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Van Aert è già in forma Mondiale: le pagelle della Vuelta nel secondo giorno di riposo

Vuelta 2026

La Vuelta entra nell’ultima settimana con un padrone della classifica e un dominatore della corsa. Enric Mas indossa la maglia rossa, Wout van Aert si prende la scena. Lo spagnolo ha costruito un vantaggio importante senza entusiasmare, il belga ha vinto due tappe e conquistato la maglia verde correndo ancora una volta senza risparmiare energie.

Restano sei frazioni, ma la classifica si deciderà soprattutto tra giovedì e sabato: la cronometro di 32,1 chilometri da El Puerto de Santa María a Jerez de la Frontera, l’arrivo a Peñas Blancas e la salita conclusiva del Collado del Alguacil. Prima dell’ultimo blocco, queste sono le pagelle dei protagonisti.

Wout van Aert: 9

Non merita il dieci soltanto perché, come spesso gli accade, brucia energie per troppa generosità. Van Aert corre ogni giornata come se fosse decisiva, lavora per Matthew Brennan, entra nelle fughe, risponde agli attacchi e poi trova ancora la forza per vincere.

A Córdoba ha firmato il secondo successo in tre tappe, controllando personalmente tutti i movimenti nel gruppo di testa prima di battere Alessandro Romele. Domina la classifica a punti con 267 punti, 108 più di Brennan, e ha contribuito in modo determinante alle cinque vittorie della Visma.

La maglia verde è ormai al sicuro. Il dato più importante, però, riguarda quello che viene dopo la Vuelta. Van Aert è potente, resistente e capace di vincere anche dopo una corsa dura. È un monito per tutti i concorrenti del Mondiale di Montréal: Wout è pronto.

Enric Mas: 8

Ha 2’06” su Gall e 2’10” su Roglič. Basterebbe questo per avvicinarsi al massimo dei voti. Ne perde due perché non regala spettacolo. Mas corre con lucidità, conosce i propri limiti e non concede quasi nulla. Quando può guadagnare lo fa, quando la situazione non lo richiede lascia agli altri il compito di animare la corsa. La Movistar lo protegge e lui interpreta perfettamente il ruolo del leader.

La gestione finora è stata impeccabile, anche dopo il ritiro di Tadej Pogačar, che gli ha consegnato una corsa completamente diversa. Adesso deve superare la cronometro senza perdere troppo da Roglič e difendersi negli ultimi due arrivi in salita. Se arriverà in rosso a Granada, nessuno potrà contestargli la strategia. Lo spettacolo, però, è un’altra cosa.

Matthew Brennan: 8,5

Tre vittorie di tappa al debutto in un grande giro rappresentano un risultato enorme. Brennan conferma di avere velocità, resistenza e una capacità di leggere gli arrivi già superiore a quella suggerita dai suoi 21 anni. La Visma lo accompagna nelle volate, spesso con Van Aert nel ruolo di apripista di lusso, ma il britannico finalizza il lavoro con personalità. È secondo nella classifica a punti e ha già trasformato la sua prima Vuelta in una corsa da ricordare. Gli manca ancora l’esperienza per gestire tutte le situazioni, come dimostrano le energie spese e le difficoltà incontrate nella giornata torrida di Córdoba. Il futuro, però, è già presente.

Felix Gall: 7,5

È secondo a 2’06” da Mas e ha quattro secondi di vantaggio su Roglič. La classifica premia la continuità e la capacità di rimanere con i migliori sulle salite più difficili. Gall ha mostrato solidità, senza però trovare l’azione capace di cambiare la corsa. Il problema arriva giovedì: nella cronometro di 32,1 chilometri rischia di perdere la seconda posizione nei confronti di Roglič. Per difendere il podio, e provare ad avvicinare Mas, dovrà attaccare a Peñas Blancas e sul Collado del Alguacil. Finora ha corso bene. Nell’ultima settimana deve dimostrare di poter correre anche per vincere.

Primož Roglič: 6

Non brilla, ma è sempre lì. Roglič attraversa la Vuelta senza avere ancora mostrato la versione migliore di sé, eppure entra nell’ultima settimana a 2’10” dalla maglia rossa e ad appena quattro secondi dal secondo posto. L’esperienza gli permette di limitare i danni anche quando le gambe non sembrano quelle dei giorni migliori. La cronometro di Jerez è il passaggio sul quale ha costruito gran parte delle proprie speranze. Può superare Gall e ridurre sensibilmente il distacco da Mas.

Il sei fotografa quanto mostrato finora, non quello che può ancora accadere. Roglič conosce meglio di tutti i rivali il modo in cui si vince una Vuelta. Lasciarlo a poco più di due minuti significa tenerlo ancora pienamente in corsa.

Richard Carapaz: 6,5

È quarto a 4’24”. La vittoria appare lontana, il podio resta possibile. Carapaz prova ad accendere la corsa, ma finora non ha trovato la continuità necessaria per trasformare gli attacchi in guadagni sostanziali. Rispetto a Mas corre con maggiore istinto, assumendosi anche più rischi. Il problema è che il dispendio non sempre produce risultati. La cronometro potrebbe allontanarlo ulteriormente, obbligandolo a tentare qualcosa da lontano nelle ultime due giornate di montagna. Da lui ci si aspetta un assalto. Se aspetta gli ultimi chilometri, difficilmente salirà sul podio.

Alessandro Romele: 7,5

Il secondo posto di Córdoba lascia un po’ di amarezza perché la vittoria è passata vicino. Essere battuto da questo Van Aert, però, non ridimensiona la prestazione. Romele è terzo nella classifica a punti con 153 punti, appena sei in meno di Brennan, e rappresenta finora il volto migliore della spedizione italiana. Cerca con continuità la posizione giusta, entra nelle azioni pericolose e dimostra di reggere anche quando la corsa diventa selettiva.

Martedì e soprattutto mercoledì avrà altre due occasioni. La maglia verde sembra destinata a Van Aert, ma il secondo posto nella classifica a punti e una vittoria di tappa sono ancora obiettivi concreti.

Marco Brenner: 8

La vittoria sulla Sierra de La Pandera è una delle più belle di questa Vuelta. Brenner ha resistito in una fuga numerosa e ha trovato l’accelerazione decisiva sulle rampe finali, conquistando il primo successo personale in un grande giro. Il tedesco ha trasformato una corsa fino a quel momento complicata da problemi fisici e cadute. Ha scelto la giornata giusta e l’ha interpretata senza paura. Una vittoria di peso, ottenuta su un arrivo che non permette bluff.

Tadej Pogačar: senza voto

Aveva vinto tre tappe e guidava la classifica con quasi quattro minuti su Mas quando la caduta dell’ottava frazione lo ha costretto al ritiro. La frattura della clavicola, la lesione cervicale e la commozione cerebrale hanno chiuso la sua stagione e lo terranno fuori anche dal Mondiale. Assegnargli un voto avrebbe poco senso. Fino alla caduta aveva dominato la Vuelta. Dopo il suo ritiro è cominciata un’altra corsa.

Organizzazione: 4

La quindicesima tappa è stata accorciata di quasi 80 chilometri quando le temperature avevano raggiunto i 44 gradi. La decisione era necessaria, ma è arrivata quando il problema era già evidente. Il protocollo per il caldo estremo serve a prevenire situazioni pericolose, non soltanto a correggerle durante la giornata. Le parole di Brennan, che ha chiesto apertamente perché si stesse gareggiando in quelle condizioni, riassumono il problema. Ancora non è stato chiarito cosa ha fatto cadere Pogacar, privando la Vuelta di un protagonista che avrebbe sicuramente aumentato appeal e seguito.

La sicurezza degli atleti non può dipendere dalla capacità di sopportazione del gruppo. Anche questa è una lezione che la Vuelta deve portare nell’ultima settimana.

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