NEW YORK – Dopo cinque ore e diciotto minuti, nella mattina italiana arriva la notizia della sconfitta infinita di Sinner. Avanti uno, rimonta dell’altro, match point annullato e contro-rimonta finale. Una partita che rimarrà nella storia dello UsOpen e dell’era dello Slam in generale. Una rivalità che ormai non è una novità: uno classe 2001, italiano, l’altro classe 2003 spagnolo. Ci faranno divertire.
Quattro i precedenti di cui, solo quest’anno, due sono state le vittorie per Jannik, una a Wimbledon, l’altra in finale in Croazia.
La partita inizia sorridendo a Carlitos, n.3 al mondo. lo spagnolo chiude il primo set dopo cinquanta minuti sul 3-6, levando il servizio a Jannik ben tre volte. Il secondo e terzo set è un crescendo di Jannik, che alza l’asticella per sé stesso e per l’avversario. regna l’equilibrio in entrambi i set, ma il tie break sorride entrambe le volte all’altoatesino: il secondo set per 9-7, il terzo dominando per 7-0.
L’impressione, fino alla metà del quarto set, è che Jannik possa chiudere l’incontro. Subito break e subito 3-1 per Sinner. Nonostante ciò Carlos tiene botta e prova a restare attaccato al match. Sul 5-4 Jannik e di servizio ed è in vantaggio: può servire per il match. Esce fuori il fuoriclasse spagnolo che con tre punti di fila pareggia, va in vantaggio e fa il break: è 5-5. Vince il set di servizio e fa un altro break a un Sinner in calo mentale dopo l’occasione sciupata. Un set semplicemente incredibile.
L’ultimo set è teso e delicato. Sul 2-2 pari break di Sinner e vantaggio. Poi, break di Alcaraz e pareggio: 3-3. Da questo momento Carlos vincerà tre game di fila, per il 6-3 finale. Game, set, match e semifinale.
Il dolore della sconfitta sarà difficile da superare per Sinner, consapevole di aver dato tanto, di essersi spinto oltre il limite che oggi esiste nella sua testa e che sembra allontanarsi sempre di più dal suo orizzonte. Questa partita è stata la sintesi di come nel tennis si possa passare in poco tempo dall’essere a un passo dallo 0-2 nel secondo set, a un passo dal 3-1, in quel maledetto match point del quarto set. Come ha dichiarato Jannik, di questa partita resteranno solo aspetti positivi: quelli negativi lo renderanno più forte e migliore.
Niente da fare nemmeno per Matteo Berrettini, eliminato da un Casper Ruud troppo in forma. Probabilmente il norvegese è uno dei più quotati per la vittoria finale, viste le uscite eccellenti che finora ci sono state. D’altronde lo merita, vista l’incredibile stagione a cui sta partecipando.
Le due semifinali si disputeranno domani, alle 21.00 italiane. Da un lato il norvegese Ruud (n.7) contro il russo Khachanov (n.31), dall’altro lo spagnolo Alcaraz (n.3) contro il beniamino di casa Tiafoe (n.26).
