Varsity Chess Match: i 150 anni della sfida tra Oxford e Cambridge

Nel prossimo mese di marzo, verranno celebrati i 150 anni di uno degli avvenimenti più mondani della primavera inglese: la sfida tra le università di Oxford e Cambridge.

Nel prossimo mese di marzo, verranno celebrati i 150 anni di uno degli avvenimenti più mondani della primavera inglese: la sfida tra le università di Oxford e Cambridge.

No, non stiamo parlando della competizione di canottaggio, ma della sfida a scacchi che forse non ha la medesima risonanza di quella remiera, ma che pure vanta ormai una tradizione ultrasecolare: è infatti iniziata nel 1873 e da allora non è stata giocata in sole dieci occasioni, bloccata dagli eventi bellici durante le due guerre mondiali, mentre nel 2021 durante la pandemia non è stata interrotta ma solo ritardata di qualche mese: venne giocata in ottobre invece che in marzo.

Si tratta di una contesa tra le due celebri università altrettanto appassionante di quella di canottaggio: attualmente Cambridge è in leggero vantaggio; il bilancio a tutto il 2022, dopo 140 sfide, è infatti di 60 vittorie per Cambridge contro le 58 di Oxford, con 22 incontri terminati in parità.

I pareggi non sono molto frequenti: l’ultimo in ordine di tempo risale al 2002, il precedente si era verificato nel 1966! Con undici successi consecutivi, dal 1970 al 1980, Cambridge detiene fino ad ora la serie record. Nelle 140 sfide c’è stato un solo ‘cappotto’: si verificò nel 1919 quando Cambridge vinse 7 a 0. In precedenza, nel 1913, c’era stata una vittoria per 6.5 – 0.5 (6 vinte e un pareggio) di Oxford.

L’idea di un match di scacchi tra le due antiche università era stata proposta già nel 1853 da Howard Staunton, che due anni prima aveva organizzato a Londra quello che viene definito il primo grande torneo internazionale della storia degli scacchi, ma si concretizzò solo nel 1873 a seguito dei brillanti successi dell’inglese Joseph Blackburne, che a partite dal 1870 (anno in cui giocò a Londra una sfida con Steinitz, all’epoca campione del mondo ‘ufficioso’, dato che il titolo sarà codificato solamente nel 1886) polarizzarono l’attenzione degli appassionati britannici.

Per di più proprio nel 1873 cadeva il quarantesimo anniversario della sfida di canottaggio tra i due atenei e si volle festeggiarlo ampliando le discipline della competizione: la proposta di giocare a scacchi fu fatta dagli studenti di Cambridge, città che storicamente vantava una antica tradizione nel gioco. La prima notizia scacchistica risale infatti al 1837-38 quando la cittadina universitaria giocò (e perse) un match per corrispondenza con Nottingham (2 partite giocate, entrambe perse).

Gli studenti di Cambridge all’inizio prevalsero abbastanza nettamente, come dimostrano le dieci vittorie contro quattro e un pareggio dei primi quindici incontri, ma poi Oxford recuperò.

Inizialmente le squadre erano composte da sette giocatori. Formalmente ciascuno avrebbe dovuto affrontare l’avversario due volte, con partite di andata e ritorno, ma non sempre questo accadeva, anche perché nei primi anni della sfida si giocava senza orologio segnatempo e quindi molte partite duravano molto a lungo e non c’era tempo per il secondo incontro.

Così dal 1892 fu stabilito che si giocasse su partita singola.

Per trovare per la prima volta delle giocatrici in squadra bisognerà attendere fino al 1978, anno in cui la sfida venne ufficialmente sponsorizzata dalla Loyds Bank. Quindi sette scacchiere maschili e una femminile. In campo femminile i primi sette matches sono stati appannaggio della rappresentante di Cambridge. Tuttavia per i primi 4 anni il risultato delle ragazze venne preso in considerazione solo se la sfida tra i ragazzi era terminata in parità. Si dovrà attendere fino al 1982, in occasione della sfida numero 100, perché anche il risultato femminile fosse considerato a tutti gli effetti.

Un paio di curiosità sulle sfide femminili.

Premesso che normalmente i giocatori venivano schierati in base al punteggio internazionale (punteggio ‘elo’) poteva succedere che le due ragazze non giocassero tra loro. Ma nella sfida 118 dell’anno 2000 accadde che le due ragazze avessero il punteggio elo più alto, così non solo giocarono l’una contro l’altra ma per di più in prima scacchiera! Erano Ruth Sheldon (elo 2280) per Oxford e Harrieth Hunt (elo 2448) per Cambridge: la partita terminò patta.

Nel 2018 arrivò ad Oxford per seguire un Master in Scienze Politiche la cinese Hou Yifan, campionessa del mondo femminile quasi ininterrottamente tra il 2010 e il 2016; nel 2019, nella sfida numero 137, fu schierata da Oxford in prima scacchiera (giocò con Mattew Wadsworth, elo 2386, la partita si concluse con un pareggio) poi nel 2020 concluse gli studi e fu chiamata come professoressa nella Università cinese di Shenzhen, la più giovane, soli 26 anni.

Torniamo alla sfida, nota come Varsity Chess Match. Dagli Anni Ottanta l’incontro si disputa stabilmente nella bella sede della Royal Automobile Club (RAC) di Londra, ed è molto seguito in Inghilterra. La selezione per entrare a far parte delle squadre è molto dura, anche se negli ultimi anni, data la grande diffusione degli scacchi anche oltre Manica, tutti i protagonisti sono giocatori di elevato livello, spesso già con titolo internazionale, a volte anche di Grande Maestro: per esempio nel 2003, 2005 e 2007 Oxford schierò in prima scacchiera proprio un GM, Luke McShane,

Nonostante il successo della manifestazione, non si pensa assolutamente di arrivare ad un ‘professionismo’ universitario, come avviene per esempio negli atenei americani per il baseball o il rugby; questo dipende soprattutto dal fatto che il match scacchistico ha tra le regole – codificate già nel 1873 – che un giocatore non può prendere parte a più di cinque sfide: gli scacchi sono importanti, ma la laurea di più.

Il primo a giocare cinque incontri fu H.G. Gwinner di Cambridge, che prese parte alle sfide dal 1883 al 1887 compreso. Per Oxford Richard W. Barnett, che diventerà un importante uomo politico, fu il primo ad arrivare a quattro matches, tra il 1884 e il 1887 compresi.

Altro studente destinato a diventare importante fu Walter Parratt, che giocò la sfida del 1873: diverrà Maestro di musica del Re e organista alla cappella di San Giorgio a Windsor.

Adolivio Capece

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