Il tempio del volo di Vikersund, in Norvegia, ha emesso i primi verdetti ufficiali del weekend. Sul mostruoso trampolino HS240, la giornata di sabato 21 marzo ha regalato emozioni contrastanti: la consacrazione del giovane talento austriaco Stephan Embacher e una prova di grande solidità per l’azzurra Annika Sieff, rimasta fuori dalla seconda serie per un soffio nonostante una misura d’eccellenza.
Maschile: Embacher glaciale, Bresadola a punti
L’Austria continua a dominare la scena del salto con gli sci. Stephan Embacher ha dato una lezione di stabilità aerodinamica, conquistando la vittoria con 459,1 punti. Dopo aver chiuso in testa la prima serie, il giovane austriaco non ha tremato nel momento decisivo, respingendo l’assalto del giapponese Tomofumi Niato e del beniamino di casa Johann Forfang.
In casa Italia, Giovanni Bresadola porta a casa punti pesanti per la classifica generale. Dopo un’ottima prima serie chiusa al 25° posto, l’azzurro ha pagato leggermente dazio nella seconda rotazione, scivolando in 29ª posizione (336,6 punti). In un contesto dove le velocità di stacco e la sensibilità al vento fanno la differenza tra un salto da 200 metri e uno da 230, la costanza di Bresadola resta un segnale positivo in vista della replica di domenica.

Femminile: Kvandal profetessa in patria, Sieff sfiora il muro dei 200
La gara femminile ha vissuto momenti di altissima tensione balistica. La norvegese Eirin Maria Kvandal ha trionfato con 425,9 punti, approfittando di un errore in atterraggio della slovena Nika Prevc, che ha visto sfumare una vittoria quasi certa scivolando al terzo posto dietro alla svedese Frida Westman. Nota di merito per la bicampionessa olimpica Anna Odine Strœm, autrice di un volo maestoso da 235,5 metri.
Annika Sieff ha confermato di aver trovato un feeling speciale con i trampolini giganti. La fiemmese ha ribadito i 196,5 metri già mostrati in qualifica, una misura che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile per il settore femminile. Con 175,7 punti, Annika ha chiuso al 16° posto, restando purtroppo esclusa dalla seconda serie (riservata alle top 15 in questo formato sperimentale di volo femminile). Resta però la consapevolezza di una crescita tecnica costante: la gestione della fase di volo radente della Sieff è ormai a livello delle migliori specialiste mondiali.
L’angolo tecnico: la “schiacciata” in atterraggio
Il caso di Nika Prevc oggi è emblematico per chi studia le traiettorie. La slovena ha mostrato una portanza eccezionale, ma un’indecisione nella fase di “telemark” (l’atterraggio a gambe flesse) le è costata punti preziosi nelle valutazioni dei giudici. A queste velocità (oltre i 100 km/h all’impatto), la stabilità delle lamine sulla neve ghiacciata è fondamentale: un millimetro di sbilanciamento trasforma un trionfo in un terzo posto.

