Djokovic a Wmbledon
Novak Djokovic si prende gli applausi del centrale dopo la battaglia con Auger-Aliassime

Novak Djokovic ha scelto la via più difficile per la sua uscita di scena. Quella di regalare ad illustri comprimari la gioia di aver battuto il più forte tennista di sempre al termine di un dramma che si sta ripetendo troppe volte in questi ultimi mesi. Ieri, al primo turno degli US Open, il serbo ha lasciato il campo dopo una maratona di oltre quattro ore contro Mariano Navone per 7-6(5) 5-7 4-6 6-2 6-1. Non crediamo che in futuro le cose possano migliorare, anzi di episodi simili ne vedremo degli altri. Il tennis moderno è particolarmente usurante, prova ne sono le numerose defezioni di questi US Open ed anche i continui drammi fisico-sportivi del serbo, da Cincinnati ad oggi.

Nell’intervista post partita, rilasciata in sala stampa, Nole ha raccontato della sofferenza vissuta. Ha spiegato di avere odiato quasi ogni istante passato in campo domenica sera. Il malessere, ha detto il serbo, non è arrivato con questa partita: se lo porta dietro praticamente in ogni incontro della stagione. Vomito, poi il cedimento del corpo, i crampi, il dolore. Alla fine hanno mollato la schiena e la spalla.

Il quadro clinico non coincide con l’andamento del punteggio. Djokovic ha vinto due set su tre e nel quarto è andato avanti di un break, ma ha collocato l’inizio delle difficoltà molto prima, al quarto gioco della partita. Da lì in avanti ha giocato in perdita costante di energia, fino ai dodici giochi finali in cui Navone ne ha incassati undici. Il serbo ha riconosciuto il merito dell’argentino, definendolo un combattente, e ha aggiunto di non essersi divertito.

Il vomito si è ripetuto più volte a bordo campo. Djokovic ha ammesso di avere valutato il ritiro durante l’incontro: ci ha pensato, poi ha vinto il secondo set e il terzo, e si è convinto che una possibilità esistesse ancora. A quel punto ha deciso di arrivare in fondo, senza alzare bandiera bianca fra quarto e quinto.

Sul 1-3 del set decisivo il pubblico di Flushing Meadows ha provato a tirarlo su. Il trentanovenne si è commosso in campo e ha ringraziato gli spettatori per il sostegno, scusandosi per non avere offerto la prestazione che avrebbe voluto dare loro. Il calore ricevuto alla fine, ha detto, gli è arrivato dritto al cuore.

La sconfitta interrompe una serie aperta vent’anni fa. Djokovic non usciva al debutto in uno Slam dall’Australian Open 2006, unico precedente insieme all’edizione 2005 dello stesso torneo. Sul record ha liquidato la questione in poche parole: un altro primato, al quale però non sta pensando. Ha rivendicato quanto costruito in carriera e ha spostato il discorso sul presente, sulla gestione di un corpo che deve ancora essere rimesso in ordine.

L’episodio di New York ha un antefatto di tre settimane. A Cincinnati il serbo ha perso da Thiago Tirante dopo avere rimesso in campo, indicando nel caldo e nell’umidità la causa del cedimento. La partita con Navone è durata quattro ore e trentacinque minuti e cade ventuno anni esatti dopo il suo primo incontro agli US Open. In questa stagione Djokovic ha giocato la finale dell’Australian Open, persa con Carlos Alcaraz, e si è fermato al terzo turno del Roland Garros. Crediamo che proprio la vittoria in semifinale contro Sinner in Australia rappresenti il momento di massimo apice toccato in questo finale di carriera del serbo. E’ stata forse la partita che l’ha convinto a continuare, chiedendo al suo fisico più di quanto lo stesso sia disposto a concedere. Il braccio e la testa continuano ad essere quelli di un n.1, ma il fisico ormai chiede una pausa. Eviterà di lasciarsi trascinare dall’orgoglio e dall’illusione che il tempo non passi, anche per un campione come lui?

Pubblicità
Premio Letterario Sportivo Invictus - VII edizione, 8-10 settembre 2026

LEGGI ANCHE

Redazione
Redazione
Gli articoli pubblicati sotto questa firma sono realizzati dalla Redazione di Sport24h.it, testata giornalistica registrata, sotto la supervisione e il coordinamento del Direttore Responsabile Antonio Ungaro (Giornalista iscritto all'Albo).Il nostro team è composto da giornalisti, analisti e collaboratori specializzati nelle diverse discipline sportive. Non operando sempre come inviati sul posto, applichiamo un rigido protocollo di verifica delle informazioni, selezionando, verificando e rielaborando notizie provenienti esclusivamente da agenzie di stampa nazionali e internazionali, comunicati ufficiali delle federazioni sportive e canali ufficiali dei club.Il nostro obiettivo è garantire un'informazione sportiva tempestiva, accurata, indipendente e priva di sensazionalismi.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui