Viaggiare in biciclettaValchiavenna in bici (2^ parte): Pian dei Cavalli e Giro della Groppera

Valchiavenna in bici (2^ parte): Pian dei Cavalli e Giro della Groppera

Pian dei Cavalli si chiama così perché gli abitanti del posto erano soliti portare i cavalli al pascolo. Il Giro della Groppera è una passeggiata alla portata di tutti.

Piuro, presso la bottega di Roberto: “Vedete questa piccola chiesa (nella foto), qui ha celebrato messa per la prima volta un giovane prete originario di Fraciscio, che poi divenne parroco di quel paesino che vedete là su, Savogno, ancora raggiungibile solo a piedi, dove è rimasto sette anni. Nel 2011 è stato proclamato santo.”

La chiesa di Piuro nella quale operò Don Guanella

Impossibile camminare o pedalare per la Valchiavenna senza incontrare strade, chiese, luoghi legati a Don Guanella. Si può dire che sia il figlio più autorevole di questi posti essendo nato a Fraciscio, piccola frazione di Campodolcino, a dicembre del 1842. Lo scopriamo salendo proprio a Campodolcino, punto di partenza strategico per diverse pedalate offroad.

Pian dei Cavalli

Dal piccolo centro abitato, che si trova esattamente a metà della valle che porta al passo dello Spluga, il primo giorno siamo saliti a Pian dei Cavalli e Lago Bianco, lato sinistro della valle. Un bel circuito che non supera i 30 chilometri di pedalata, ma che propone dislivelli importanti (circa 1000 metri). L’affrontiamo agevolmente in e-bike, salendo a Starleggia lungo una panoramica strada asfaltata a bassa percorrenza che si prende dal campo sportivo di Campodolcino (dove è possibile affittare le bici).

Da qui in poi parte lo sterrato che ci porta alla fine della valle San Sisto, che è anche il nome dell’ultimo centro che incontriamo. Poco più là, incastonato nello splendido anfiteatro della valle, c’è l’agriturismo Pizzo Quadro, presso il quale ci fermiamo per un caffè (rigorosamente con la moka) e una fetta di torta. Il paesaggio ci regala scorci montani che ricordano, almeno nell’immaginario (non avendolo mai visitato) il Tibet, se non fosse per la bandiera del 19° scudetto del Milan che campeggia sul tetto dei piccoli rifugi circostanti.

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“Da questo punto in poi – ci racconta Stefano – la strada che sale a Pian dei Cavalli si fa stretta e ripida per un centinaio di metri.” Decidiamo di tornare indietro. Il giro a Pian Cavallo è rimandato ad altra occasione. Scopriamo, poi, che si può salire ancora più facilmente da Isola, paese a pochi chilometri da Campodolcino, adagiato sul lago artificiale omonimo, e che raggiungiamo i giorni successivi nella nostra ascesa al Passo Spluga. Da Isola la strada sale regolarmente e con buon fondo, praticamente fino a Pian dei Cavalli e Lago Bianco. Ricalcoliamo sulla mappa il percorso e ci rendiamo conto che si tratta di un circuito di circa 30 chilometri, in cui la bellezza del paesaggio appaga pienamente dello sforzo.

Il giro della Groppera

Il giorno dopo è domenica e sfruttiamo della chiusura alle auto (tutte le domeniche), del tratto di strada che da Campodolcino sale fino a Madesimo. Un’ascesa di circa cinque chilometri fatta di stretti tornanti, attraversando gallerie e scavi nella roccia. Strada panoramica e dura, ma di grande soddisfazione. Il nostro obiettivo non è quello di fermarci a Madesimo, ma di completare il Giro della Groppera. Partendo da Campodolcino si tratta di circa 20 chilometri, equamente divisi tra salita e discesa. Facile e di grande soddisfazione.

Il percorso si sviluppa nei boschi sopra Madesimo, nel versante a est dove d’inverno gli sciatori affrontano le piste da sci. Da Madesimo all’altezza della partenza della seggiovia “Lago Azzurro” si prende la strada asfaltata che, attraverso il bosco amato un tempo anche dal poeta Carducci, conduce a Motta con pendenze relativamente dolci.

Giunti all’abitato dell’Alpe Motta, si svolta subito a sinistra e si imbocca la strada asfaltata che porta all’alpeggio di Motta Alta. Dopo un paio di curve si affronta una ripida salita (18% circa), dopo un paio di tornanti, si giunge all’alpeggio. All’altezza della fontana puntiamo verso Lago Azzurro che, però, purtroppo quando passiamo noi è completamente prosciugato. Ci fermiamo presso un produttore locale di formaggi (da provare assolutamente), che ci racconta: ‘Sono diversi anni che il Lago ha qualche problema e non riesce a resistere all’estate. Nevica poco..”.

Sulla sinistra troviamo lo sterrato che ci porta al torrente Groppera. E’ l’unico tratto di strada pianeggiante, con ampia e affascinante vista sulle montagne circostanti. Al termine del rettilineo immerso nel bosco si attraversa il torrente Groppera, per giungere all’alpeggio omonimo. Siamo nella conca ai piedi del famosissimo fuoripista del Canalone, descritto da Dino Buzzati come “un’opera d’arte”. Il panorama che si ammira è quello dell’altopiano degli Andossi e delle cime dell’alta Valle Spluga: Pizzo Quadro, Pizzo Ferrè e Pizzo Tambò. Il piccolo nucleo abitato (solo di estate?) di Groppera ha il fascino delle pietre e del freddo, dei tetti in legno vecchi e curati senza indugiare in abbellimenti superflui.

Si torna a Madesimo su una strada asfaltata ripida e per nulla trafficata. Accanto a noi scendono come missili i ragazzi della scuola di ciclismo locale (contatti infondo all’articolo) che si cimentano sulla pista “Baloon” del MadeBike Park. Se si scegli e di optare per la strada asfaltata prima di arrivare in paese in Via Emet si affiancano le buche del Golf Club Madesimo.

Per info e noleggio bike qui troverete tutti i contatti Valchiavennabike 

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Antonio Ungaro
Antonio Ungaro
Giornalista sportivo e blogger. I primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare; tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.

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