Vuelta 2014 tra Froome, Quintana e il mio barbiere

Vuelta 2014 tra Froome, Quintana e il mio barbiere

Vuelta 2014Qualche giorno fa, chiacchierando di sport dal barbiere – cosa per nulla insolita e antica quanto un secolo – mi è capitato di difendere Vincenzo Nibali dalle accuse di aver vinto un Tour senza avversari.
L’Italia è strana. Sempre pronta ad esaltarsi per il primo successo; al cospetto di un risultato storico si affanna a farne a pezzettini, scomporlo in mille realtà (neanche fossimo Picasso) e alla fine a restituirlo come frutto del caso.
Contador è sicuramente più forte e Froome avrebbe vinto il Tour..” Questa in sintesi la sentenza del “bar del barbiere”. Ma come, Nibali, il più forte ciclista italiano di corse a tappe dai tempi di Gimondi?
Nulla, non valgono la Vuelta, il Giro e il Tour per convincerli. La corsa del vicino, per loro, è sempre più verde.
Così arriviamo a Quintana, vincitore del Giro di quest’anno… perché quello dello scorso anno, vinto da Nibali non era la stessa cosa. Arriviamo al Froome, vincitore del Tour 2013, non del 2014, perché quello dello scorso anno era un’altra cosa. Arriviamo a Contador, vincitore di Tour, Vuelta e Giro, prima di scoprire che la carne (in particolare alcune bistecche) fa male al punto da costringerlo a modificare la dieta.
Arriviamo, continuando per questa assurda conversazione dal mio barbiere, alla Vuelta del 2014: “Ecco, questa si che sarà la gara decisiva, quella che ci dirà finalmente chi è il migliore…”.
Sinceramente la Vuelta di quest’anno allinea al via un bel gruppo di corridori da corse a tappe; classificazione, questa, è bene ricordarlo, che ha un senso dal 1990 in poi, ovvero da quando il Navarro Indurain (5 Tour consecutivi) impose la sua filosofia: si corre solo di luglio, in occasione del Tour. Prima non esisteva… Hinault e Meckx sarebbero impalliditi davanti ad una simile segmentazione della stagione.
Torniamo alla Vuelta 2014. I bene informati ci dicono che il duello reale sarà tra Quintana (Giro 2014) contro Froome (Tour 2013), con Contador (manciate di Tour, Giro e Vuelta) leggermente in ritardo di preparazione ma sicuro protagonista. Più staccati nella classifica dei migliori ci sono Rodrigez, Uran e Aru. Mettiamoci anche per dovere di pedegree Evans (un Tour all’attivo) e viene fuori una corsa di stelle… Vuoi vedere che il mio barbiere ha ragione?
Ci penso un attimo, sto per concedere l’onore delle armi ad un figaro in grado di parlare di ciclismo con maggiore facilità con cui parla di calcio, poi però decido di non mollare. Manca Nibali (Tour, Giro e Vuelta), e questo è molto; manca soprattutto la nobiltà del Grande Giro. E questo è tutto.
Mi dispiace per gli amici spagnoli, ma la Vuelta non è il Tour, ne mai lo sarà. A cominciare dal percorso: partenza il 23 agosto (domani), arrivo il 14 settembre, 21 tappe per un totale di 3240 km circa, 5 tappe in linea 13 tappe di media e alta montagna, 1 tappa cronosquadre, 2 tappe a cronometro. Più simile al Giro che al Tour, per il clima, fattezza delle strade e perché non si conclude nella capitale. Quest’anno fine corsa a Santiago di Compostela, con una crono individuale di 10 km. Qualcosa tipo prologo. Un epilogo buono per i mistici, un po’ meno per una corsa a tappe. I francesi in questo ci sanno fare. Si finisce sempre a Parigi. Grande festa finale, sotto l’Arco di trionfo. Vuoi mettere la scenografia e soprattutto il gusto di essere incoronati ai Campi Elisi? In Italia terminiamo in tutti i posti tranne che a Roma. E se lo facciamo, accade a piazza San Pietro, mica al Colosseo o al Campidoglio.. provincialismo. In Spagna si finisce in un posto che, bene che ti vada, ti incorona come il miglior pellegrino, mistico e errante. Bah!!
Una corsa, la Vuelta, che da quando è stata messa a settembre (ormai quasi 20 anni fa) ha raggiunto una nobiltà che non aveva mai avuto, essendo un ottimo modo per preparare il Mondiale. Prima era più di impaccio che di aiuto. Ed infatti l’Albo d’Oro è, per i primi anni, più da saga di paese. Per trovare uno forte dobbiamo attendere il 1958, Stablinski, ma è solo con il successo di Anquetil, nel 1963, che la corsa di nobilita veramente. L’hanno vinta anche Merckx, Gimondi e Hinault, ma anche gente tipo Zulle (che in alcuni anni è stato anche considerato un campione… pensa un po), Heras e Valverde… Insomma non scopro nulla se dico che Tour e Giro sono un’altra cosa.
Per tornare al mio barbiere, ricordo allo stesso che Froome è caduto perché alla frusta nella quinta tappa del Tour (la piccola Roubaix) e che Contador arriva in ritardo di preparazione alla Vuelta per le fratture rimediate in una caduta che non ha coinvolto Nibali solo per la grande capacità del siciliano di stare sulla bici. Insomma le vittorie nel ciclismo raramente arrivano per caso, al Tour, poi, quasi mai. L’Albo d’oro della corsa francese è lì a testimoniarlo.
Così questa Vuelta appare più la rivincita di quanti hanno assaggiato “i morsi dello Squalo” e ne sono rimasti scottati che la seconda occasione per atleti sfortunati. Anche perché, fuor da metafora, Froome deve ancora dimostrare di essere un ciclista e che la vittoria dello scorso anno non è stata frutto… del caso (per assenza di avversari, questo si… quando ci vuole ci vuole!) mentre Contador ci deve dire se la sua nuova dieta “vegetariana”, lontana da ogni tipo di “bistecca adulterata” è in grado di portarlo sul gradino più alto di un grande Giro. Da quando ha scontato la squalifica per doping ha vinto solo la Vuelta nel 2012 con discreta fatica.
L’Italia si affida alla giovinezza e all’estro di Fabio Aru, stellina nascente del nostro ciclismo, forte in salita, un po’ meno sugli altri campi. Terzo alla corsa rosa di quest’anno, il sardo, che corre nella squadra di Nibali, ha dichiarato di preferire la classifica finale ad un’eventuale successo di tappa. Il suo vero obiettivo è il Mondiale di Ponferrada, che non è difficile al punto da preferire uno scalatore e non è facile per puntare solo su velocisti.
E mentre si scaldano i motori della Vuelta, che ci dirà anche chi è pronto per Ponferrada 2014, il CT Cassani annuncia con un cinguettio che il 12 settembre renderà noti i 16 nomi degli azzurri per la prova iridata…
Il mio barbiere avrà di che divertirsi.
AU

 

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