
La seconda tappa del Tour de France 2025 lascia intendere che i big non hanno alcuna intenzione di attendere le grandi montagne per darsi battaglia. L’avevano fatto capire ieri andando all’attacco del malcapitato Evenepoel. L’hanno riconfermato oggi, mettendosi in fila per lo sprint, vinto da Van der Poel davanti a Pogacar e Vingegaard. Una riedizione, anche se a posizioni invertite, della prima frazione del Giro del Delfinato. Se i favoriti scendono in pista anche per i traguardi di tappa, vuol dire due cose:
- che lo spettacolo sarà assicurato ogni giorno;
- che gli altri dovranno soltanto guardare, a meno che non si chiamino Mathieu van der Poel, uno di quelli che si può permettere di battagliare alla pari con i due marziani.
Capiamoci, l’olandese non ha chance, almeno in questa edizione della Grande Boucle, di fare classifica. Ma può vincere in qualsiasi tappa ed oggi l’ha dimostrato. Ha resistito alle rasoiate di Vingegaard sulle salite finali, più simili a muri che a cote, e poi sprintato in faccia a sua maestà Pogacar che voleva la vittoria di tappa. Dopo 200 chilometri la cosa poteva anche essere possibile, ed infatti lo sloveno è apparso anche in rimonta, ma Van der Poel è l’uomo delle classiche e non si è certo intimorito e lasciato impressionare. Ha fatto la volata di testa e vinto con buon margine.
La volata di Boulogne-sur-Mer ridisegna in questo modo la classifica generale. La Maglia Gialla rimane in casa Alpecin, passando dalle spalle di Philipsen a quelle di Van der Poel. Subito dietro troviamo Pogacar, a 4″, e Vingegaard, a 6″. Per un Evenepoel ancora troppo distratto e per un Roglic incredibilmente fuori gioco già al secondo giorno, crediamo che ci siano al momento poche speranze di ribaltare la cosa.
La cronaca Lauwin Planque-Boulogne sur Mer di 209,01 km
La seconda tappa del Tour de France 2025 parte da Lauwin-Planque. I corridori affrontano fin dai primi chilometri un ritmo vivace, con i primi attacchi che si accendono sotto la pioggia. Quattro uomini riescono ad avvantaggiarsi: Fedorov, Armirail, Van Moer e Leknessund prendono un margine che raggiunge rapidamente il minuto e poi si assesta attorno ai 2’30”.
Il gruppo, tirato soprattutto da Intermarché-Wanty e Alpecin-Deceuninck, controlla senza forzare troppo. I quattro al comando collaborano bene, anche se qualche contrattempo rallenta la fuga: cadono Fedorov e Leknessund, ma si rialzano e riprendono il ritmo. Più tardi, Leknessund è vittima anche di una foratura.
La corsa prosegue con un vantaggio che oscilla tra i 2’ e i 2’30”, mentre in gruppo le squadre dei favoriti mantengono il controllo. Al primo GPM di giornata, la Côte de Cavron-Saint-Martin, svetta Leknessund davanti a Van Moer. Intanto si verifica una caduta nel gruppo: coinvolti anche un corridore della Lotto e successivamente il nostro Milan (italiani bersagliati dalla sfortuna in questo inzio) e Geraint Thomas.
La gara si accende negli ultimi 30 km. Sul Haut Pichot, è Wellens a transitare per primo, e la salita crea la prima vera frattura: Evenepoel si trova ancora colpevolmente attardato. Il gruppo si ricompatta poco dopo, ma la tensione è palpabile.
Si entra nella fase decisiva. A 10 km dall’arrivo comincia la Côte de Saint-Etienne-au-Mont: Pogacar scatta e passa per primo al GPM, insieme a Jorgenson, Vingegaard, Van der Poel, Evenepoel e Gregoire. Il gruppetto dei migliori si forma, ma tanti riescono a rientrare subito dopo.
A 5 km dal traguardo Vauquelin conquista l’ultimo GPM. Vingegaard prova ad allungare, ma è marcato stretto da Evenepoel e Pogacar. Si entra negli ultimi 3 km con qualche scatto di Jorgenson, Vauquelin e Lutsenko, ma il gruppetto dei migliori annulla subito tutto.
Ultimo chilometro: la strada sale verso Boulogne-sur-Mer, sarà volata ristretta. Mathieu Van der Poel parte in testa, senza tatticismi e puntando sulla sua forza esplosiva. Lo segue Pogacar, che prova a recuperare e per poco non ci riesce. Si porta dietro anche Vingegaard, che prende la terza piazza.
Van der Poel è il nuovo leader della classifica generale, con Pogacar a 4” e Vingegaard a 6”.
